Interviste e intervistati dalla faccia di bronzo

di Franco Novembrini - martedì 11 settembre 2018 - 300 letture

Per una intera settimana, in concomitanza con quella del Festival del Cinema di Venezia, una intervista di un politico, saggista, scrittore, documentarista, direttore di giornale, scambista di sigle casacche dalla memoria labile ha campeggiato sui giornali e reti tv unificate. L’intervento di Walter Veltroni che, con il dioscuro D’Alema ogni tanto, si rifanno sentire e enunciano oracolari profezie, come quei giornalisti (sic!) o frequentatori di Bar Sport che indovinano i risultati delle partite domenicali il lunedì o comunque, dopo la fine della partita.

Due peculiarità sulle quali soffermarsi: la prima è la visibilità che viene data ad un personaggio che, in quanto a previsioni e decisioni sbagliate in campo politico non è secondo a nessuno e, l’altra, l’abuso che viene fatto del termine nobile di ’’sinistra’’ che, nel caso in questione al massimo potrebbe coniugarsi con ’’personaggio sinistro’’. Intendiamoci non è che il nostro Walter sia cattivo: è solo uno che si dimentica che è stato segretario del PDS, fondatore di questo PD, direttore de l’Unità, inventore degli opinion makers, perché il termine ’’compagni’’ era diventato riduttivo e provinciale ed ora, al culmine di questa brillante carriera di fallimenti e di macerie morali e materiali, pretende di poter dare ancora degli ottimi pessimi consigli.

Nelle dimenticanze degli ultimi anni ci sarebbero la sua contiguità con Napolitano e i ’’piglioristi’’, l’aver appoggiato tutte, ma proprio tutte, le avventuristiche posizioni del suo figlioccio di disgrazie Renzi che ha portato il PD a perdere milioni di voti e alla distruzione di un patrimonio che, al nostro Walter ed al suo amico/nemico Massimo, fu lasciato da Enrico Berlinguer e di cui, purtroppo, dopo che nel decennale della morte non erano a conoscenza nemmeno del luogo dove fosse sepolto il ’’nostro’’, ha cominciato a scriverne ed a farne documentari tv che la RAI gentilmente, a spese nostre, insopportabilmente trasmette e che hanno la stessa accoglienza fantozziana della ’’Corazzata Potemkin’’. Se non bastasse, ad ogni libro che pubblica, viene ospitato in trasmissioni che lo fanno sembrare il novello Vespa de noantri.

Si è mai domandato quest’uomo dalle certezze incrollabili, se tutto questo non abbia a che fare con la carriera (!) politica che ha fatto ed al padre che che è stato un alto dirigente RAI dell’era democristiana? Veltroni faccia un buon uso della memoria e dei dubbi e se possibile, si ritiri. Ce ne faremo una ragione. La notizia di questi giorni è che Tony Blair, che è stato uno dei numerosi e fallimentari innamoramenti politici dell’ineffabile Walter è tornato in Italia come piazzista del progetto TAP. Forse sarà per anche per questo che milioni di italiani siano contrari?


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