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Kiev, il movimento Femen si spoglia


di Alan Vartuli
sabato 26 dicembre 2009, di alandd2001 - 5480 letture

Alcuni italiani hanno conosciuto, attraverso alcune piccole notizie pubblicate su quotidiani italiani, il movimento ucraino Femen, che ha attuato a Kiev alcune forme di protesta insolite: sfilate in bikini (se non in topless), lavaggio di panni sporchi in fontane pubbliche, ecc.

Questo nuovo movimento è il perfetto esempio di ciò che succede da anni in Italia e che anche qui, in Ucraina, sta incominciando a capitare sempre più spesso: non è più importante quanti partecipanti riesci ad riunire in una manifestazione, se attiri l’attenzione della tv la cosa è fatta!

Oddio, questo è un principio che vale da sempre, se un gruppo di 30 persone è bravo da calamitare le telecamere, ben venga; il problema, in una società, sorge quando quelle stesse telecamere riescono a ignorare eventi ben più importanti di qualche seno nudo in piazza.

Sia chiaro, i temi sollevati dal gruppo femmile Femen sono legittimi e interessanti:

1) la mancanza di risorse idriche nel Paese

2) la prostituzione femminile

3) la legislazione ucraina deficitaria sulla protezione delle donne

Ma se si osservano bene le immagini televisive si capisce che sono manifestazioni di 20-30, toh...100 persone...

E’ proprio vero che oramai la sostanza, seppur valida, è sempre meno importante; in un Paese dove ne succedono di tutti i colori, queste ragazze hanno usato un trucco vecchio come il mondo, la nudità, per diventare famose e addirittura avere accesso al talk show del conduttore più in voga di sempre, qui nell’Est Europa, Savik Shuster.

Personalmente, da italiano che vive in Ucraina, mi ha molto colpito il tema della prostituzione sollevato da queste ragazze, o meglio il tema dei turisti stranieri che vengono in Ucraina come "utilizzatori finali" (parola che in Italia piace tanto).

Femen ha inscenato una protesta nella piazza principale di Kiev, con ragazze quasi nude e con cartelli che mostravano frasi come "Ukraina ne bordel!" (l’Ucraina non è un bordello).

Beh..prima di tutto non mi sembra un bel modo di dimostrarlo: è come se il sottoscritto, in Italia, andasse in giro vestito da Ku Klux Klan ad urlare "Abbasso il razzismo!".

In secondo luogo, ho avuto la possibilità di ascoltare un intervista fatta sul posto alla leader del movimento, la quale ha dichiarato :"Siamo stufi di questi stranieri che vengono qui a pagare per fare sesso".

E qui è venuto fuori il solito luogo comune, o meglio, il capro espiatorio del problema della prostituzione: il cliente.

Stiamo attenti: non sto giustificando niente e nessuno; la cosa però che non mi è mai piaciuta è quando a un problema complesso si vuol dare una soluzione semplice, come la si dà ai bambini.

Probabilmente l’Ucraina finirà di essere invasa da "consumatori finali" il giorno in cui quest’ultimi saranno invogliati dallo stesso Stato ucraino a visitarne altre di bellezze del Paese (artistiche, architettoniche, culturali, paesaggistiche), che non vengono assolutamente pubblicizzate dal governo in Europa; inoltra questo "commercio" diminuirà quando le ragazze ucraine smetteranno di pensare all’Europa come luogo idilliaco e, a causa di questa convinzione, fare di tutto per capitarci.

Questa che propongo non è LA SOLUZIONE, ma potrebbe rappresentare un inizio di un percorso più utile del denudarsi in piazza per andare in tv.

Questi, in ogni caso, sono i difetti di una giovane democrazia, o meglio videocrazia... anche se detto da un italiano può far un po’ ridere.

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Dico.
27 dicembre 2009, di : Franco |||||| Sito Web: Sito web di Franco.

Riguardo alla prostituzione, questa deve essere tutelata in ogni sua forma senza alcuna discriminazione quando ad eserctarla ed avvalersi di essa ci sono soggetti maggiorenni e consenzienti. Il meretricio tra quest’ultime persone è e deve essere riconosciuto un orientamento sessuale.
    Dico.
    1 gennaio 2010, di : alandd2001

    Sulla legalizzazione della prostituzione non mi sono ancora fatto un’idea precisa; comunque sono stato ad Amsterdam, dove tutto è legalmente organizzato, e non è assolutamente vero ciò che dici sul tuo sito sulla sicurezza: quelli sono dei quartieri molto pericolosi e la prostituzione, legalizzata o no, non porta più sicurezza, anzi. Diciamo che è giusto non criminalizzare chi va a prostitute o chi esercita la professione in maniera volontaria, ma da qui a farne un monumento o un orientamento sessuale c’è una bella differenza...insomma non sono d’accordo.
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