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Insensato tagliare i finanziamenti ai piccoli comuni

Il territorio e le sue risorse rappresentano occasioni preziose di sviluppo per le comunità locali. Non è certo tagliando i finanziamenti ai piccoli comuni che si facilita tale obiettivo.

di Emanuele G. - martedì 6 agosto 2013 - 2965 letture

Domenica sera ricevo un comunicato stampa dal Comune di Ferla (Provincia di Siracusa) recante il seguente testo:

“Si svolgerà a Palermo, lunedì 5 Agosto, presso Villa Niscemi, con inizio alle ore 9,30, l’incontro organizzato dall’AnciSicilia che avrà ad oggetto la difficile situazione economico-finanziaria che si è venuta a creare nei Comuni di minore densità demografica (sotto i 5000 abitanti) a seguito del taglio dei trasferimenti regionali previsto dall’Art. 15 della Legge di Stabilità 2013. A seguire alle ore 12.00 una delegazione di Sindaci ed i vertici dell’ANCI Sicilia incontreranno gli assessori regionali agli enti locali, Patrizia Valenti e al Bilancio, Luca Bianchi. “A Palermo faremo sentire tutto il nostro disappunto per una situazione - afferma Michelangelo Giansiracusa, Sindaco di Ferla - che riteniamo insostenibile e drammatica. Il taglio dei trasferimenti regionali sfiora il 60%. A Ferla, ad esempio, saranno trasferiti in meno 515.000 euro rispetto allo scorso anno. Abbiamo razionalizzato gli sprechi ed internalizzato i servizi, ma questo sforzo oggi verrebbe vanificato da questo ingiustificato taglio. Se non troveremo le garanzie per salvaguardare i nostri bilanci e, quindi, le nostre comunità, inizieremo una protesta ad oltranza, pronti a gesti eclatanti.” I sindaci dei piccoli comuni del comprensorio, che parteciperanno in delegazione alle iniziative di Palermo, hanno, intanto, indetto delle assemblee cittadine per spiegare ai propri cittadini quello che sta accadendo. Il primo appuntamento è previsto a per lunedì 5 agosto a Buscemi alle ore 21.30 presso l’ Aula consiliare; si proseguirà martedì 6 agosto alle ore 21.00 presso l’Auditorium Comunale di Ferla, l’indomani mercoledì 7 agosto alle ore 21.00 presso il Centro Polifunzionale sarà la volta di Buccheri; per concludere a Cassaro, giovedì 8 agosto, alle ore 21.00 presso l’aula consiliare di Cassaro. Agli incontri saranno presenti i Sindaci, le Giunte ed i Consiglieri Comunali di Buccheri, Buscemi, Cassaro e Ferla. Interverranno inoltre Paolo Amenta (Sindaco di Canicattini Bagni), reggente dell’ANCI Sicilia e Luca Cannata (Sindaco di Avola) vice presidente dell’ANCI Sicilia.”

E’ un comunicato stampa drammatico poiché lancia l’allarme su un problema apparentemente minore. Il taglio dei finanziamenti regionali in favore ai piccoli comuni. Cioè a quegli enti locali la cui popolazione non supera i 5000 abitanti. Il dato indicato dallo stesso Comune di Ferla è emblematico dell’aria che tira a Palermo: una decurtazione rispetto al precedente esercizio di ben 515.000 euro! Dato che assume connotati ancora più inquietanti se riportati all’insieme dei piccoli comuni siciliani. Nel 2012 essi avevano beneficiato di 150 mln di euro. Quest’anno la somma dovrebbe aggirarsi sui 20 mln di euro appena! In sintesi, l’esistenza stessa dei cc.dd. “piccoli comuni” è messa in forse.

Ma non ci si accorge dell’enormità di una decisione che non tiene conto della realtà storica siciliana? Infatti, se uno dovesse rileggere la storia della nostra terra avrebbe contezza di una verità inoppugnabile. Ovverossia dell’importanza fondamentale dei villaggi e dei piccoli paesi nella costruzione dell’identità siciliana attraverso i secoli. Il piccolo paese costituisce qui in Sicilia l’architrave portante della società e dell’economia. In quante vicende storiche ed eventi di varia natura è emersa la preziosa realtà di piccole entità urbane. Disconoscere tutto ciò è segno di incapacità da parte di Palermo a comprendere la realtà della Sicilia.

Tutti non fanno altro che parlare dell’attivazione delle risorse locali per rimettere in sesto un’isola dove vi è in atto una crisi senza precedenti. Orbene, ciò è possibile solo se all’interno di tale ottica trova posto il piccolo comune. Come si fa ad attivare le risorse locali se si elimina il protagonista principale? Il piccolo comune – o per meglio dire i consorzi di piccoli comuni – hanno le carte in regola per assicurarsi un ruolo essenziale nell’ambizioso progetto di svegliare dal punto di vista economico e sociale i territori. Non comprenderli appare una forzatura che non tiene conto di un semplice fatto: i piccoli comuni rappresentano una spia privilegiata per ascoltare e promuovere i territori. Che senso ha parlare di rilancio delle risorse locali avendo una visione centralista afferente esclusivamente a Palermo?

In più i piccoli comuni sono organismi che conoscono meglio i territori che essi governano. Mi dite burocrati di Palermo come la Regione Siciliana intende governare i mille territori della Sicilia dalla capitale? I piccoli comuni sono l’entità appropriata per governali poiché sono inserite nei medesimi. Grazie ai piccoli comuni il territorio siciliano riesce ad avere qualche forma di tutela e sorveglianza. Sono i piccoli comuni che permettono la continuazione del tessuto di tradizioni siciliane. Se questi tagli dovessero diventare realtà i territori periferici della Sicilia come anche il fervido tessuto socio-storico andrebbero persi per sempre con un danno immane per la nostra isola.

Sono d’accordo che dobbiamo tagliare sulle fonti degli sprechi. Ma mi pare che gli sprechi non si annidano nei meandri dei bilanci dei piccoli comuni. Bensì in quelli più grandi. La lezione di Palermo, Catania e Messina è lì a farci ricordare dove si dovrebbe andare a colpire. I piccoli comuni sono l’essenza stessa della Sicilia e colpevolizzarli così ferocemente costituisce un atto di barbaria senza fine.


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