Incubi notturni a Milano


Sindaca e vice dormono male e spendono 8 milioni di euro per telecamere "intelligenti". E nessuno pensa, invece, alla necessità di avere amministratori intelligenti
mercoledì 26 maggio 2010, di Adriano Todaro - 465 letture

Vi svelo uno scoop. Ho scoperto che suor Letizia Moratti, sindaco chissà perché di Milano e l’eterno vice Riccardo De Corato, la notte non dormono bene e hanno degli incubi. Forse perché la sera mangiano pesante oppure perché fanno una vita stressata come tutti gli amministratori.

Dirigere una città come Milano non è certo facile ed anche se la coppia è brava, e questo lo riconoscono tutti, ci sono dei momenti in cui i due vorrebbero fare un altro lavoro. Lui lo vedo bene, se esistessero ancora gli zoo, come guardiano, lei ad insegnare il catechismo ai bambini, ma con la bacchetta in mano.

Ma torniamo a noi perché come al solito divago. Dunque dicevo che hanno degli incubi. E la cosa strana è che tutti e due sognano sempre la stessa cosa. Una questione che andrebbe studiata da prestigiosi strizzacervelli perché non è mai capitato che due amministratori comunali avessero gli stessi incubi.

Si svegliano all’improvviso, nel cuore della notte. Hanno il respiro affaticato, un grido strozzato in gola, la bocca amara. All’inizio non sanno neppure dove sono. Poi accendono la luce del comodino, si guardano attorno e riprendono vigore. Ma il sogno, recondito, rimane. Un sogno ricorrente dove suor Letizia è sempre ghermita da immigrati clandestini che, come si sa, per loro natura, delinquono e il prode Riccardo con manganello in mano e cappello d’ordinanza che interviene per chiudere l’ennesimo campo rom.

La mattina dopo, in Comune, sono intrattabili. Nervosismo a fior di pelle, segretarie tese, occhiaie che non vanno via neppure con Photoshop. Insomma, una situazione insostenibile. E così i due hanno fatto un vertice fra loro. Si sono raccontati i rispettivi incubi e hanno preso una decisione. Acquistiamo qualcosa di nuovo, ha detto Letizia. Qualcosa che ci faccia dormire tranquilli. Dobbiamo trovare un software innovativo, qualcosa di intelligente. Qua Riccardo ha avuto un momento di panico perché non riusciva a capire bene la questione del software soprattutto perché Letizia ne voleva uno intelligente. Poi gli hanno spiegato che significa programma e così si è acquietato.

Comunque sia, hanno deciso di acquistare delle telecamere “intelligenti” per la modica cifra di circa 8 milioni di euro. Sei di queste telecamere sono state già piazzate in piazzale Cadorna e sono veramente un portento. Se tu passi di lì e ti metti le dita nel caso, tac, rimani fotografato. A Londra, in un mese, su oltre 200 sospetti, le telecamere intelligenti hanno fatto catturare ben 8 ladri che converrete è una bella cifra. Dicono che queste telecamere sono passive nel senso che registrano solo quando è necessario. Milano di telecamere ne ha già 1.326 ma sono quelle idiote che stanno sempre accese. Queste invece sono intelligenti come i nostri amministratori.

Certo quando in questura rivedranno i filmati intelligenti, si scompisceranno dalle risate. Magari la telecamera ha beccato un ragazzo che scriveva su un muro, un altro che correva, alcuni che parlavano fra loro. Di cosa parlano? Potrebbero essere terroristi. E quello che corre potrebbe aver compiuto uno scippo oppure corre per non perdere il tram? Rimane quello che scrive sui muri. Quello lo incastriamo di certo.

L’indomani mattina, dopo aver preso la fatal decisione, suor Letizia si è recata all’Università cattolica e nel suo intervento ha sostenuto che “gli immigrati clandestini, per loro natura, delinquono”.

Gli incubi, come si vede, continuano. Più che telecamere intelligenti, ci vorrebbero amministratori intelligenti.

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