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Informazione: dalle news al blog

Le nuove tecnologie, internet in testa, hanno influito non poco sul modo di comunicare, scrivere, leggere e informarsi negli ultimi anni: «Una vera e propria rivoluzione culturale», commenta Enrico Manca, presidente dell’Isimm...
di Redazione - giovedì 10 marzo 2005 - 5394 letture

Una ricerca sull’informazione online: è giovane ma promette bene

di Paola Nania, L’Unità (08.03.2005)

«I libri scompariranno e con loro tutto il giornalismo tradizionale», vaticinavano i profeti dell’era digitale poco più di dieci anni fa. E già si prefiguravano scenari apocalittici di quotidiani in via d’estinzione e informazione rigorosamente on line. Profezia errata: i giornali continuano a vendere in maniera stabile dal 1935 e la carta non è affatto merce rara. Eppure, a ben guardare, un piccolo frammento di verità esiste. Le nuove tecnologie, internet in testa, hanno influito non poco sul modo di comunicare, scrivere, leggere e informarsi negli ultimi anni: «Una vera e propria rivoluzione culturale», commenta Enrico Manca, presidente dell’Isimm, l’istituto per lo studio dell’innovazione dei media e per la multimedialità.

A partire dall’editoria on line che dopo gli sforzi pionieristici, si legge nella ricerca Isimm sull’informazione on line presentata a Roma martedì mattina, «appare ora nelle condizioni di poter ragionevolmente ipotizzare un suo definitivo decollo». Anche in Italia, a giudicare dai dati sull’incremento degli apparecchi elettronici in casa, computer e connessione a banda larga al primo posto.

I primi tentativi d’informazione on line risalgono agli anni ’90, con la trasformazione commerciale della rete. E fu una sorpresa, sconcertante per i giornalisti di vecchia scuola, entusiasmante per le nuove generazioni. La scoperta, tuttora in corso, di un nuovo modo d’intendere il linguaggio giornalistico, d’interpretare l’informazione e scriverla. Le notizie via web hanno infatti caratteristiche diverse da quelle tradizionali: il testo diventa ipertesto, puntellato di link, di finestre aperte su altre finestre. Nell’infinita possibilità di costruirsi un’informazione «on demand», cucita addosso alle proprie esigenze. L’aggiornamento è immediato, il flusso di notizie è continuamente filtrato. Una rivoluzione copernicana ma sbilanciata: il modello di siti ad accesso gratuito finanziati solo dalle (scarse) entrate pubblicitarie non si è rivelato vincente. Nel 2001 il 70% dei siti italiani d’informazione chiudevano con bilanci in rosso.

A cinque anni di distanza dalla cosiddetta «bolla speculativa» e dalla disaffezione nei confronti della rete si assiste oggi a una seconda inversione di tendenza e a un rinnovato interesse degli editori nei confronti dell’informazione on line: «Uno sguardo alle recenti vicende negli Usa - spiega nel dettaglio la ricerca Isimm - dove si è assistito a una serie di importanti operazioni, lascia ben sperare circa la ripresa del settore. Il 22 dicembre 2004 il Washington Post ha acquistato da Microsoft per una cifra non ufficializzata la rivista slate.com. Il 17 febbraio 2005 il New York Times ha acquisito per 410 Mln di dollari il sito about.com mentre alcuni giorni prima, il 24 gennaio 2005, Dow Jones, editore del Wall Street Journal, aveva acquistato il sito di informazioni finanziarie marketwatch.com».

Altro dato promettente, l’incremento degli investimenti pubblicitari sui siti internet italiani: nel 2004 gli introiti sono aumentati del 6.7% rispetto all’anno precedente. Non solo, i dati panel audiweb (l’auditel dei contatti via web), segnalano un aumento degli utenti in rete: «Nel gennaio del 2005 sono stati 30,7 milioni , +6% rispetto al dato del 2004».

La seconda giovinezza dei siti d’informazione via internet deve però fare i conti con fenomeni nuovi, in pieno boom. I blog, per esempio, quelli che qualcuno definisce diari di bordo on line: una riserva inesauribile di notizie, commenti e trovate originali, che partono dalla vita privata e si allargano spesso all’attualità e al dibattito impegnato. Sul fenomeno si sofferma a lungo la ricerca Isimm: «I blog si sono progressivamente affermati in un mezzo per pubblicare informazione giornalistica e un formato riconosciuto di giornalismo online. Il loro ruolo e l’importanza della loro funzione svolta al di fuori dei circuiti istituzionalizzati dell’informazione emerse per la prima volta nel gennaio 1998 quando sul sito drudgereport.com comparve la notizia relativa a un articolo censurato da Newsweek relativamente al caso Clinton-Lewinsky».


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