Io penso positivo perchè son vivo



mercoledì 26 novembre 2008, di Francesco Scatigno - 275 letture

da www.magozine.it

La questione del relativismo nei nostri giorni è di fondamentale importanza. Spesso sentiamo pronunciare questa parola con grande disprezzo dal Papa. Vediamo un pò di cosa si tratta e cosa c’è in gioco. Il pensiero relativista esclude che ci siano verità assolute oppure mette in discussione che si possa giungere ad una loro definizione completa; quindi queste verità possono anche essere inconoscibili o inesprimibili. Perchè questo per i gerarchi della Chiesa è inaccettabile? Semplicemente perchè una società relativista presuppone che gli uomini possano avere una diversa idea su ciò che è vero fino a pensare che una verità assoluta non esista e che vero è ciò che per ognuno è vero. Per una delle maggiori sette religiose, come quella cattolica, un pensiero di questo tipo è estremamente pericoloso perchè mette in discussione ciò che per loro è un dogma, una cosa sicuramente vera, che bisogna accettare vera per fede senza ragionarci sù. Qualche tempo fa, per esempio, l’attuale papa inquisitore è entrato in polemica con Amnesty per la battaglia che questa organizzazione sta facendo per far riconoscere il diritto all’aborto tra i diritti internazionali dell’uomo. A proposito afferma che non si può agire come se Dio non ci fosse. Ma di quale Dio parla? Gli abitanti del nostro pianeta appartengono a differenti confessioni religiose e molto spesso quando si parla delle religioni più importanti non si tiene conto che queste sono divise in diverse correnti autonome tra loro e con diverse concezioni spirituali. Quante idee di Dio l’uomo si è fatto? E perchè l’inquisitore parla come se ce ne fosse uno solo, quello creato dalla sua mente? Perchè vuole imporre la sua idea di Dio non solo a tutti i cristiani ma a tutti i fedeli di tutte le religioni del mondo? Il diritto all’aborto che dovrebbe essere il diritto a fare una scelta, indipendentemente dalla religione a cui si appartiene, diventa per il papa un motivo per imporre il proprio dogmatismo e mettere su un piano di superiorità la sua morale rispetto a quella delle altre persone. Una superiorità morale del tutto discutibile considerata la sua posizione e il suo tentativo di coprire gli abusi di alcuni preti statunitensi su minori.

Tornando alla questione relativista possiamo dire che una società improntata su una cultura di questo tipo è necessaria per una educazione della gente alla tolleranza ed al rispetto per il pensiero diverso. Non si tratta solo di interferenze tra religione cattolica e culture tribali africane, ma di una imposizione del pensiero cattolico sulla cultura laica dello stato che dovrebbe riconoscersi sui diritti imprescindibili dell’uomo come può essere avere un proprio pensiero filosofico-religioso ed esercitarlo, un diritto alla libertà sessuale e tutto ciò che ne deriva (diritti delle coppie di fatto, pillola del giorno dopo ecc.). Ecco quindi che un pensiero antirelativista diventa intollerante sia che diventi dominante tra la gente sia quando si inserisce nei posti di potere, per esempio quello del medico che si fa obiettore di coscienza non riconoscendo i diritti del paziente. Ecco che il pensiero antirelativista si fa ignorante e arrogante, in parte anche responsabili del suicidio di adolescenti omosessuali derisi dai compagni di scuola.

Fonti:

http://it.wikipedia.org/wiki/Relativismo http://www.corriere.it/politica/07_dicembre_01/papa_contro_onu_dfc95d72-a003-11dc-8bf1-0003ba99c53b.shtml http://www.troise.net/ipollitici/archivio/2007/05/16/ratzinger-ha-occultato-linchiesta-sulla-pedofilia-e-in-italia-si-tenta-censurare-la-notizia/ http://www.repubblica.it/2007/04/sezioni/scuola_e_universita/servizi/torino-suicidio/torino-suicidio/torino-suicidio.html

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