Sei all'interno di >> :.: Primo Piano | Politiche |

Intervista a Renato Rabellino, segretario regionale SLC Piemonte

"Berlusconi vuole convertire tutto ciò che era pubblico in privato" - "Credo che in pochi anni si avrà uno scontro di classe". Intervista a Renato Rabellino, sindacalista cgil ( segretario regionale slc -sindacato lavoratori della comunicazione Piemonte ), realizzata per Girodivite da ANA BRAVO (collaboratrice spagnola di El Mundo e nostra amica) e Federico Ridolfo (che ne ha curato la traduzione in italiano).
di Ana Bravo - martedì 16 dicembre 2003 - 5416 letture

"Berlusconi vuole convertire tutto ciò che era pubblico in privato"- "Credo che in pochi anni si avrà uno scontro di classe".

Renato Rabellino parla con molta calma del conflitto sociale che la politica di Berlusconi sta provocando. Riferendosi alla manifestazione di sabato 6 Dicembre a Roma, parla della partecipazione di circa un milione di persone, molti giovani e pensionati a manifestare insieme, contraddicendo implicitamente lo scontro generazionale che il modello sociale del governo Berlusconi sta creando. Un milione di persone a Roma per manifestare contro la riforma del sistema previdenziale, contro la precarietà sistematica in cui versano i giovani nel mondo lavorativo. Rabellino chiarisce che le casse delle pensioni non sono in rosso ma lo saranno: "perché Berlusconi sta smantellando il sistema di contribuzione alle casse dell’INPS".

Quali sono le ragioni della manifestazione?

"Stanno cercando di svuotare le casse dell’INPS", insiste. Il fatto che la legge 30 prevede contratti per i giovani che permettono alle imprese di non versare i contributi pensionistici, unito al fatto che ogni anno migliaia di persone vanno in pensione, sta mettendo in crisi il sistema pensionistico italiano che fino ad oggi era basato sulla cosiddetta solidarietà generazionale. "Questa situazione potrà creare in pochi anni un vero e proprio scontro di classe, e poiché i contributi che i lavoratori versano all’INPS non servono solo a pagare le pensioni, ma anche per finanziare lo stato sociale, in definitiva, fra pochi anni anche questo sarà smantellato". E dunque giovani e pensionati insieme a manifestare contro questa riforma e contro una finanziaria che limita a finanziarsi solo con "condoni", un sistema che premia chi non paga le imposte o ancora chi edifica illegalmente. Un altro grande scoglio su cui si scontrano governo e sindacati è sul tema delle imposte. Come dice Rabellino, "Berlusconi vinse le elezioni con lo slogan di abbassare le tasse. Ma non solo le tasse non si sono abbassate, anzi le imposte indirette sono aumentate", ma con il trasferimento di competenze alle regioni, sono stati anche tagliati i fondi destinati ad esse. Quindi le regioni si sono viste obbligate ad aumentare le proprie imposte per far fronte ai problemi di bilancio.

Una lotta contro il modello sociale di Berlusconi?

L’insieme delle riforme ha come obiettivo una massiccia privatizzazione con il conseguente smantellamento dello stato sociale.

Un esempio pratico, dice Rebellino, si può vedere con quello che sta accadendo alla sistema scolastico e alla sanità, "ha tagliato i fondi alla scuola pubblica e aiuta con esenzioni fiscali chi manda i propri figli in una scuola privata. Anche la sanità privata beneficia di questo sistema".

ANA BRAVO e Federico Ridolfo


Rispondere all'articolo - Ci sono 2 contributi al forum. - Policy sui Forum -
> Intervista a Renato Rabellino, segretario regionale SLC Piemonte
17 dicembre 2003, di : kenito

sono americano.

Convertire cose publico in privato e un gran errore. Per oro si fa privitamente e il valore di vita e niente come i prigioni in america (stati uniti). Il governo puo protegere la liberta de la gente. Ma privitamente la moneta governa.

    > Intervista a Renato Rabellino, segretario regionale SLC Piemonte
    18 dicembre 2003, di : Assia

    Sarebbe più giusto dire: "il governo dovrebbe difendere e sostenere la libertà della gente". in questi ultimi anni assistiamo sempre più allo svuotamento del ruolo e delle funzioni delle istituzioni pubbliche a favore degli interessi economici privati, mentre la società è caduta in un lungo e profondo "torpore"