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Indonesia: altre scosse, la situazione si aggrava

Oltre 16.000 sfollati e interi paesi completamente distrutti.
di ActionAid - mercoledì 3 ottobre 2018 - 498 letture

Oltre 16.700 sfollati, 85 distretti colpiti e moltissimi dispersi.

Difficilissima la stima delle vittime: si continua a scavare senza sosta. Dalla stima iniziale di 400 morti, ieri notte si era già passati a 800 e oggi pare delinearsi uno scenario di oltre 1200.

Un bilancio pesantissimo quello del terremoto e del successivo tsunami che venerdì 28 settembre ha colpito Suwalesi, una delle isole dell’arcipelago indonesiano.

Dopo il primo forte sisma di magnitudo 7.5, ci sono già state 200 forti scosse di assestamento. Si temono nuovi terremoti di intensità medio-forte, che andrebbero a peggiorare una situazione già gravissima.

L’area colpita è vasta: le persone colpite potrebbero superare il milione e mezzo.

“L’altra notte, abbiamo saputo che un intero villaggio è sprofondato durante una scossa. Svanito a causa del fenomeno della liquefazione del suolo che il terremoto ha scatenato. Un evento terrificante” racconta Francisca Free, direttore esecutivo di Yappika-ActionAid Indonesia, “adesso la nostra squadra sta cercando di raggiungere le aree più remote colpite dalla catastrofe per soccorrere la popolazione”.

Insieme ad altre organizzazioni sul territorio, ActionAid Indonesia sta infatti organizzando i soccorsi. L’urgenza è raggiungere tutte le località coinvolte e capire le necessità delle varie comunità. Squadre di esperti sono sul posto per soccorrere la popolazione, individuare tutte le necessità e garantire informazioni puntuali.

Molti i bisogni primari.

Servono cibo, acqua potabile, medicine, punti medici di primo soccorso da allestire nei campi di accoglienza, coperte, kit per igiene personale e assorbenti femminili, materassini e materiale per costruire rifugi temporanei.

Preoccupa anche la mancanza di elettricità e benzina in più parti dell’isola. Urgente quindi fornire generatori di emergenza.

Stiamo facendo il possibile per soccorrere la popolazione colpita. Ma possiamo farcela solo con il tuo aiuto!

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