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L’Antifascismo è mitologia o storia?

"Dal punto di vista teoretico l’antifascismo rappresenta solo una pre-categoria democratica: non preserva da altre forme di totalitarismo. Se lo fu specifico e discriminante ancora a caldo, nel corso delle passate vicende storiche, non può più esserlo ad oltre mezzo secolo abbondante di distanza."

di Gaetano Sgalambro - venerdì 26 febbraio 2021 - 917 letture

"L’antifascismo è assurto, oggi giorno, per tanti qualificati uomini di cultura del paese, a ineludibile valore fondante dell’identità democratica di ogni cittadino e addirittura (come visto in tanti altri esempi non citati) anche della Costituzione Italiana, perché da esso discenderebbe. Allora, che dire dei paesi che sono arrivati alla democrazia vera senza essere passati come noi dal fascismo? Potranno mai dichiararsi democratici?"

"Dal punto di vista teoretico l’antifascismo rappresenta solo una pre-categoria democratica: non preserva da altre forme di totalitarismo. Se lo fu specifico e discriminante ancora a caldo, nel corso delle passate vicende storiche, non può più esserlo ad oltre mezzo secolo abbondante di distanza."

Da Facebook -26 febbraio 2018

Riconosco che sia temerario porsi un quesito del genere, proprio oggi. Il rischio di tirarsi addosso gli strali politici, culturali e financo morali degli amici (e non) sarà inevitabile. Tuttavia, siccome io il dubbio lo nutro, voglio prospettarlo. Premetto che il quesito nasce dal fatto che la mia singola convinzione -che si tratti in buona parte di mitologia- cozza contro quella nettamente imperante nell’opinione pubblica. Entro nel tema citando i moltissimi esempi che si vedono nei dibattiti alla tv, ove allorché un soggetto antifascista deve interrogare l’interlocutore sulla sua identità democratica gli chiede in maniera secca: sei un antifascista o no? E pretende una risposta monosillabica, per considerarla chiara e inequivocabile. Laddove una risposta articolata rappresenterebbe un modo di evaderla.

Ebbene, questo tipo di domanda l’ho sentita profferire (ad 8 ½) anche a un illustre uomo d’indubbia cultura ed ex magistrato, il dott. Carofiglio, il quale considerando evasiva la risposta «sono contro ogni totalitarismo!»del suo interlocutore, la suggellava, nientepopodimeno che: con il giudizio di un passo del Vangelo. “Incredibile visu”! L’antifascismo è assurto, oggi giorno, per tanti qualificati uomini di cultura del paese, a ineludibile valore fondante dell’identità democratica di ogni cittadino e addirittura (come visto in tanti altri esempi non citati) anche della Costituzione Italiana, perché da esso discenderebbe. Allora, che dire dei paesi che sono arrivati alla democrazia vera senza essere passati come noi dal fascismo? Potranno mai dichiararsi democratici?

Perché disconoscere che storicamente la nostra Costituzione non è stata portata dall’antifascismo? Sono stati tre i fattori che l’hanno determinata:
 la sconfitta militare del regime fascista ad opera delle forze armate alleate;
 l’amministrazione militare degli angloamericani che voleva una repubblica liberale e costituzionale;
 la mirabile capacità visionaria dei nostri pochi (ne avessimo almeno uno oggi!) ma validissimi uomini di cultura che la progettarono, facendone una nuova ideologia (rimasta pressoché disconosciuta!). E’ la Costituzione Italiana che rappresenta la primaria misura della democrazia e dell’anti-totalitarismo! I molti antifascisti impegnati contro il regime non riuscirono a formare un corpo organico, capace di dare una prospettiva politica unitaria ai destini postfascisti del paese. Dal punto di vista teoretico l’antifascismo rappresenta solo una pre-categoria democratica: non preserva da altre forme di totalitarismo. Se lo fu specifico e discriminante ancora a caldo, nel corso delle passate vicende storiche, non può più esserlo ad oltre mezzo secolo abbondante di distanza.

Quanto detto, però, nulla toglie alla nobiltà del sacrificio della vita di tantissimi uomini della resistenza armata e di quella civile, i quali, pur trovandosi entro la tagliola del nazifascismo, inneggiarono alla libertà e osarono sfidare i tedeschi, i quali, in rotta sugli altri terreni militari, erano nettamente soverchianti in Italia. Ciò posto, che si attribuisca al significato etimologico dell’antifascismo un portato politico e storico che non è mai stato, mi pare un saggio della narrazione mitologica della nostra realtà storica fatta dalla classe politica, la quale, di contro, ha dimostrato scarsa aderenza ai valori costituzionali democratici. Pertanto, affermare oggi con orgoglio di essere antifascisti è un modo insufficiente di ritenersi democratici nell’ottica costituzionale. Mi pare, piuttosto, un metodo a costo nullo e subdolo di esorcizzare sia le gravi responsabilità storiche del nostro passato fascista, sia quelle delle violenze politiche anche oggi perpetrate.


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