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Internet, chiuso sito italiano per lo scambio di file

Enkeywebsite.net era frequentato da oltre 20 mila utenti che scaricano via «P2p». Due denunciati, la rete italiana insorge - Denuncia per violazione del diritto d’autore, ma conteneva solo link

di Giuseppe Castiglia - lunedì 16 febbraio 2004 - 9494 letture

MILANO - Un duro colpo allo scambio di file attraverso le reti P2p (peer-to-peer, tra utenti). Canzoni, film, giochi e programmi protetti dal diritto d’autore proseguiranno a circolare, ma la comunità web italiana si è vista privata di Enkeywebsite.net: un sito, anzi una «board» (una bacheca), su cui quasi 20 mila utenti si ritrovavano ogni giorno per cercare le ultime novità da scaricare attraverso la rete peer-to-peer di eMule, uno dei programmi per lo scambio di file più diffuso. Enkeywebsite è stato sequestrato nel corso di un’operazione dai Baschi verdi della Compagnia pronto impiego della Guardia di finanza di Milano, dopo una denuncia per violazione del diritto d’autore.

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SEQUESTRO GDF
La schermata di Enkeywebsite.net con la comunicazine del sequestro da parte della GdF

COME FUNZIONA - Oltre 2 milioni di utenti (da statistiche di Jigle.com) si collegano ogni giorno ai diversi server della rete del «Mulo», come chiamano eMule gli «affezionati» utilizzatori italiani. E molti, invece che trovare i file da scaricare attraverso la funzione di ricerca incorporata nel programma, passavano proprio da bacheche come Enkeywebsite: i link erano «garantiti» e in più i naviganti si potevano scambiare commenti e proposte sulle ultime novità. Purtroppo, oltre ai commenti ci si scambiava anche - come detto - dei link: un clic del mouse ed eMule partiva a scaricare il file in questione. Il trasferimento avviene in maniera frammentata: il programma preleva parti diverse del documento dalle cartelle condivisive dei molti utenti connessi alla rete P2p e le «ricostruisce» in un unico file, permettendo al termine dello scaricamento di ascoltare la canzone o di vedere il video prescelto.

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Una schermata di eMule

DIRITTO DI LINK - Insomma, i file non risiedevano fisicamente sui server di Enkeywebsite.net. C’erano solo i link, ma tanto è bastato per far scattare il sequestro. La rete italiana è stata scossa da un vero terremoto. I forum del popolare sito Punto Informatico, i newsgroup dedicati al fenomeno P2p e gli altri punti di discussione sono stati inondati di messaggi. Molti indignati, altri preoccupati per le conseguenze dell’operazione della GdF. Il capitano Mario Leone Piccinni, comandante della Compagnia pronto impiego, ha chiarito che gli articoli di legge violati (art. 648 C.P., 171, 171 bis e ter della legge n. 633 del 1941) chiamano in causa «qualsiasi procedimento» nella «abusiva riproduzione, trasmissione o diffusione in pubblico» di opere tutelate. E nel «qualsiasi procedimento» possono rientrare quindi anche i link. «Sul sito venivano linkati - dice Piccinni - anche opere di elevato valore, come collane giuridiche che costano fino a 980 euro. Per questo, si può considerare che ci sia stato un "fine di lucro", come vuole la legge. Che non vuol dire solo ritorno economico, ma anche un indiretto vantaggio personale».

DUE DENUNCIATI - Due le persone denunciate per violazione della legge sul diritto d’autore e ricettazione: il gestore del portale, residente a Treviglio in provincia di Bergamo, e il moderatore di unodei forum, residente a Forlì. Il denunciante, «una nota casa titolare di opere dell’ingegno tutelate», ha chiesto riserbo sulla sua identità alla Guardia di finanza, temendo ritorsioni. Secondo l’accusa, Enkeywebsite. net, «di fatto pubblicizzava, promuoveva e consentiva la condivisione di opere coperte da copyright mediante un sistema di ’file sharing’ che permetteva di scaricare il materiale: film, musica, libri e software». I titolari del sito, i cui server erano ospitati ad Atlanta (ma l’accesso era fornito da una società italiana, Planethosting.it ) rischiano una condanna da 6 mesi a 3 anni di reclusione ed una multa da 2.500 a 15.500 euro.


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> Internet, chiuso sito italiano per lo scambio di file
15 marzo 2005

Oggi del file sharing non si fa un uso ma un abuso e quindi come tutte le cose prima o poi sono destinate a finire di chi è la colpa ? Io direi nostra.