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Intervista a una giovane responsabile HR ungherese sulle pari opportunità per le donne in Ungheria



venerdì 19 giugno 2009, di Claudia Leporatti - 346 letture

In Ungheria la media delle donne occupate supera quella europea, in parte a causa della crescente importanza del settore terziario e dei servizi, che offrono più lavoro al gentil sesso. Un altro elemento a favore della presenza femminile sul mercato del lavoro dell’Ungheria è l’importanza dell’istruzione, un altro campo in cui le donne sono molto richieste. Andrea Varga si occupa di risorse umane per una società di consulenza aziendale ungherese e ci racconta lo stato delle donne nel mondo del lavoro del suo paese.

Cominciamo dai salari. Si avverte una differenza di sessi nelle retribuzioni? Sì. Di solito per le donne gli stipendi sono più bassi almeno del 10 o 20%. Le eccezioni, per fortuna, sono comunque molte.

Ci sono più difficoltà anche nel trovare lavoro?

Una donna trova più difficilmente lavoro, in qualsiasi condizione. Se poi è sposata e ha figli incontra ancora più ostacoli. Una delle fasce d’età più penalizzate è quella delle giovani intorno ai 30, perché il "rischio" che decidano di avere figli è alto e assumerle non conviene. Ma le più svantaggiate sono le donne sopra ai 40 anni. Per loro trovare un posto è quasi un miracolo, anche perché i giovani costano molto meno ad un datore di lavoro.

Possiamo trovare donne manager in Ungheria? Quanto guadagnano?

Ci sono donne manager come responsabili delle HR, nel settore legale, finanziario, controlling. Non sono molte, o almeno non ancora. Il loro stipendio varia tra gli 800.000 e 1.500.000 HUF.

Pensa che la crisi economica abbia avuto effetti sull’occupazione femminile?

Credo che ci sia stato un calo nel numero delle donne che lavorano. La crisi ha portato ad un aumento della disoccupazione in generale, ma per noi donne ha conseguenze anche peggiori nel momento in cui i suoi effetti incontrano elementi in qualche modo di svantaggio come i periodi di maternità. Tante dipendenti che si trovano in permesso per maternità in questi mesi non riescono a tornare ad occupare la stessa posizione di prima. Talvolta vengono addirittura licenziate dopo il numero di mesi minimo previsto dalla legge.

Claudia Leporatti

Redazione Economia.hu

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