L’Accademia di Romania di Roma presenta l’esposizione dal titolo “Incontro Dorato – Intalnire de Aur” a testimonianza dell’amicizia venticinquennale tra due importanti artisti: il romeno Horea Cucerzan e l’italiano Placido Scandurra che, attraversando frontiere storiche e linguistiche, hanno contribuito ad unire sensibilità artistiche nel linguaggio universale dell’arte.
Per l’occasione sono stati invitati alcuni artisti che hanno partecipato ai simposi realizzati nel corso degli ultimi anni. Tutti, con il loro personale codice espressivo, formano un gruppo di forte creatività e professionalità.
Horea Cucerzan, pittore e poeta, propone, con le sue decise pennellate, architetture-cattedrali occupate dalla presenza umana come contaminazione del silenzio divino, oppure corpi femminili coinvolti nel quotidiano brusio del ruolo sociale in attesa di tornare ad essere parte della natura-madre.
Placido Scandurra, pittore e incisore, con le forme magmatiche dei suoi magici archetipi indica l’esistenza di un subconscio che tenta continuamente di ricondurre l’antica conoscenza ad uso di una realtà che non riesce più ad amare l’umanità.
Aurel Dumitru, collegato all’espressività dell’arte povera, usa gli strumenti dell’artista e legni sottratti alla distruzione per creare icone che sublimano l’attesa di un divenire umano, tracciando monacali percorsi di meditazione sulla natura e l’essenzialità.
Venera Finocchiaro, scultrice attenta alla trasformazione dell’essere umano, che pone spesso a confronto con il simbolo del primate, traccia linee di paragone tra l’“autenticità” degli animali e la complessa condizione umana, spesso inquinata dalle perverse necessità sociali.
Giorgio Fiume, pittore e poeta, da sempre attento alle problematiche sociali sviluppate sia at-traverso un segno onirico che pragmatico o ironico, s’insinua tra le coscienze a risvegliare l’attenzione sull’umano non più umano, metafora di una società che non riconosce più coloro che le danno forma.
Nicolae Pelmus, pittore, recupera dal passato simbologie e decorazioni appartenute prima alle ville imperiali romane e poi alle arti ornamentali del rinascimento; quindi le trasporta in acrobatici cromatismi fino a congiungerle nella modernità della sua accurata pittura facendo rivivere agli astanti le meraviglie perdute nella devastante voragine della distrazione contemporanea.
Massimo Pompeo, pittore e incisore, con la destrezza di un Ulisse, ridisegna carte nautiche attraversando i mari dei ricordi e racconta le nascoste verità sul viaggio, tra coste e insenature, rappresentando l’immagine omerica dell’uomo che si agita nei mari della vita tra il respiro degli dei e le inquietudini esistenziali.
Eugenia Serafini, pittrice e poetessa, a seguito del periodo espressivo delle “mariposa”, enuncia la presenza della donna con tratti che ne delineano la silhouette, lasciando il corpo nella trasparenza della superficie come a voler esprimere l’essenziale ruolo femminile nella società.
All’inaugurazione (21 Ottobre 2010, ore 18.00) sarà possibile ascoltare un eccezionale con-certo sostenuto dal soprano Adina Romana con l’accompagnamento di Roberto Pivotto (pianoforte) e una lettura di poesie, di musiche e testi di autori italiani e romeni; espressioni artistiche che insieme all’arte visiva testimonia l’impegno dell’Accademia nella ricerca di un reale sincretismo tra le Arti.
La mostra resterà aperta fino al 12 Novembre; Orario visite: la mattina - previo appuntamento ed il pomeriggio dalle 16.00 alle 19.00. Con il patrocinio di Roma Capitale – Assessorato alle Politiche Culturali.
Per maggiori informazioni: accadromania@hotmail.com