Isola Pulita: ma parliamo dello stesso Petcoke usato dalla Italcementi di Isola delle Femmine?


Con un blitz effettuato dalle autorità portuali e dai tecnici della ASL nel porto di Gaeta, sono state fermate le operazioni di scarico di diverse tonnellate di Pet-Coke, un combustibile...
martedì 29 agosto 2006 , Inviato da pino ciampolillo - 2432 letture

Blitz nel porto di Gaeta dopo l’esposto del WWF

Con un blitz effettuato dalle autorità portuali e dai tecnici della ASL nel porto di Gaeta, sono state fermate le operazioni di scarico di diverse tonnellate di Pet-Coke, un combustibile...

Con un blitz effettuato dalle autorità portuali e dai tecnici della ASL nel porto di Gaeta, sono state fermate le operazioni di scarico di diverse tonnellate di Pet-Coke, un combustibile altamente tossico che da anni, secondo le denunce del WWF, viene trattato in questo bacino senza le dovute precauzioni dettate dalle norme sul trasporto di sostanze pericolose.L’obiettivo dei controlli era verificare le eventuali irregolarità di una nave mercantile proveniente dalla Spagna, che ha scaricato sulla banchina diverse tonnellate del famigerato Pet-Coke, e l’eventuale immissione di sostanze inquinanti nell’ambiente.

I controlli sono stati disposti dalla Procura di Latina a seguito di un esposto del WWF, nel quale si chiedeva di accertare la regolarita’ delle operazioni.Secondo il dossier del WWF consegnato al procuratore di Latina, Antonio Gagliardi, che sta per aprire un’inchiesta sul caso, da anni il Porto di Gaeta è al centro di un intenso traffico di Pet-coke che viene sbarcato sulla banchina in assenza di strutture di riparo per evitare la dispersione del materiale nell’ambiente.

Una volta caricati i TIR addetti al trasporto una buona parte dello scarto che resta sulla banchina viene poi “lavato” con acqua riversata direttamente nel porto nel quale sono presenti persino diversi impianti di itticoltura .UN COMBUSTIBILE ALTAMENTE TOSSICO, ANCHE PER L’UOMOIl Pet-coke (o petroleum coke) è l’ultimo prodotto delle attività di trasformazione del petrolio; può depositarsi sul fondo marino trasformandosi in catrame contaminando la catena alimentare. Contiene infatti un’elevata percentuale di benzo-pirene, una sostanza altamente tossica che può provocare danni irreversibili sia all’ambiente che alla nostra salute (leucemie e gravi anemie).

I porti di Napoli e di Salerno hanno da anni vietato l’arrivo di queste carboniere, mentre Gaeta si e’ trasformata in un vero e proprio centro di smistamento verso i depositi presenti nella zona di Sessa Aurunca, destinati ad alimentare i cementifici delle province limitrofe. Secondo il WWF sarebbe opportuno che questo tipo di sostanze venga destinato a porti più attrezzati, come ad esempio quello di Taranto.Il trattamento (carico, scarico e deposito) del Pet-coke deve seguire le regole dettate dal decreto del Ministero della Sanita’ (28-4-97) concernente il trasporto di sostanze pericolose, le stesse indicate in due precise ordinanze della Capitaneria di Porto del ’91 che impongono l’uso di innaffiatori per evitare la sollevazione in aria del pulviscolo, il divieto di scarico in condizioni ventose e l’uso di contenitori o teli isolanti per evitare la fuoriuscita di materiale sulla banchina o nel bacino.


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