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L’Europa delle piccole città che riscoprono sé stesse

Pierre Marietan scrittore, compositore, ecologo del suono per anni docente universitario a Parigi, passa molto tempo a Montbazin, luogo di quiete, poco conosciuto, in cui iniziano a succedere cose importanti...

di Silvia Zambrini - domenica 1 agosto 2021 - 1323 letture

Pierre Marietan scrittore, compositore, ecologo del suono per anni docente universitario a Parigi, passa molto tempo a Montbazin, luogo di quiete, poco conosciuto, in cui iniziano a succedere cose importanti.

La dimensione acustica dell’ambiente non è cosa da poco. In una tranquilla cittadina a sud della Francia Pierre Marietan, tra i primi a occuparsi di paesaggio sonoro, trascorre diversi mesi ogni anno. La scelta di questo luogo non è casuale per una persona abituata ad ascoltare l’ambiente in ogni suo particolare: Montbazin è un borgo medioevale dalle architetture di indubbia bellezza, con funzione per lo più di satellite con Montpellier. Non è mai diventato un luogo turistico nonostante essere vicino al mare e immerso in una natura rigogliosa, con sentieri e ciclovie che collegano colline e borghi limitrofi. Pochi negozi, un Bar Tabacchi all’entrata del vecchio centro, nessun ristorante. Eppure la gente passeggia, s’incontra, chiacchiera: il clima è quello di una cittadina vissuta nella sua sobrietà, non per questo meno vivace rispetto ad altre dense di attività commerciali.

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Pierre Marietan durante una lezione di educazione al suono con i giovanissimi abitanti di Montbazin

Più volte mi è stato chiesto che cosa, in acustica, distingua lo spazio neutro da un altro. Neutro è l’ambiente in cui ogni suono, ogni rumore sono in qualche modo inevitabili: dalle voci delle persone al ronzio di un motore. Il neutro non è più tale quando altri suoni vengono indotti nell’ambiente a scopo di intrattenimento: nella Place de la Republic ad Arles, gli effetti di musicisti che si esibiscono con gli amplificatori, e di colonne sonore che fuoriescono da Bar e ristoranti, si sovrappongono ai naturali rumori di fondo.

A Montbazin ancora si possono ascoltare i passi dell’uomo, gli schiamazzi dei bimbi. Unico suono che prevarica è quello del campanile della Chiesa di San Pierre, che scandisce le ore attraverso il battito, senza melodie aggiunte. Questo borgo è come un contenitore acusticamente vuoto in cui i suoni si creano dal basso attraverso la presenza degli abitanti e il passare di poche automobili precluse alle vie del centro storico: è qui che Marietan scrive, compone, organizza concerti e incontri come quelli sul paesaggio sonoro per tanti anni tenuti in Svizzera con musicologi, urbanisti e architetti provenienti da tutto il mondo. Ma la sua attività riguarda anche, e in misura crescente, il borgo di Montbazin dove trasmette la sua esperienza ai giovanissimi abitanti insegnando loro ad ascoltare il suono singolo nella sua dimensione spazio/tempo distinguendone la provenienza, i tempi di propagazione, le diverse intensità e altezze. Per fare questo i partecipanti utilizzano la propria voce, alcuni oggetti e strumenti musicali: una sorta di scomposizione della massa sonora attraverso l’individuazione del suono puro particolarmente coinvolgente per i più giovani, per i quali l’ascolto analitico è ancora fonte di curiosità e continua scoperta, come quella del silenzio quale dimensione che permette di concentrarsi su altri suoni ormai sommersi dai continui stimoli delle tecnologie. E infatti è sorprendente l’interesse con cui i ragazzini partecipano a queste sedute che si svolgono inizialmente in uno spazio didattico attiguo alla piazza dell’antico Colonnato. Poi il gruppo si trasferisce nella Cappella della Chiesa romanica dove il rapporto equilibrato tra altezza, larghezza e profondità della struttura in pietra, favorisce un riverbero sonoro privo di rimbombo come invece può avvenire nelle grandi Cattedrali; ed è così che un vecchio borgo, per certi aspetti trascurato, assume interesse e coesione tra gli abitanti (oltre che con la sua valorizzazione attraverso itinerari naturalistici e iniziative culturali). Del resto è più facile dare identità a un territorio partendo dalla sua nuda essenza: come un appartamento vuoto da potersi arredare poco alla volta, senza l’ingombro, l’inutile.

Montbazin merita di essere apprezzata attraverso la cultura, la sperimentazione, lo sport all’aria aperta. E il mondo dell’infanzia, con il suo naturale desiderio di apprendere, può essere una risorsa irrinunciabile per i tanti centri abitati, ricchi di tradizione, di cui l’Europa ridonda ma che pochi conoscono.

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Pierre Marietan a Montbazin - Lezione di educazione al suono attraverso la coralità nella Chiesa di S. Pierre


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