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Italo Calvino: nient’altro da aggiungere

Recensione del romanzo "Se una notte d’inverno un viaggiatore" di Italo Calvino.
di Serena Maiorana - mercoledì 30 giugno 2004 - 4567 letture

Non credo ci sia bisogno di dire nulla su un libro scritto per il solo piacere di scrivere. Un libro bellissimo, fatto di una scrittura fantasiosa e quasi assurda a volte, comunque passione catartica da soddisfare con parole su carta.

E meno ancora può essere detto su un libro che andrebbe letto per il solo piacere di leggere. Il piacere tattile della carta che scorre sotto le dita, sotto occhi bramanti di altre storie per correre via dal tempo. Il piacere di farsi travolgere da storie su storie, in un viaggio incantato nei mille mondi possibili che sono solo di chi legge. Sia esso lettore o lettrice.

E niente poi sarebbe il caso di aggiungere ad un romanzo che non è neanche un romanzo. O che forse è tanti romanzi insieme, addirittura dieci, tutti inconclusi, tutti sospesi. Ed in nessun modo sarebbe il caso di argomentare sull’attrazione di un lettore e di una lettrice, quando s’incontrano nei mondi di carta da cui vengono sedotti per poi essere lasciati soli, nella frustrazione di un finale che, puntualmente, manca.

Ecco perché trovo difficile scrivere quando il libro da recensire è "Se una notte d’inverno un viaggiatore", scritto da Italo Calvino nel suo periodo migliore, purtroppo l’ultimo.

Così la mia recensione non può che consumarsi in un unico, perentorio consiglio: "leggetelo". E speriamo che questo basti.


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Italo Calvino: nient’altro da aggiungere
9 ottobre 2007, di : Antonella D’amico

avrei voluto scrivere anch’io di questo splendido libro!il migliore che io abbia mai letto!ma hai ragione.. non c’è niente da aggiungere alla pura letteratura! indescrivibile,sognante,coinvolgente,stupefacente!