Cosa si prova a subire un amore? L’amore è fatto per durare? E come fa un amore a resistere nel tempo?
In molti sono d’accordo nel ritenere le trenta pagine iniziali del romanzo di Ian McEwan “L’amore Fatale” come il miglior incipit di qualsiasi altro romanzo contemporaneo. E - parimenti - i primi dieci minuti del film omonimo di Roger Michell (Notthing Hill, The Mother) - tratto dal libro di McEwan - sono quanto di più affascinante, sconvolgente e seducente si sia visto di recente sul grande schermo: una mongolfiera rossa in balia del vento con sotto appesi quattro uomini che avevano cercato di trattenerla al suolo per salvare l’unico passeggero, un ragazzino troppo spaventato per lanciarsi giù dalla navicella.
Per chi non ha letto il romanzo, le aspettative - dopo una sequenza iniziale così “magica” ed imprevista - sono molte ma destinate però a rimanere inevase per un procedere della sceneggiatura tra incongruenze e poca plausibilità di eventi e personaggi.
La storia dell’ amour fou tra Joe (Daniel The Jacket Craig) - uno dei soccorritori/la vittima - e Jed (Rhys La Fiera delle Vanità Ivans) - un altro dei temerari “eroi per caso”/il persecutore - risulta troppo cerebrale, improbabile e meccanica perché ci si possa appassionare a seguirne i suoi ulteriori violenti sviluppi.
Né la sceneggiatura - con buchi - di Joe Penhall, la regia illustrativa di Michell, gli interpreti (tra gli altri lo “spreco” di una presenza come quella dell’intensa attrice Samantha Morton) sono d’aiuto nello barcamenarci tra le fredde trame di un thriller psicologico sull’amore (Cosa si prova a subire un amore? L’amore è fatto per durare? E come fa un amore a resistere nel tempo?) astratto e confuso.
"L’Amore fatale": Dal romanzo di Ian McEvan, un’inconsueta ossessione amorosa
30 giugno 2006, di :
giuditta
trovo piuttosto discutibile il commento di calogero secondo cui "amore fatale" di mcewan è un intrigo confuso.
mi sorprende veramente,al contrario leggere nel 2006 un autore in grado di conciliare la perfezione formale ,l’eleganza di uno stile anglosassone un pò "defunto" con una forza e un potere innovativo che non trovo in De Lillo , Marquez o Palaniuk.
a me , che sono profondamente prevenuta verso il tradizionalismo,la rigidità,la monotonia e la retorica di gran parte della letteratura considerata leggenda, a me mcewan sembra semplicemente travolgente.
Philip Roth,un autore ebreo americano di formazione completamente diversa ha forse qualcosa in comune con Mcewan:una capacità di cogliere le ombre e affrescarle con la nitidezza delle verità più ovvie.
consigliatissime le bibliografie complete di entrambi:mai una pagina che non valga la somma del libro intero..