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Informazione: 13 notizie sulla tubercolosi, 585 su Garlasco


I numeri della nostra Tv in un anno attraverso il rapporto di Medici Senza Frontiere e Osservatorio di Pavia. Ogni sei secondi muore un bambino per fame, ma...
mercoledì 28 aprile 2010, di Adriano Todaro - 507 letture

La tubercolosi uccide ogni anno, nel mondo, 2 milioni di persone. Le Tv italiane hanno dedicato, nel 2009, a questa malattia, 13 notizie. In compenso i saldi stagionali hanno avuto 122 notizie, il delitto di Garlasco ben 585 notizie e la bufala dell’influenza suina, 1.337 notizie!

Sono un po’ racchiuse in queste cifre l’impegno delle televisioni italiane nel raccontarci le cose che avvengono nel mondo. Per il nono anno consecutivo, Medici Senza Frontiere e Osservatorio di Pavia, hanno pubblicato il rapporto sulle crisi umanitarie più gravi e ignorate dalle Tv italiane nel 2009. Il risultato è perfettamente “in linea” con i dati diffusi gli scorsi anni: la tendenza, cioè, di far conoscere il meno possibile agli italiani di quello che accade nel mondo.

Eppure senza un’informazione adeguata – come scrivevano nel comunicato stampa del 1998, la prima volta in cui MSF-Osservatorio di Pavia analizzavano i dati – “viene a mancare la possibilità di creare una risposta da parte delle persone e della società a eventi che hanno conseguenze negative su molte persone e che potrebbero un giorno averle per noi”.

Medici senza Frontiere e Osservatorio di Pavia hanno preso in esame le notizie date dai TG Rai e Mediaset nelle edizioni del primo pomeriggio, il day time (13, 13,30, 14,20) e le edizioni serali, il prime time (18,30, 18,55, 19,00, 20,00, 20,30). Da questo monitoraggio risulta che sono state prese in esame 82.788 notizie Tv nel periodo che va dall’1 gennaio 2009 al 31 dicembre. Ebbene, solo il 6 per cento di quelle notizie è stato dedicato ad eventi o contesti di crisi.

Se noi confrontiamo gli ultimi anni, vediamo come la percentuale dedicata alle situazioni di crisi è praticamente costante con una tendenza alla diminuzione. Se è vero che anche nel 2008 la percentuale dedicata alle crisi era del 6 per cento, non bisogna dimenticare che nel 2006 era del 10 e nel 2007 dell’8 per cento.

Interessate è il confronto fra le varie testate giornalistiche e la percentuale di spazio dedicato alle situazioni di crisi nel mondo. Se una graduatoria possiamo farla, risulta che Rai3 è la rete che dedica, percentualmente, il maggior numero di notizie di eventi e situazioni crisi seguita da Rai 1 e Rai 2. Le percentuali del gruppo Mediaset sono molto simili e con poca differenza. Fanalino di coda, come gli anni scorsi, Italia 1 con solo il 3,43 per cento:

Rete Notizie crisi % Altre notizie %
Rai 1 7,58 92,42
Rai 2 6,97 93,03
Rai 3 10,04 89,96
Canale 5 5,30 94,70
Rete 4 5,60 94,40
Italia 1 3,43 96,57

In particolare, anche se ogni 6 secondi muore, nel mondo, un bambino per malnutrizione, l’interesse di Rai e Mediaset è ben altro:

Delitto di Garlasco 585 notizie
Un anno di Pakistan 225 notizie
Delitto di Perugia 536 notizie
Sri Lanka 53 notizie
Due stagioni di saldi 122 notizie
Tre mesi di caldo 246 notizie
Un anno di fame 116 notizie

E’ esattamente quello che era avvenuto negli anni scorsi dove un mese di colera valeva 12 notizie e un’estate della coppia Briatore-Gregoracci, 33 notizie. Non è cambiato nulla considerato che tre mesi di caldo (un effetto normalissimo della stagione estiva), nel 2009, ha prodotto sulle nostre Tv 246 notizie.

Fra i Paesi dove ci sono situazioni di crisi (guerra, malnutrizione ecc.) raccontati dalle nostre Tv, la parte del leone la fa l’Afghanistan con 1.632 notizie. E di cosa parlano queste notizie? Ben 923 notizie riguardano la missione militare italiana e all’interno di questo numero ci stanno anche le notizie politiche sulla missione, le dichiarazioni di cordoglio per i vari attentati e morti italiani, i funerali. Quando gli afghani vanno a votare si dedicano a questo evento 237 notizie.

Sono 293 le notizie dalla Somalia. Di queste, 246 riguardano le azioni dei pirati soprattutto quando sequestrano un nostro rimorchiatore. Delle rimanenti notizie si parla del sequestro di Ilaria Alpi e del rientro in patria delle suore italiane sequestrate. Secondo le Nazioni Unite, in questo Paese ci sono state dalle 20 alle 25 mila persone uccise in combattimento. Come si vede è la “legge di McLurg” che dice che una notizia è importante se è più vicino al luogo dove si trova l’organo di informazione che ne dà notizia e se sono coinvolti, nell’evento, cittadini vicini alla fonte informativa.

Del Pakistan se ne parla solo se ci sono attentati. Nel 2009, sono passati dagli schermi Tv italiani, 225 notizie e la stragrande maggioranza di queste, 173, hanno avuto al centro gli attentati.

Alla malnutrizione ( dai 3,5 a 5 milioni i bambini morti ogni anno, un decesso ogni 6 secondi) sono state dedicate 116 notizie. Più della metà, 71, sono concentrate nei giorni del vertice della Fao a Roma (a metà novembre) esattamente come è avvenuto nel 2008. Si parla di malnutrizione perché ne ha parlato il pontefice, per le persone intervenute al convegno (da Gheddafi a Berlusconi), per le dichiarazioni dei politici.

Il Sudan (tre quarti della popolazione non ha accesso ai servizi sanitari) ha avuto, nel 2009, due eventi su cui si è concentrata l’attenzione delle Tv italiane: l’ordine di arresto emesso dalla Corte penale internazionale per il presidente del Sudan (22 notizie) e il rapimento di tre volontari di Medici Senza Frontiere (58 notizie). In tutto, il Sudan ha avuto 112 notizie. Nulla si dice della guerra del Darfur, delle violenze, dei milioni di profughi costretti a fuggire per non essere uccisi.

Di Aids (6 milioni di persone affette da Hiv bisognose di farmaci antiretrovirali e il 40 per cento dei bambini sotto i cinque anni deceduti per mancanza di cure), della ricerca medica, cura e prevenzione ne hanno parlato 77 notizie. Circa la metà (38) sono dichiarazione del papa, l’uso dei preservativi, la visita del pontefice nel Camerun. Alla raccolta fondi le Tv hanno dedicato 20 notizie e un’altra decina all’intervento di volti noti del mondo dello spettacolo e dello sport. Sulla scoperta di un nuovo vaccino e sui progressi medici, hanno dedicato 10 notizie.

Lo Yemen (dove si sta combattendo la sesta guerra civile) è stato al centro di 54 notizie ma anche qua per rapimenti di cittadini stranieri e successiva uccisione di alcuni ostaggi (30 notizie). Altro interesse le Tv lo dedicano alla notizia che lo Yemen potrebbe essere una base di attività di al-Qaeda e si parla di un possibile intervento americano in quel Paese e del rapimento di un cittadino italiano in Mauritania. In questo Paese le guerre hanno causato migliaia i profughi, mancano le medicine, non c’è da mangiare.

Sono 53, invece, le notizie che provengono dallo Sri Lanka (Paese dove c’è una guerra che dura da dieci anni). La maggior parte di queste notizie (36) sono concentrate nel mese di maggio quando le Tigri Tamil si arrendono. Dopo questa impennata, gli schermi televisivi sullo Sri Lanka si spengono.

Estremamente basso il numero delle notizie che provengono dalla Repubblica democratica del Congo: solo 7. Questo è un Paese dimenticato dai media. Migliaia di persone sono dovute scappare, villaggi e campagne completamente abbandonate. Le organizzazioni umanitarie hanno dovuto abbandonare gli interventi per debellare epidemie come l’ebola, il colera, il morbillo.

Si parla di tubercolosi in 13 notizie. Ma altre malattie sono completamente ignorate dalle Tv italiane, dalla malattia del sonno all’ulcera di Buruli. Quando si parla di tubercolosi è perché ha colpito qualche italiano o comunque un occidentale. Si parla poco anche di malaria (5 notizie; erano 3 nel 2007), una malattia ben lungi dall’essere debellata. La grande bufala dell’influenza suina, invece, dal mese di aprile a dicembre ha l’attenzione di ben 1.337 notizie. Di seguito le 10 crisi più visibili nei nostri telegiornali:

Crisi N. notizie %
Afghanistan 1.632 31,2
Medioriente 1.270 24,3
Somalia 293 5,6
Iraq 286 5,5
Filippine 243 4,6
Pakistan 226 4,3
Mondo 166 3,2
Africa 128 2,4
Sudan/Darfur 112 2,1
Myanmar 87 1,7
Altre crisi 783 15,0
Totale notizie crisi 5.216

Se a queste crisi, scrive il rapporto MSF-Osservatorio di Pavia, togliamo i rapimenti di cittadini occidentali, gli attacchi dei pirati alle nostre navi, le dichiarazioni dei leader internazionali, la lotta al terrorismo, il resoconto delle operazioni militari o quello degli attentati, cosa rimane? Già, bella domanda. La risposta potrebbe essere anche molto semplice e lapidaria: nulla. Ma il nulla televisivo ha un peso diverso dagli altri strumenti d’informazione. Poche sere fa è andata in onda su una rete Mediaset “La pupa e il secchione – Il ritorno”. Ha avuto l’attenzione di 5 milioni e mezzo di spettatori. Appunto, il nulla televisivo.

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