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L’Africa e la crisi degli sfollati

Le ONG di AGIRE continuano intanto a lavorare nei paesi in cui conflitti e siccità hanno costretto milioni di persone alla fuga.
di Redazione - martedì 12 dicembre 2017 - 2680 letture

Il continente africano ha il gravoso impegno di sostenere milioni di persone in movimento a causa di conflitti e fenomeni naturali estremi. Oggi la crisi degli sfollati interni in Africa sta peggiorando. Secondo l’International Displacement Monitoring Center, nei primi sei mesi di quest’anno in Africa si sono registrati circa 2,7 milioni di nuovi sfollati all’interno dei confini dei propri paesi. Ciò significa che 15.000 persone ogni giorno sono costrette ad abbandonare le proprie case e a trasferirsi altrove nel paese. Alla fine del 2016 erano 12,6 milioni i rifugiati interni in Africa.

Dietro i numeri ci sono ragazze, ragazzi, donne, uomini e bambini, che hanno perso casa, mezzi di sostentamento, comunità di riferimento, e affrontano anni di sconvolgimenti. A questi si aggiungono coloro che hanno varcato i confini degli stati, emigrando nei paesi limitrofi o attraversando il mare alla ricerca di una vita migliore in Europa.

Il recente vertice Europa-Africa, che si è tenuto ad Abidjan, capitale economica della Costa d’Avorio, ha cercato almeno formalmente di affrontare questo problema, ponendo al centro del discorso la relazione tra sviluppo economico dell’Africa e i flussi migratori.

l’Unione Africana (Ua) ha fatto appello direttamente ai leader europei perché investano sulla gioventù africana a vantaggio del futuro di entrambi i continenti e per fermare l’esodo dall’Africa all’Europa. Tra le conclusioni del vertice, spiccano la necessità di maggiori incentivi per il rafforzamento dell’imprenditorialità locale; più investimenti nell’educazione, la scienza, la tecnologia e lo sviluppo delle competenze; rafforzare pace, sicurezza e governance del continente anche attraverso il sostegno alle operazioni in corso per la lotta contro il terrorismo.

Soluzioni che aiuterebbero effettivamente a ridurre i flussi migratori oltre confine ma anche il numero degli sfollati interni. Sono in molti, però a dubitare che i pilastri su cui si basa la dichiarazione finale del quinto vertice Ue-Africa, possano restare buoni propositi tra politici e faticare a creare reali condizioni di cambiamento. Ci auguriamo che i governi coinvolti siano all’altezza degli obiettivi che si sono posti.


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