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Invito al presidente della repubblica


Un appello da Augusta (Siracusa): tra gli effetti del terremoto, quelli degli impianti industriali di Priolo (petrolchimico) e il progetto del termovalorizzatore. Il comitato di don Palmiro Prisutto.
giovedì 29 settembre 2005, di Palmiro Prisutto - 1900 letture

Egregio Presidente,

ho appreso stasera dai tg locali, che la S. V. tra breve verrà in visita in provincia di Siracusa.

I notiziari hanno messo la sua prossima visita in relazione al fatto che numerose località della nostra provincia sono state dichiarate dall’UNESCO “PATRIMONIO DELL’UMANITÀ”. Già da diversi giorni, ad Augusta, in provincia di Siracusa, era in atto una raccolta di firme per chiedere una sua visita a questa città dove, purtroppo, le conseguenze dell’inquinamento che si protrae da oltre 50 anni, hanno creato una situazione di degrado ambientale ai limiti dell’irreversibilità e di sofferenza della popolazione assai preoccupante.

La vicenda di Augusta è nota ormai sin dalla fine degli anni settanta, periodo in cui l’Istituto Superiore di Sanità accertò l’elevata mortalità per cancro e il numero eccessivamente elevato di bambini che nascevano con varie malformazioni.

Di recente anche l’OMS, il CNR e l’ENEA hanno attenzionato il caso Augusta e sappiamo che è in atto anche una indagine della magistratura.

Già il 30 novembre 1990 il Ministero dell’ambiente aveva dichiarato Augusta e parte dei comuni circostanti “area ad elevato rischio di crisi ambientale”, ma quasi nulla delle soluzioni proposte da quel decreto è stato finora attuato. Anzi...

Pochi giorni dopo la dichiarazione di “area a rischio” ci fu persino il terremoto, le cui ferite sono ancora chiaramente visibili, benché siano passati 15 anni.

Sono almeno venti anni che i cittadini di Augusta si appellano alle Istituzioni, richiedendo democraticamente e nel rispetto delle norme, interventi risolutori per dire basta a questa situazione.

Abbiamo voluto censire il numero delle aziende, degli impianti e delle situazioni di rischio attualmente esistenti ad Augusta: ne abbiamo elencato DICIOTTO, trascurando quelle minori! Ritengo, e lo ritengono tutti, che sia una concentrazione eccessiva.

Eppure da circa due anni abbiamo intrapreso una sorta di braccio di ferro con talune istituzioni (=Presidente della Regione Sicilia) perché, incuranti di tutto lo scempio ambientale e di tutti gli accertati danni alla salute, vorrebbero collocare qui ALTRI SETTE IMPIANTI A RISCHIO. Ci siamo appellati a tutte le Istituzioni, ci siamo autotassati per le nostre iniziative a tutela dell’ambiente e della salute, ma non possiamo certamente competere contro il grande potere economico delle multinazionali.

I grandi colossi industriali su questo territorio stanno spadroneggiando da troppo tempo, incuranti dei danni non solo all’ecosistema, ma soprattutto dei danni alla salute degli esseri viventi, non solo dell’uomo. Il porto di Augusta è stato teatro, più volte, di impressionanti morie di pesci e di altre forme di vita. Ipocritamente lo chiamano “progresso” e si vorrebbe che questa situazione venisse supinamente accettata come l’ineluttabile prezzo da pagare. In tutta questa situazione sentiamo lontane le Istituzioni, in relazione ai gravi problemi vissuti dalla popolazione. Ci appelliamo a Lei, come a un giudice “super partes” perché in occasione della sua visita nella nostra provincia trovi una mezza giornata a dedicare ad una visita ad Augusta, per rendersi conto di persona, dei gravissimi problemi vissuti da questa città, per smuovere la coscienza di chi dovrebbe (o avrebbe dovuto) doverosamente intervenire.

Anche Augusta aveva un tempo un mare splendido, che non era inferiore a quello della Sardegna; anche Augusta un tempo aveva un territorio meraviglioso ricco di storia, di arte, di cultura. Anche Augusta poteva essere annoverato nell’elenco dei siti “patrimonio dell’umanità”.

Qualcuno, però, decise diversamente: le necropoli greche, le vestigia romane, le tracce di antichissimi insediamenti furono seppellite irrimediabilmente sotto le colate di cemento su cui sorsero le cattedrali dell’Enel, della Esso, dell’Erg, dell’Agip, dell’Eni, ecc. Allora, pensando al presente, si seppellì il passato, per rovinare anche il futuro.

Paradossalmente, uno dei sette nuovi impianti pericolosi che dovrebbe sorgere sul nostro territorio, è stato stabilito (a Palermo) che sorga a soli duecento metri da Megara Hyblaea, una delle più antiche città della Magna Grecia (VIII sec. a C.), che, con i suoi ritrovamenti, ha riempito il museo archeologico nazionale di Siracusa, che Lei andrà sicuramente a visitare.

Signor Presidente, non so con quale criterio, vengano stabilite o programmate le sue visite, ma questa volta, non ripeta l’errore di un suo predecessore che, nel corso di una visita ufficiale, appena un mese dopo il terremoto del 1990, trovandosi a pochi chilometri da qui ci mandò a dire: “Non ho tempo, tornerò un’altra volta”.

Prima che questo territorio diventi “pattumiera dell’umanità” venga a vedere e si faccia portavoce autorevole della sofferenza di questa gente italiana presso quelle Istituzioni che finora non sono intervenute a tutela del diritto alla salute ed alla vita. Aspettiamo una sua risposta.

Augusta, 19 settembre 2005

IL COMITATO PER LA SALUTE PUBBLICA CONTRO IL TERMOVALORIZZATORE SAC. PALMIRO PRISUTTO


Don Palmiro Prisutto, parroco di Brucoli, è da anni impegnato ad Augusta sui temi della difesa dei cittadini, della difesa ambientale, della lotta per una migliore qualità e dignità della vita. Girodivite ha pubblicato:

Augusta: ancora un inceneritore nel "triangolo della morte" (aprile 2005).

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