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Intervista a Michele Sità: il cinema ungherese e italiano a Budapest


Dalla nostra corrispondente da Budapest, Claudia Leporatti
lunedì 31 maggio 2010, di Claudia Leporatti - 326 letture

Intervista a Michele Sità, docente di Storia del Cinema e Cultura Italiana presso l’Università Cattolica di Budapest e consulente per il Cinema dell’Istituto Italiano di Cultura di Budapest. Michele Sità ci racconta il suo impegno nel portare in Ungheria la conoscenza del cinema italiano e il riscontro trovato all’interno della produzione cinematografica ungherese. Sità è tra l’altro responsabile di un’interessante iniziativa per i giovani, di cui ci ha parlato con piacere.

L’intervista, che ha luogo all’interno degli uffici di ITL Group di Budapest, passa in rassegna la storia recente dell’Ungheria, osservando come il capitalismo e le nuove economie hanno inciso su quella cinematografica. Un settore quello del cinema che porta molti investimenti esteri in Ungheria.

Sità ci spiega perchè, soffermandosi sulle coproduzioni Italia-Ungheria. Pochi giorni fa Michael Moore, il famoso regista di film-denuncia americano, ha inaugurato a Budapest il nuovo studios della Raleigh, l’unico in Europa, mentre le strade di Budapest ospitano spesso stelle del cinema internazionale (tra cui , di recente, Robert Pattinson e Uma Turman) impegnate in pellicole cui la capitale offre scenari di grande effetto. L’intervista si conclude parlando di Cannes e dei film ungheresi al festival, per finire con i film ungheresi da non perdere, consigliati dall’esperto.

Cominciamo con un film, tanto per calarci subito nella giusta atmosfera. Nel 2008 è uscita una co-produzione Ungheria-Italia, "Mario il Mago", che ci interessa per due ragioni e mi offre lo spunto per due domande. Si tratta della storia di un italiano (interpetato da Franco Nero) , che si trasferisce in Ungheria dopo il crollo del regime comunista ed apre la sua catena di calzaturifici. Tu come sei arrivato in Ungheria e di cosa ti occupi?

Sono arrivato in Ungheria nel 2001, come studente. Per rispondere alla seconda domanda mi riallaccio al film. Il mago, come lo si intende nel film, forse non esiste più al giorno d’oggi. In quegli anni il desiderio di novità e di apertura era tale da portare quasi ad una svalutazione della cultura ungherese, messa nell’angolo. Adesso l’impressione è diversa e il percorso per portare la cultura italiana in Ungheria e quella ungherese in Italia è sempre bilaterale. Per questo, per presentare l’offerta culturale italiana a Budapest agisco in vari ambiti. Lo scambio spazia dai corsi all’Università, quelli di cinema ad esempio , in cui organizziamo dibattiti e analisi di film italiani, al Cine-Video Club all’Istituto Italiano di Cultura, ma si realizza anche portando studenti di liceo ungheresi in Italia, al Giffoni Film Festival, il festival di cinema per ragazzi più famoso al mondo. Penso sia un’iniziativa molto utile, che intendo implementare. In questo senso, sì, possiamo parlare di una magia, quella di diventare giurati al Giffoni Film Festival.

Leggi il resto dell`intervista e guarda il video!

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Michele Sita

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