Metti una sera alle ciminiere (anzi due), la rassegna voci del mondo, inserita nel panorama di Etna Fest
di Giuseppe Ximenes
Metti una sera alle ciminiere (anzi due), la rassegna voci del mondo, inserita nel panorama di Etna Fest, può dare a un poeta di provincia come il sottoscritto la possibilità di scovare tra un folto pubblico affamato di versi talenti misconosciuti (per sua colpa, sua grandissima colpa) come Gabriella Gagliolo, catanese DOC, di lontane origini siracusane.
Ho avuto, di recente, l’occasione di accostarmi alla produzione di questa giovane autrice catanese e dopo avere scandagliato a lungo fra gli anfratti e i meandri della sua scrittura ho sentito l’irresistibile impulso di impugnare la penna. La vasta raccolta, che reclama l’immediata pubblicazione, avvince e convince. Il linguaggio, dalle mille sfumature, mai smette di essere alto, agile e variegato.
Accanto all’estrema modernità del lessico risalta un’eleganza metrica che è supportata da una notevole padronanza nel gestire un patrimonio di immagini e metafore straordinariamente ricco. Il tutto fa della Gagliolo una delle voci più interessanti, a mio avviso, del panorama attuale, una delle poche capaci di intrigarmi.
Per dare a chi mi legge un’idea più precisa della sua poetica non trovo di meglio che rifugiarmi nella musica: avete presente il rock? La Gagliolo ne produce di assai
godibile ma, e qui sta il miracolo, usando violino e pianoforte.