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John Lennon “Skywriting” (Il Saggiatore)

Finalmente viene pubblicato il libro postumo di John Lennon. Un libro che ci da molte utili informazioni sull’ultimo Lennon.

di Emanuele G. - martedì 3 dicembre 2013 - 4152 letture

E’ con commozione che mi accingo a recensire il libro – purtroppo postumo – di John Lennon. La sua importanza nella definizione del termine “cultura contemporanea” è ben più che essenziale. Con la musica dei Beatles ha rappresentato uno spartiacque epocale. Prima c’era qualcosa. Dopo tutt’altro. Spartiacque che è continuato ad essere attivo anche dopo lo scioglimento dei “Fab Four” di Liverpool. Anzi credo che il periodo per così dire solista di John Lennon è stato ancora più precipuo e sostanziale. Infatti, durante tutti gli anni settanta egli ha potuto dispiegare al meglio la sua particolare sensibilità artistica e culturale. Facendoci scoprire una persona dai mille interessi e capace di ragionare con rara lucidità sulla contemporaneità.

Il libro ha un titolo avvincente: “Skywriting”. Scrivere nel cielo. Come metafora della più totale e completa libertà di espressione. La scrittura per essere tale deve non avere limite alcuno. Il riferimento al cielo è voluto. Il cielo è simbolo di infinito. Quindi, di libertà estrema. In questo contesto John Lennon da il via a una festa della libertà dell’ingegno umano. Ciò che contraddistingue “Skywriting” è un viaggio all’interno delle mille sfaccettature della commedia umana. Senza limiti, lo ripeto. Senza limitazioni. Senza ipocrisie. Senza il chiamare in causa i facili moralismi dell’ultima ora. Per certi versi “Skywriting” è il manifesto dell’uomo John Lennon che si pone nei confronti della vita e della sua intricata matassa con uno sguardo realista, lucido, severo, sognante e globale.

“Skywriting” è un libro fondamentale poiché leggendo ci fa capire che John Lennon intendesse uscire da tutti gli stereotipi che gli erano stati ritagliati. E’ come se avesse deciso di uscire dalla vesta pubblica per indossarne una più privata. Voleva, insomma, essere solo John Lennon. John Lennon come persona semplice. Non il John Lennon che i mass media dell’epoca vollero a tutti i costi nuovo Abramo o vate delle nuove generazioni. John Lennon non sapeva cosa farsene di tutto questo ambaradan. John Lennon aveva un solo desiderio: essere John Lennon. Punto e basta.

Questo intercalare di vari tipi di scrittura, temi, generi letterari e disegni è la rappresentazione più emozionante e puntuale dell’essere John Lennon. Costruisce dialoghi brevi e brucianti carichi del senso della vita. Elenca cose apparentemente senza senso per poi alla fine trovarlo. Dico il senso. Utilizza molto il paradosso e l’antitesi. Intercala alla prosa la poesia. Cerca il particolare e sviluppa elenchi sintetici. Qualche volta si ha la netta sensazione che voglia scherzare. Altre volte porta così all’eccesso il suo spirito dialettico che quasi quasi non gli vogliamo credere. Ed invece, dobbiamo poiché John Lennon intende aprirci le porte della coscienza e della conoscenza. Ma senza atteggiarsi a guru o santone. Per carità. Leggendo “Skywriting” salta subito agli occhi la sua umiltà e coerenza intellettuale.


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