Isola delle Femmine I dipendenti e la POLITICA nella P.A.


Questa è la storia, incredibile ma vera, di un lavoratore che a causa di mancato allineamento alla linea politica del Signor Bologna ed al metodo di gestione della cosa pubblica dello stesso è costretto a subire vessazioni e persecuzioni sul posto di lavoro con gravi danni morali, finanziari e psico-fisici.
giovedì 11 ottobre 2007 , Inviato da pino ciampolillo - 2303 letture

LA VIA CRUCIS DELL’ARCHITETTO GIOVANNI ALBERT DIPENDENTE DEL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE

Lo scrivente è stato assunto dal Comune di Isola delle Femmine, art 14 della L.R. 26/86, nel maggio 1987 con la qualifica di Architetto, 8° livello, Funzionario, unico responsabile dell’Ufficio Tecnico Sanatorie, con il compito di gestire ed istruire le istanze di sanatoria di cui alla Legge 47/85 e successiva L.R. 37/85. E’ da precisare che all’epoca soltanto un geometra mandava avanti l’Ufficio Tecnico del Comune. Il compito dello scrivente dopo l’assunzione era quello di istruire le istanze di sanatoria edilizia ma, con l’andar del tempo, dall’istruzione delle pratiche è pasato, con ordini verbali e scritti del Sindaco e degli Amministratori, a compiti ben diversi come la gestione dei lavori pubblici, dell’urbanistica e dell’edilizia privata. Vince il concorso di Capo dell’U.T.C. l’ing Caliri G.ppe; la gestione dell’U.T.C. si divide; lo scrivente viene incaricato dall’ing Capo a gestire, oltre all’istruzione delle istanze in sanatoria, l’urbanistica, l’edilizia privata ecc. Lo scrivente ha messo a disposizione dell’Amministrazione e dei cittadini la propria competenza e le proprie risorse per garantire il miglior servizio. Dopo circa tre anni (Giugno/Luglio 1993) la tranquilla e cooperosa gestione dell’U.T.C. viene a mancare, perché cominciano i primi dissidi con l’Ing Capo e perché viene eletto Sindaco del Comune di Isola delle Femmine il Sig Bologna, che ha considerato l’Arc Albert un avversario politico. L’Ing Capo nomina lo scrivente responsabile di una serie infinita di settori dell’U.T.C., stracaricandolo di servizi. Ha inizio così una sottile e crescente persecuzione verso lo scrivente. L’Ing Capo non è in grado di contrastare le richieste assurde del Sig Sindaco, che ovviamente vuole una gestione clientelare dell’U.T.C., e quindi scarica tutte le responsabilità, derivanti da detta gestione, sullo scrivente. L’inefficienza e la vigliaccheria dell’Ing Capo fa si che lo scrivente si ritrova indagato dalla Procura della Repubblica di Palermo. Il sottoscritto deve subire l’onta e le lungaggini di un processo penale che si conclude, in primo grado, con la piena assoluzione dello stesso scrivente. Lo scrivente si è opposto come meglio poteva, alla gestione clientelare dell’U.T.C. creata dal Signor Sindaco, (metodo adottato per essere rieletto nel maggio del 1995), gli ordini di servizio e le contestazioni di addebito si susseguono. Il peso delle continue mortificazioni verbali e scritte da parte del Sig Sindaco e a turno da parte dei Segretari Comunali che si sono succeduti presso il Comune di Isola delle Femmine fa sì che lo scrivente si ammala e si assenta dall’ufficio per circa venti giorni. Le visite fiscali si succedono, viene richiesta dal Signor Sindaco la visita medica collegiale, Il risultato??? Lo scrivente, al suo rientro in ufficio, viene emarginato ed allontanato dall’U.T.C. con il trasferimento in una stanzetta,di 9 mq., posta sopra l’asilo nido, non idonea alle funzioni per ospitare un ufficio tecnico comunale. Dopo alcuni mesi, ricevuti gli arredi ed un collaboratore (operaio del servizio L.S.U. senza titolo di studio), l’ufficio tecnico sanatorie ricomincia a funzionare: Si effettuano sopralluoghi, si verbalizzano abusi edilizi, si predispongono ordinanze ecc.. come dovuto. Ma tutto ciò non era gradito al Signor Sindaco ed ad un Suo Assessore, per cui cominciano le minacce verbali e telefoniche, le vessazioni e le intimidazioni. Il Sindaco, dimenticando la verità del servizio, si è permesso di dire che lo scriventeè stato distratto con altri servizi di istituto che lo stesso Sindaco considerava più interessanti ed urgenti. La persecuzione diventa tangibile e cresce geometricamente, si offende la dignità personale e professionale dello scrivente che, costatato il superamento di ogni umano limite, si vede costretto a difendersi. L’unica difesa legale possibile è la denuncia dei favoritismi e degli illeciti amministrativi, commessi dal Sindaco. Una serie di documentati esposti vengono inoltrati agli enti di controllo preposti (Procura della Repubblica, Ass.Reg. Enti Locali, Ass Reg Territorio e Ambiente ecc..) Il risultato??? Il piccolo ufficio tecnico sanatorie (una stanzetta), senza alcuna plausibile motivazione, viene chiuso con disposizione del Segretario Comunale, con l’aggravante di allontanare lo scrivente dal suo posto di lavoro. Lo scrivente, danneggiato psicologicamente e fisicamente è costretto ad assentarsi, per un lungo periodo, dall’ufficio per motivi di salute. In tale periodo la persecuzione del Sindaco continua, i controlli fiscali diventano giornalieri. Viene richiesta una seconda visita medica collegiale ecc ecc. In data 3/7/97 lo scrivente, stando megli fisicamente, rientra in servizio. Il Signor Sindaco è irritato da questo rientro, il responsabile dell’U.T.C. non sa quali provvedimenti deve adottare. Il risultato ??? La montagna partorisce il topo ed allo scrivente viene assegnata una mini scrivania in una stanza con altri tre impiegati, con un carico di lavoro mortificante. Persiste la persecuzione a carico dello scrivente. Il Sindaco ed il Segretario non hanno pensiero che quello di colpire. Una quantità abnorme di corrispondenza intercorre tra lo scrivente ed il responsabile dell’U.T.C., il Signor Sindaco e il Segretario Comunale. E’ stato necessario l’intervento del Sindacato per ottenere un minimo di dignità alla funzione e la riduzione formale di quanto lamentato. Il risultato??? Allo scrivente viene assegnata, finalmente, una stanza con un modesto arredamento, un collaboratore tecnico e un carico di lavoro, ma…subito dopo, da molto carico si passa alla riduzione dei servizi. L’ufficio tecnico sanatorie, in autonomia, ricomincia a lavorare, viene completata l’istruzione delle pratiche in possesso dello scrivente, vengono predisposte e inoltrate le note, con le quali si richiede l’integrazioni della documentazione, vengono predisposti e notificati i dinieghi di concessione edilizia in sanatoria ecc. Ma ovviamente tutto ciò non è gradito al Signor Sindaco e di conseguenza, al nuovo In Capo dell’U.T.C. Il risultato??? Allo scrivente viene negata l’autonomia nel gestire il proprio ufficio e pian pianino anche tutto il carico di lavoro. Così lo scrivente viene pagato ma emarginato senza lavorare. E’ una tortura psicologica. L’arroganza del Signor Sindaco diventa intollerabile, (il Sig Bologna viene rieletto Sindaco nel Giugno 1999) la mia presenza in ufficio lo irrita moltissimo e diventa insopportabile e insidioso: minaccia più volte di licenziamento lo scrivente ed offende davanti ai colleghi di gradoo inferiore ecc…ecc… arriva anche alla diffamazione in luogo pubblico. Il risultato??? Lo scrivente, dulcis in fundo, viene sospeso ingiustamente dal servizio con determina dallo stesso Segretario Comunale che aveva chiuso il piccolo ufficio tecnico sanatorie. Ora il Segretario Comunale è stato nominato dal Sindaco Direttore Generale del Comune di Isola delle Femmine, così molti dipendenti, compreso qualche dipendente condannato in via definitiva e un ex carcerato, sono stati promossi, certamente per motivi politici con aggravio della spesa a carico ed in danno dei cittadini. Questa è la storia, incredibile ma vera, di un lavoratore che a causa di mancato allineamento alla linea politica del Signor Bologna ed al metodo di gestione della cosa pubblica dello stesso è costretto a subire vessazioni e persecuzioni sul posto di lavoro con gravi danni morali, finanziari e psico-fisici. Arch Giovanni Albert

REPUBBLICA ITALIANA TRIBUNALE DI PALERMO SEZ LAVORO In nome del popolo Italiano IL GIUDICE Nella causa civile iscritta al n 4131/2004 R.G. controversie di lavoro promossa da ALBERT Giovanni, selettivamente domiciliato in Palermo presso lo studio degli Avv.ti Roberto Croce e Giuseppe Mandalà, da cui è rappresentato e difeso giusta procura a margine del ricorso; ricorrente contro Comune di Isola delle Femmine, in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dall’avv Santo Zanghì giusta procura a margine della memoria di costituzione ed selettivamente domiciliato in Palermo presso lo studio del difensore; convenuto All’udienza di discussione del 20 settembre 2007 ha pronunciato sentenza avente il seguente DISPOSITIVO Il Giudice, definitivamente pronunciando ed ogni altra domanda, eccezione e difesa rigettando, dichiara illegittimo il licenziamento intimato al ricorrente e, per l’effetto, ordina a parte convenuta di reintegrarlo nel posto di lavoro; condanna, altresì, parte convenuta al risarcimento del danno subito dal ricorrente versandogli una indennità commisurata alla retribuzione globale di fatto dalla data del licenziamento all’effettiva reintegrazione, oltre al versamento dei contributi assistenziali e previdenziali con la medesima decorrenza. Condanna parte convenuta al pagamento, in favore del ricorrente, delle spese di lite della fase cautelare, che liquida in complessivi euro 1.500,00 di cui euro 800,00 per onorari, oltre I.V.A. e C.P.A. come per legge e rimborso forfetario sulle spse generali. Condanna parte convenuta al pagamento, in favore del ricorrente, delle spese di lite della presente fase di merito, che liquida in complessivi euro 3.500,000 di cui euro 2.200,ooo per onorari, oltre . I.V.A. e C.P.A, come per legge e rimborso forfetario sulle spese generali. Palermo 20 settembre 2007 il G.G. Paola Farina

Comitato Cittadino per la difesa del Cittadino Isola delle Femmine


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