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Informare e comunicare il Corona Virus

In questi giorni scrivere, riflettere, pensare in riferimento al “Corona virus” non è per niente facile.
di Massimo Stefano Russo - domenica 8 marzo 2020 - 835 letture

In questi giorni scrivere, riflettere, pensare in riferimento al “Corona virus” non è per niente facile. Bisogna saper contenere, trattenere il pensiero che si affida alla rappresentazione del fenomeno ed evitare che ci si esprima esclusivamente in termini emotivi. L’appello il richiamo alla ragione è fondamentale per sapersi orientare, con senso civico e di responsabilità. L’informazione e la comunicazione, in questo contesto, hanno una funzione estremamente importante.

Quando la conoscenza della realtà risulta essere limitata dalla complessità degli eventi l’analisi richiede il sapere esperto e responsabile e spetta in primo luogo alla scienza dare dei contributi essenziali. Nell’emergenza sono necessarie scelte difficili ed è indispensabile dare un’informazione corretta e saperla comunicare.

Come parlare del Corona Virus? Cosa sappiamo di esso? Si tratta di una normale influenza o di un morbo letale? Come spiegare scientificamente il fenomeno?

Il lavoro di ricerca sul campo, in particolare dei virologi, che studiano da tempo i virus ha sviluppato conoscenza fondamentale in termini di prevenzione e di cura. Sappiamo che i virus, pur incapaci di vita autonoma, sono i più piccoli agenti capaci di causare malattia, ma le infezioni virali in gran parte dei casi non sono letali. Gli immunologi, in riferimento ai meccanismi di difesa dalle infezioni, ci ricordano come l’evoluzione abbia sviluppato un sistema sofisticatissimo di riconoscimento ed eliminazione dei virus che per sopravvivere hanno bisogno di essere ospitati nelle cellule. E’ il sistema immunitario che rintraccia e distrugge i virus. Questi, se accettati dal sistema immunitario possono vivere e proliferare nell’organismo, senza causare danno, anzi paradossalmente possono portare dei vantaggi inaspettati. (v. G. Silvestri, Il virus buono, Rizzoli 2019). Non è il caso del corona virus che, nel suo essere fortemente aggressivo, e nel suo diffondersi, potenzialmente letale, è una minaccia.

Ma quando c’è un problema c’è anche la sua soluzione.

Come far sì che l’organismo non ceda e soccomba di fronte all’assalto del corona virus?

Bisogna essere capaci di combattere, lottare e convivere, con il malefico agente in opposizione all’umano, consapevoli che l’indecisione e le risposte inadeguate possono risultare fatali.

Debellare il “carogna-virus” è l’obiettivo che ci accomuna. Per contrastarlo sono stati messi insieme validi strumenti diagnostici e di pronto intervento. Ma si può fare spettacolo del “carogna virus” come oggetto di chiacchiera, pettegolezzo e satira? Si e no. E’ spettacolo inqualificabile e deleterio che fa passare un messaggio negativo quello di chi, in modo irritante e fastidioso, sfoggia la mascherina anche quando non c’è n’è esigenza alcuna. Il messaggio che così si trasmette diventa distorto e sbagliato, rientra nel comportamento dello stupido di cui ha dato una esemplare trattazione il prof. Carlo M. Cipolla definendo le leggi fondamentali della stupidità umana. Sottolineando come gli stupidi danneggiano tutta la società e se sono al potere fanno più danno degli altri. Infatti, la persona stupida causa un danno a un’altra persona, senza realizzare alcun vantaggio per se stesso o addirittura arrivando a subirne un danno.

Non dimentichiamo che le parole e ancor di più le immagini hanno un loro potere e sono in grado di far fare le cose. La conoscenza va usata per difendersi dal male e non per fare del male.

Il ritorno alla normalità, capaci di essere rassicuranti, nel sentirsi al sicuro, sarà il risultato di un processo graduale. Se manca la fiducia personale ci si blocca sopraffatti dalla paura. Come reagire nell’immediato? Bisogna essere capaci di creare relazioni positive e funzionali, consapevoli della necessità di evitare in primo luogo di trasmettere il contagio. Non si può rischiare che, carichi di reazioni emotive, si formuli un giudizio affrettato ed emergano dubbi e incertezze. Per agire efficacemente bisogna affrontare con un approccio razionale i dilemmi, gli interrogativi, i rischi e le insicurezze che di volta in volta si presentano, sicuri di se stessi e capaci. Per affrontare le difficoltà ci vuole un pensiero strategico nell’essere persuasivi e convincenti.

La rassicurazione esistenziale è importante, tenendo conto che ci sono circostanze in cui il nostro diritto di sapere entra in rotta di collisione con altri diritti. Come offrire protezione andando incontro alla realtà dei fatti? Spesso la realtà è ambigua e decifrarla arduo. Per prendere decisioni giuste sono necessarie adeguate informazioni, ma soprattutto non deve mancare la saggezza ragionevole e il buon senso, per non finire impantanati nell’irresolutezza o generare ancor più dubbi e interrogativi.

L’agire, nell’estendere la lotta sul territorio, si è reso urgente e imprescindibile, capaci così, per proteggere e sostenere il benessere collettivo, di agire in modi e tempi adeguati, di difendere e sostenere gli interessi economici.

Le contraddizioni della politica, chiamati a fare delle scelte inderogabili, emergono in questa vicenda, in tutta la loro complessità nella difficoltà di riuscire a dare dei messaggi indicativi semplici e diretti. Se uno spettro si aggira per il mondo non è di certo lo spettro del “corona virus” che purtroppo è materialmente reale, ma altri sono i fantasmi che si profilano all’orizzonte e riguardano le attività economiche e le prospettive occupazionali.

Bisogna affidarsi agli operatori sanitari e confidare nel sapere esperto che si appella alla scienza. La prevenzione è essenziale e i comportamenti e le relazioni tra gli individui sono di primaria importanza per contenere i focolai fonte di contagio per ritornare alla normalità, imparando da questa brutta esperienza.



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