Io e la postina (senza parlare dell’ascensore)

Una storia ai tempi del signor Covid 19 che mi è capitata ieri. Verso le 13,40 sento suonare il citofono...
di Luigi Boggio - domenica 15 marzo 2020 - 638 letture

Una storia ai tempi del signor Covid 19 che mi è capitata ieri. Verso le 13,40 sento suonare il citofono:

“Sono la postina, scenda per ritirare della posta”.

Scendo, saluto e mi metto a debita distanza.

“Lei fa bene a non avvicinarsi e mi ascolti per quello che sto per dirle”

Sono qui ad ascoltare e per ritirare della posta.

“La posta ordinaria gliela posso consegnare, mentre per la raccomandata non mi è possibile in quanto dovrei superare la distanza consentita per la firma nel palmare”.

La guardai senza parole.

Sempre Lei: “Non mi guardi perché le regole sono regole e vanno rispettate”.

Giusto, ma che lei non possa consegnarmi la raccomandata per lo scostamento di qualche centimetro mi sembra un’assurdità.

“Assurdità o meno io Le consegno l’avviso per il ritiro della raccomandata alla posta”.

Mi ha consegnato l’avviso sempre a distanza regolamentare, ha salutato ed è andata via. Ed io non ho fatto altro che ricambiare al saluto, girarmi, salire le scale a piedi a causa dell’ascensore fuori servizio.

Anche l’ascensore vuol dire che non era giornata. Uno di questi giorni andrò a ritirare la raccomandata proveniente, sempre la signora, dal comune di Vizzini. Ho capito subito che si tratterà di qualche avviso d’amorosi sensi per contribuire al risanamento del bilancio comunale come sta avvenendo nei comuni viciniori di Carlentini, Francofonte, Lentini.

Altra storia che un giorno si dovrà raccontare come delle norme di sicurezza e di educazione stradale siano stati trasformati in atti e strumenti tecnologici per fare cassa.

Nessuno potrà capire cosa significhi essere fermati dagli uomini e donne in divisa che ti salutano e ti fanno i controlli. In questo mi sento più sicuro e nel caso contravvenzionato per qualche infrazione al codice della strada. Punti di vista di una persona che ha viaggiato molto e che sa cosa significa vedere di giorno e di notte le forze dell’ordine nelle strade. Come li stiamo vedendo nell’emergenza in questi giorni. Punti di vista rispettosi e non strumentali.

Stamani per iniziare bene la giornata ho chiamato la direzione dell’ufficio postale di Carlentini per avere delle spiegazioni, ma non è stato possibile a causa del silenzio degli operatori. Non penso che la postina suonerà due volte.



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