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Incidente mortale sulla A18

Ieri pomeriggio (giovedì 29 novembre 2018), intorno alle 16, tra gli svincoli di Taormina e Giardini Naxos, si è verificato un tragico incidente con la conseguente morte di un automobilista sessantenne.
di Piero Buscemi - venerdì 30 novembre 2018 - 802 letture

Ritrovarsi coinvolti in un incidente sull’autostrada, non è più un’esclusiva, ai giorni nostri. Se ogni giorno, consultassimo le pagine di cronaca dei quotidiani, troveremmo sempre un trafiletto che descrive il più recente, ma non l’ultimo, incidente autostradale verificatosi nel comprensorio dove viviamo.

Non è mai un’esperienza che vorremmo vivere di persona, anche quando non ne siamo direttamente coinvolti. Rimanere però bloccati sull’autostrada per tre ore, completamente fermi, provando solo ad immaginare cosa stia accadendo qualche chilometro più avanti, diventa una situazione stressante. Abbiamo vissuto quest’esperienza ieri pomeriggio (29 novembre) sull’autostrada A18 Messina-Catania, quando intorno alle 16, uno scontro frontale tra un’auto e un’autocisterna, ha provocato la morte dell’automobilista della Panda.

Balza subito all’occhio la ricostruzione del fatto, perché il primo pensiero, oltre ovviamente a quello rivolto all’ennesima perdita di una vita umana sulle strade siciliane, è quello che costringe ad immaginarsi la dinamica di uno scontro frontale su un’autostrada che, logicamente, implica che i due mezzi stessero percorrendo quel tratto in senso opposto.

E’ la cruda realtà che, dal 15 ottobre scorso, interessa questa pericolosissima autostrada siciliana. Un provvedimento del Consorzio Autostrade Siciliane ha stabilito l’inizio dei lavori di rimodernamento dell’autostrada Messina-Catania per quattro gallerie, lungo il tragitto che collega le uscite di Taormina e Giardini Naxos. Questa scelta, avviata per concludersi, secondo le stime, il 30 novembre (oggi, sic), aveva previsto la chiusura della carreggiata verso nord e le conseguenti istituzioni di doppi sensi di circolazione. Prevista anche la chiusura dello svincolo di Taormina.

Un provvedimento di routine che in molte occasioni ha interessato diverse vie di comunicazione della Sicilia. I previsti disagi che, da ormai 45 giorni sono registrati su questo tratto autostradale, proprio su questo tratto sono incrementati da altre problematiche alle quali gli automobilisti, da qualche anno, avevano ormai fatto l’abitudine, trasformando il cambio di carreggiata all’altezza del paese di Letojanni, in una consuetudine alla quale rassegnarsi per il prossimo lontano futuro.

Questa è l’autostrada che, ormai da tre anni (era il 5 ottobre 2015), fa i conti con la frana che si verificò all’altezza del paese di Letojanni. Da allora, a parte la guerra mediatica scaturita per determinare le responsabilità del suo ripristino, tra Comune di Letojanni, CAS e Protezione Civile, ha soltanto dilazionato nel tempo l’inizio dei lavori di ripristino che, durante l’ultima ricorrenza del mese scorso, ha "ottimisticamente" partorito la possibilità che la percorribilità venga ristabilita entro i tre prossimi anni. L’idea è quella della realizzazione di due gallerie paramassi, con un costo iniziale previsto di 15 milioni di euro.

La zona in questione, come è noto, è di grande interesse turistico, essendo comprensiva delle località di Letojanni, Giardini Naxos, Taormina e Sant’Alessio, che ogni estate, convogliano milioni di visitatori, molto pazienti ed entusiastici delle bellezze naturali del luogo, e disponibili ad affrontare i disagi più imprevedibili per raggiungere le varie località, abituati anche, specialmente i turisti di oltreconfine, a lunghe passeggiate a piedi tra un paese e l’altro.

I veri problemi, quelli quotidiani, sono quelli che affrontano gli abitanti stanziali della riviera jonica messinese che, per motivi di lavoro, ogni giorno percorrono l’A18 per raggiungere i luoghi di lavoro nelle città di Catania e Messina. Scontata l’impraticabilità della sottostante statale 114 che, nel periodo estivo è affollata di auto vacanziere, che si vanno ad aggiungere al normale traffico locale e che crea file chilometriche ogni domenica sera, proprio all’imbocco del casello di Taormina, presso il quale c’è la rampa di accesso al paese.

Il cambio di carreggiata, sopra descritto, si è ritrovato aggravato dall’inizio dei lavori che, come abbiamo potuto verificare ieri sera, mentre eravamo direttamente coinvolti sul tratto che ha registrato l’incidente, non sembrano siano del tutto conclusi. Bisogna aggiungere, inoltre, che questa autostrada è stata protagonista di episodi similari a quello di ieri, anche nel recentissimo passato. Non più di una decina di giorni fa, un automobilista ha perso il controllo della sua auto, a causa delle fortissime piogge verificatesi nelle ultime settimane e del manto stradale diventato viscido, nel tratto compreso tra Giarre e Fiumefreddo. Sempre qualche settimana fa, un Tir in uscita dall’area di servizio Calatabiano ovest, è entrato in collisione con un’auto che percorreva il suo normale senso di marcia. Il giorno stesso, previsto per l’inizio dei lavori, un ragazzo catanese di 35 anni perse la vita andando a sbattere con un furgone contro la galleria di Giardini.

Se, a quanto appena descritto, andiamo ad aggiungere le frane che, frequentemente, interessano la statale 114, tra i massi che crollano dalle colline del Capo Alì alle esondazioni, l’ultima quella del Torrente Pagliara, situato sopra l’omonimo paese e Roccalumera, la comunicazione viaria tra le due grandi città siciliane, Messina e Catania, è diventata alquanto problematica, riversando sulla cittadinanza locale perdite economiche, derivanti dalle difficoltà del trasporto merci che, qui più di altre zone in Italia, viaggiano totalmente su gomma.

Gli errori del passato, le scelte scellerate di chi ha concepito i piani regolatori della zona, senza tenere minimamente in considerazione la fragilità del territorio, strozzato tra le colline e gli strapiombi sul mare, concependo la costruzione dell’autostrada, spesso a strettissimo contatto con la ferrovia, stanno ricadendo sul destino degli abitanti di oggi di queste zone, come in diverse occasioni abbiamo evidenziato sulle nostre pagine ( [1]).

Uscire da questa situazione non sembra sia di facile fattibilità, nonostante le continue promesse di risanamento del territorio che i nostri politici ci propinano, prima e dopo ogni chiamata alle urne. Forse occorrerebbe fermarsi un attimo, disposti anche a rinunciare a diversi anni di proventi derivanti dallo sfruttamento turistico di queste zone. Rattoppare le varie emergenze, con soluzioni palliative del momento, per ritrovarsi ad affrontare i soliti disagi ad ogni pioggia autunnale, tra strade disastrate, un eccessivo traffico di mezzi pesanti e la pur sempre distrazione associata all’imprudenza degli automobilisti, attaccati viralmente ai loro cellulari anche durante la guida, non è più proponibile. Se non lo capiamo da noi stessi cittadini, che viviamo e percorriamo queste pericolosissime strade, è ambiguo pretenderlo dai nostri amministratori.

[1] Incontro dibattito - Prima che...sette anni dopo - Santa Teresa di Riva (Me) 02 aprile 2017->undefined->https://www.girodivite.it/Lo-Streaming-Video-Incontro.html


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