L’Isola che c’è


La Sicilia che si ribella al pizzo
lunedì 12 maggio 2008, di Alberto Giovanni Biuso - 765 letture

Nell’Aula Magna della Facoltà di Lettere e Filosofia di Catania si è svolto oggi un intenso incontro sui rapporti tra crimine e società. L’occasione è stata la presentazione del libro nel quale Filippo Conticello ha raccolto le testimonianze di imprenditori di tutta la Sicilia che si rifiutano di pagare il pizzo alle cosche mafiose. E delle organizzazioni antiracket che da tale rifiuto sono nate.

Intensi gli interventi di Andrea Vecchio e Bruno Piazzese, due imprenditori –rispettivamente nei settori dell’edilizia e della ristorazione- vittime di incendi e attentati per aver denunciato i loro persecutori. Entrambi hanno inserito la questione del pizzo all’interno della più ampia corruzione politica, siciliana ma non solo. Secondo Vecchio in realtà in Italia è da trent’anni che non si fa più politica, a vantaggio di collusioni criminali tra pubblica amministrazione e malavita. Piazzese ha difeso in modo esplicito e appassionato le denunce di Marco Travaglio nei confronti di Schifani, rilevando come il giornalista si sia limitato a rendere note inchieste e atti della magistratura rispetto ai rapporti tra Schifani e la mafia: «Nessuno critica Travaglio nel merito, nessuno nega fatti che sono stati accertati. Gli vogliono soltanto impedire di parlare».

Il moderatore dell’incontro, il Prof. Fernando Gioviale, ha osservato come in qualunque Paese civile un Presidente di regione dimessosi per aver ricevuto una condanna relativa a reati di mafia sarebbe stato sostituito da un Presidente dello schieramento avversario, «non così in Sicilia…». E ha, poi, stigmatizzato l’atteggiamento servile dei giornalisti che hanno accolto senza alcuna riserva le lodi di Dell’Utri all’“eroe” mafioso Mangano e che non chiedono mai a Berlusconi perché avesse intenzione di nominare Ministro degli interni del suo primo governo quell’Antonio Di Pietro che dichiara ora fargli “orrore”. Conticello afferma che tutto questo è «mafiosità: la ragione per cui un popolo orgoglioso e fiero si è fatto schiavo».

Sono “orgoglioso e fiero”, invece, di appartenere a un’Istituzione dove si possono ancora ascoltare simili parole.

www.biuso.it

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L’Isola che c’è
20 maggio 2008, di : Augusto Cavadi

Grazie, caro Alberto, per la segnalazione del libro e dell’evento in cui è stato presentato. Qualche giorno dopo ho incontrato e conosciuto Conticello alla Festa palermitana di "Addiopizzo", ho acquistato copia del suo libro e gli ho promesso che avrei seguito la sua presentazione sull’edizione palermitana di "Repubblica". Augusto
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