Io di mio sono un pochino ansioso, è una tara di famiglia

Io di mio sono un pochino ansioso, è una tara di famiglia. E anche scaramantico.
di Ugo Giansiracusa - mercoledì 26 febbraio 2020 - 865 letture

Io di mio sono un pochino ansioso, è una tara di famiglia. E anche scaramantico.

Non certo a livelli preoccupanti tipo Woody Allen, ma insomma...

Già ogni volta che salgo su un qualsiasi mezzo di locomozione che non siano i miei piedi mi viene l’ansia.

Christine la macchina infernale e trasmissioni sui disastri aerei diventano inamovibili dalla memoria. Non come la password della mail che resetto mentalmente ad ogni accesso.

E quando leggo i bugiardini dei medicinali ho dei capogiri tipo ottovolante e tocco ferro, che non fa mai male.

E avrei voluto aver fatto chimica, per farmi passare le paranoie, quando guardo la lista degli ingredienti dei biscotti e-325 e-293 e-checavolo!

Mia moglie lo sa, per guardare il telegiornale mi armo di sacchetto di carta per l’iperventilazione che ogni volta che sento la frase "cambiamenti climatici" mi viene un attacco.

La società dell’ansia e delle fobie!

E l’invasione degli stranieri. E la crisi economica che dobbiamo accettare salari da fame. E l’inversione dei poli. E il rischio impatto di meteoriti. E non si può prendere il sole senza protezione. E il cibo contaminato. E i vaccini mortali. E le nanoplastiche che entrano nell’organismo.

E ci mancano solo gli alieni e il giudizio universale!

Che ansia!

Ma come si fa a vivere in questo modo? Tra preoccupazioni fin troppo reali e fobie create ad arte è una vita grama.

E mi chiedo a chi giova questo clima di perenne emergenza. Di paura costante.

Eppure nei momenti di lucidità riesco ancora a distinguere i veri problemi da quelli gonfiati mediaticamente.

Ma è sempre più dura. Sardine contro l’ansia.

Secondo me il fiore del partigiano era un bellissimo fiore di camomilla.



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