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James Thierrée e La Veillée des Abysses

James Thierrée riesce a farci ridere, sognare e sbalordire ma soprattutto emerge la sua grande specialità nel danzare, prende l’aria la fa entrare nel suo corpo la fa muovere e ce la ritorna piena di energia.
di Riccardo Strano - martedì 18 marzo 2008 - 3310 letture

James Thierrée e La Veillée des Abysses

Se James Thierrée è stato applaudito in tutto il mondo, sicuramente non è per il cognome che porta ma per come riesce ad usare il suo corpo. La Veillée des Abysses andato in scena al Teatro Metropolitan di Catania il 12 e 13 Marzo è come un meteorite che si schianta in una città fatta molto di teatro di prosa e poco di teatro contemporaneo.

Non uno spettacolo di nuovo circo ma uno show a 360°, dal canto lirico, passando per la danza contemporanea si arriva al circo e molto altro ancora. Tutte le discipline dello spettacolo dal vivo si fondono per dare vita ad una rubrica notturna folle dove i protagonisti parlano una lingua unica in tutto il mondo.

Ed i quattro attori-performer, della Compagnie du Hanneton, sono dei maestri di questo linguaggio, non solo un acrobata una pianista ed un attore ma artisti poliedrici maestri dell’arte che aprono le loro capacità e le sfruttano al massimo sulla scena e James Thierrée riesce a farci ridere, sognare e sbalordire ma soprattutto emerge la sua grande specialità nel danzare, prende l’aria la fa entrare nel suo corpo la fa muovere e ce la ritorna piena di energia.

Le contaminazioni della madre, Victoria Chaplin, sono evidenti nell’uso di speciali macchine sceniche teatrali a volte banali rispetto al fantastico Cirque Immaginario ma veramente ricercato e curato nei particolari il modo in cui un corpo può relazionarsi con un divano, con una grande ruota o con il cancello di una casa. Non una grande storia ma forti messaggi per il pubblico, James Thierrée ci fa notare come spesso la vita può sfuggire al nostro controllo ed è molto dura riportarla al suo posto di origine, e come la catastrofe è sempre sopra la nostra testa e noi siamo lì a combattere tra la follia, un sorriso e una parola di troppo.

Quello di James Thierrée è un teatro spogliato nelle immagini crudo e semplice che ci fa tornare alla genuinità di un gesto e della vita, ma molto surrealista nel concreto che ci porta in una nuova terra, frutto delle nuove emozioni che La Veillée des Abysses ci ha trasmesso, che esiste solo nel nostro immaginario.


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