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Intervista ai Mandragora: musica, passioni e ossessioni

Abbiamo ascoltato e recensito "Dietilamide Vintage In Lana Di Vetro" ( Girodivite web del 10 Novembre) il primo album dei nisseni Mandragona. Il loro lavoro ci è piaciuto e, non contenti del semplice ascolto, abbiamo deciso di scambiare quattro chiacchere con Diamante e Janpaolo "tleary componenti di questa promettente band noise..musica, passioni e ossesioni dei Mandragora..

di Tano Rizza - mercoledì 24 novembre 2004 - 6646 letture

Abbiamo ascoltato e recensito "Dietilamide Vintage In Lana Di Vetro" ( Girodivite web del 10 Novembre) il primo album dei nisseni Mandragona. Il loro lavoro ci è piaciuto e, non contenti del semplice ascolto, abbiamo deciso di scambiare quattro chiacchere con Diamante e Janpaolo "tleary componenti di questa promettente band noise. Un’intervista alla band e sulla band, per scoprire il rapporto di questi ragazzi con la loro musica ed il loro mondo... "Storie semplici, di ragazzi che diventano adulti". Siamo in compagnia di Diamante e Janpaolo "tleary" che ci spiegano come vivono in compagnia dei Mandragora


Come approdano i Mandragora a questo genere?

Janpaolo "tleary" - ...in un modo del tutto naturale. Ci esprimiamo in questo modo, non è un genere che abbiamo scelto a tavolino. Infatti abbiamo fin dall’inizio suonato "generi" diversi...all’inizio ("Stonature 1") eravamo più soft.

Diamante - uhmm... approdare è proprio il termine giusto considera che io dopo vari studi di danza, musica (ho suonato il piano per tanti anni) e di teatro sul serio "approdo" al noise come su un isola vergine assolutamente sconosciuta: era il 1997 a Caltanissetta si aprì "Il rumore", circolo ARCI che per una anno portò una boccata di aria fresca nella nostra piccola città. Tante band passarono da lì e tra questi i 100%, che folgorarono l’immaginario sonoro di janpaolo, da lì il suo interesse verso il genere (che brutta parola!) noise e la curiosità lo spinse a conoscere: Sonic Youth, Uzeda, Jesus Lizard, Shellac. Poi da cosa nasce cosa... sai in una piccola città come la nostra chi frequenta lo stesso posto si conosce e finisce per condividere gli stessi interessi: un anno dopo la decisione di mettere insieme una band appunto i Mandragora.

Che tipo d’ascolti si fanno all’interno della band?

Janpaolo "tleary" - Personalmente ascolto di tutto. Le band che mi hanno più segnato sono: Jesus Lizard, Shellac, Syd Barrett, Pink Floyd , 100%, Zu, Beatles, Sonic Youth, Uzeda, Django Rejnhardt. Per ora ascolto molto jazz, da Cohen a Davis, da Coltrane a Goodman a Zorn....ma l’ascolto giornaliero di Shellac e Jesus Lizard non manca mai, anzi. E’ stato emozionante aver conosciuto (e intervistato) gli Shellac, sono una band che ha molto da insegnare musicalmente. Di italiani adoro gli Zu e i 100% in particolar modo.

Diamante - domandone da 1000 $... io faccio un programma in radio, Super Fuzz, e così ascolto veramente tanta musica, dal cantautoriale all’OI, dal rock inglese al metal norvegese, dal jazz più classico alla musica etnica indiana... ma la cosa che metto giù quando ho voglia di rilassarmi sono i dinosauri del rock: Patty Smith, Joni Mitchell, Laurie Anderson, Lou Reed. Alessandro predilige il rock inglese ed è una grande fan degli Afterhours, mentre Antonio delizia le proprie orecchie con il punk, lo ska. Come vedi gusti assolutamente diversi, ma un unico modo di raccontarsi con la musica... noise.

Una definizione per Dietilamide Vintage In Lana Di Vetro

Janpaolo "tleary"- Definirei il disco dicendo che è un piatto di plastica che magicamente contiene l’anima di quattro persone che hanno tanto da dire e si spaccano giornalmente il culo per farlo. Il titolo è nato così: "Dietilamide" l’ho scelto io ed è la sostanza chimica da cui si ricava l’Lsd e potrei parlare ore e ore della teoria di Timothy Leary su Lsd/Internet, "Vintage" l’ha scelto Antonio, "In Lana di Vetro" l’ha scelto Alessandro. Katia ha svolto il ruolo più importante, cioè di non farci "scannare" tra di noi per decidere il titolo del nostro cd d’esordio....siamo quattro persone con dei caratterini niente male....

Diamante - Definire un disco è sempre molto difficile soprattutto quando lo chiedi a chi lo ha pensato, prodotto, suonato... come si fa?... ma cerco di provarci: è un disco teso, a volte dilatato, figlio di quattro persone diverse con tanto carattere. Si penso sia questo! Il titolo ha già in se tutto quello che sono i Mandragora: Dietilamide "è" di Janpaolo, Vintage "è" di Antonio, Lana Di Vetro "è" di Alessandro e l’unione in un unico corpo "è opera" mia. E ti assicuro nn è stato semplice!

Un lavoro discografico è sempre un completamento di un percorso, da cosa e da dove è partito questo viaggio?

Janpaolo "tleary" - "Dietilamide Vintage In Lana Di Vetro" nasce da un percorso iniziato nel 1998 (nascita dei Mandragora) ed è un progetto in continua crescita (e si sente dal vivo dove ancora le canzoni mutano con il nostro continuo mutare). Il viaggio continua e non si è mai fermato, nonostante i continui cambi di line-up. Da un anno ho costruito un bivio con una strada parallela che si chiama TLEARY che è un progetto musicale dove fino ad ora collaborano Mirko Spino (Wallace Records), Katia "Diamante" (dal vivo suonerà basso, tastiera e voci) e i R.u.n.i.

Diamante - Non credo mai che un disco sia il completamento di un percorso, semmai è proprio l’inizio. Una band quando nasce ha bisogno di rodare, di vedere se resiste al tempo e alle intemperie, di valutarsi e solo dopo un attenta e scrupolosa analisi di se, decide di fare un disco. Da quel momento inizia la vera vita musicale: il disco gira. La musica può essere ascoltata da orecchie diverse, incominci ad avere i primi riscontri, le prime critiche negative ed è lì che si cresce. Vedere la propria musica lacerata e sempre una gran sofferenza, ma se ciò non accade non potrai mai sapere quanto vali e quanto puoi migliorarti. E , per rispondere alla tua domanda per me parte da molto lontano quando all’età di 6 anni salii per la prima volta su un palco per danzare e continuò poi a 10 anni coi primi piccoli concerti al piano per poi andare a 16 anni alle prime esperienze teatrali e quindi a 21 varcare la soglia della nostra prima sala prove (un garage con un acustica davvero di merda!) con un foglio tra le mani: erano le parole di "Diamante Matto"!

La scelta di esprimersi in italiano è sicuramente controtendenza per il genere di sonorità che avete scelto di rappresentare. Come nasce questa rottura. Se vogliamo chiamarla cosi?

Janpaolo "tleary" - Non nasce come rottura voluta ma come esigenza: siamo italiani e cantiamo in italiano mettendo qua e là l’inglese, il francese ("X-stop") e il latino per alcuni titoli. Crediamo moltissimo nella comunicazione...su e giù dal palco. Molti dei testi sono parte di miei poemetti scritti in italiano.

Diamante - Non siamo partiti per fare un’operazione voluta, siamo italiani ed è la cosa più ovvia che se ho da dire qualcosa la dico nella mia lingua. Inoltre i primi testi erano delle poesie di Janpaolo che si prestavano bene per musicalità ai suoni tirati fuori dai nostri strumenti. Considera un fatto molto importante: noi iniziammo nel 1998, Caltanissetta non era certo all’avanguardia e, chiuso "il rumore" non ci fu nessun altro luogo che lo sostituì, nessun centro sociale. Internet era ancora agli albori, per cui non ci sembrava di avere fatto niente dicchè. Solo più tardi, con il tempo, crescendo ci siamo resi conto che forse avevamo fatto una scelta che non fanno in molti. Nel disco c’è anche un pezzo in francese e nei nostri live ci sono alcune cose dove la lingua diventa davvero poco importante. La nostra evoluzione sta andando verso il suono della parole, verso un significato onomatopeico, che leghi strettamente con al musica senza perdere l’essenza del racconto. Ci siamo riusciti? Ci riusciremo? Sinceramente non lo so, non so neanche se conti molto in fin dei conti. Penso che è importante essere onesti con le proprie produzioni, onesti nell’ammettere i propri limiti ( e ti assicuro io ne ho veramente tanti!) e provare a superarli dando il meglio di sé... o il peggio!!!

Cosa vogliono esprimere i vostri testi?

Janpaolo "tleary" - I nostri testi parlano di storie di tutti i giorni in maniera poetica e delirante solo come l’uomo sa essere.

Diamante - Storie semplici, di ragazzi che diventano adulti... solo anagraficamente... seniles è l’evolversi delle sensazioni provate da eroina: l’estasi, la mancanza, l’astinenza, nessun giudizio solo un susseguirsi si suggestioni sonore; familiares è la violenza che ogni generazione perpetra sulle generazioni successive; x-stop è il racconto di un amore consumato in una notte e mai vissuto; kate, beh è assolutamente autobiografica; the history shown è semplicemente un racconto di un pezzo di storia della musica che ci riguarda davvero da vicino... ognuna di loro ha vita propria, racconta fatti, sensazioni, suggestioni. No ai giudizi, ai falsi moralismi... vivere a 1000 e lasciarsi invadere, stuprare, coccolare...

Qual è l’esperienza, nell’ambito della vita dei Mandragora, che vi è rimasta più impressa?

Janpaolo "tleary" - Molte cose ci sono rimaste impresse, poi a noi piace sempre comunicare e scambiare energie con le persone giù dal palco.Abbiamo sete di storie di vita e personalmente odio tantissimo l’atteggiamento da antipatico pseudo professorone universitario che hanno molte band "indie" italiane. Mi ha dato tanto il primo incontro con Marc De Dieux (Succo Acido), Massimo Pupillo (Zu), i the Zen Circus, Paolo Benvegnù, Bruno e Stefania (Bar La Muerte), Marco Monterosso (produttore artistico di "Dietilamide Vintage...."), e tanti altri...e mi ha dato tanto anche l’incontro con le tante persone "aride".

Diamante - non saprei proprio da dove iniziare... dal 2001 in poi abbiamo sempre viaggiato con la mia magica tipo 1.4, dormendo nelle aree di servizio, lavandoci dove si poteva e soprattutto condividendo risate e mali umori. Ogni palco è stato diverso ed a suo modo ci ha dato qualcosa. Credo che le esperienze di palco che mi sono rimaste più impresse sono quella del 2003 al MAI! presso il CS CAPOLINEA dove posati gli strumenti e scesi dal palco con i feedback del basso che continuano a impregnare l’aria e la tastierina diventa davvero fastidiosa, la gente rimase il religioso silenzio, oppure a Ragusa quest’anno quando dopo worms’n’mirros, appena giunto il silenzio dei nostri strumenti la tensione del pubblico si tagliava a fette... credo che questi due momenti siano davvero esaustivi della musica. Il silenzio, il religioso silenzio è per noi meglio di fragorosi applausi!

Lavori e progetti futuri. Cosa hanno in cantiere i Mandragora?

Janpaolo "tleary" - Di continuare sempre così, suonare tanto e magari (in futuro) vedere che in Italia le band disposte a collaborare siano un bel po’. Approfitto anche di questa intervista per promuovere il mio annuncio personale: AAA sono a completa disposizione di chiunque voglia dividersi una bottiglia di gin con me J Comunicazione uber alles.

Diamante - Il lavoro vero inizia adesso, tante cose da fare e tanti live... e tantissimi progetti di collaborazioni magari con il teatro o con i video, insomma il gioco è appena cominciato ed è adesso che ci si diverte davvero.



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