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Infortuni sul lavoro: tutto come prima


A Frattaminore, piccolo paese della Campania, è stato lutto cittadino. Contemporaneamente si sono svolti i funerali di Giovanni Ponticelli, il giovane apprendista muratore morto in un incidente sul lavoro.
mercoledì 9 agosto 2006, di Vincenzo Raimondo Greco - 1619 letture

A Frattaminore, piccolo paese della Campania, è stato lutto cittadino. Contemporaneamente si sono svolti i funerali di Giovanni Ponticelli, il giovane apprendista muratore morto in un incidente sul lavoro. Giovanni Ponticelli, assunto in un’azienda di ristrutturazioni, era caduto mentre spingeva una carriola al secondo piano.

"Morire a 16 anni in un cantiere edile, nel pieno dell’estate, è una fine inaccettabile”, ha commentato l’assessore regionale, Corrado Grabriele. “Il moltiplicarsi delle morti sul lavoro - ha poi aggiunto - testimonia una tragica emergenza e il dramma di Giovanni Ponticelli, deceduto all’ospedale ‘La Schiana’ di Pozzuoli, richiama tutte le istituzioni a fare di questa emergenza una priorità sia in termini di prevenzione che di vigilanza”.

Le statistiche tracciano un quadro preoccupante che a fine anno rischia di diventare drammatico: i caduti sul lavoro in Campania potrebbero, infatti, raggiungere quota 100. “Bisogna intervenire senza attendere altre morti - ha concluso Gabriele - aumentando da subito il numero degli ispettori del lavoro” e portando “l’obbligo scolastico a 18 anni”. Proseguono, intanto, le indagini che nei giorni scorsi hanno portato all’emissione di due avvisi di garanzia nei confronti del direttore dei lavori e del proprietario dell’azienda.

Gli infortuni sul lavoro sono ormai all’ordine del giorno in tutto il Paese e rappresentano un costo sociale altissimo, soprattutto in termini di vite umane (quasi 4 vittime sul lavoro ogni giorno), non più tollerabile per un Paese civile e sviluppato.

In Italia al 31 dicembre 2005 abbiamo 204 invalidi permanenti del lavoro con età fino a 19 anni - ha dichiarato il presidente dell’ANMIL, Pietro Mercandelli - ragazzi che hanno perso per sempre l’integrità fisica e la salute, quando appena avevano cominciato ad affacciarsi al mondo del lavoro, e di questi 30 sono addirittura ragazze, giovani donne rimaste permanentemente inabili”.

Purtroppo a questa situazione drammatica si contrappone il silenzio assordante dei datori di lavoro, delle grandi imprese, come di quelle piccole, fino alle ditte individuali, “le quali - si legge nel comunicato dell’Anmil ( www.anmil.it) con il sistema dei sub-appalti sono tutte ugualmente chiamate ad assumersi le responsabilità di una tragedia divenuta ormai insopportabile”.

Di qui l’invito rivolto da Mercandelli allo Stato, alle regioni e agli enti locali affinché facciano “la loro parte prevedendo norme rigorose e facendole rispettare con i dovuti controlli ed ispezioni” . Solo con una vigilanza costante e una applicazione puntuale della normativa sulla sicurezza si potrà evitare di piangere la fine premature di altre giovani vite.

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