In attesa dei giochi

Basta giocare, fateci capire. La manifestazione di sabato dei grillini è contro i vitalizi o contro il governo?
di Luigi Boggio - mercoledì 12 febbraio 2020 - 1135 letture

La manifestazione dei grillini di sabato è contro i vitalizi o il governo?

Ritengo che sia contro il governo anche per anticipare la mossa di Renzi sulla prescrizione che mira anch’egli di mandare in aria Conte. Entrambi convergono e si sbracciano per posizionarsi per qualche altro gioco di Palazzo.

Andare a casa ora è troppo presto allunghiamo non per il bene del paese ma per il nostro bene. Sarebbe, a mio avviso, una grave forzatura istituzionale non dare la parola ai cittadini con il rischio di lacerare il già debole tessuto democratico a causa anche delle diseguaglianze sociali e territoriali.

Forse ancora non si è capito la gravità della situazione però si gioca sulla prescrizione senza farci capire i contenuti della riforma del processo penale o agitando nuovamente la bandiera sbiadita dei vitalizi per evitare che gli organi della giustizia interna delle due camere si pronunciano sui ricorsi.

Però non dicono cosa è avvenuto nelle regioni sui tagli con una media che non supera il 20% rispetto al 46% e oltre del Parlamento e sul comportamento dei gruppi consiliari stellati durante la discussione delle leggi e del voto finale. Non c’è stata una regione dove non si sono divisi.

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Anche in Sicilia hanno dato spettacolo della loro unità interna ed espressiva. Grida e urla contro la casta con il divenire loro stessi casta aggrappata alle poltrone nel terrore di non ritornare il Parlamento.

In tempi non sospetti ho scritto che i tagli andavano fatti con equità e ragionevolezza come hanno fatto le regioni per chiudere senza ricorsi e caccia agli untori. Ma qui entriamo nel campo della sopravvivenza di un movimento che non sa più che pesci pigliare per averci già pensato altri.

Tante volte mi domando come si fa non capire che il nostro settore industriale arretra, che il Sud è piegato su se stesso, che i dazi stanno penalizzando l’agroindustria, che il conto degli embarghi alla Russia e all’Iran sono salati e non sappiamo quello che pagheremo per il virus?

Bisogna dire senza nascondersi che la compagnia fa acqua da tutte le parti e che non è in grado delle sfide d’affrontare.

Anche se i mezzi di manovra, per dire come stanno le cose, sono molto stretti però la possibilità di sbloccare i cantieri fermi e gli investimenti ci sono. Si tratta di mettere in campo quel capitale umano che possediamo fatto di visione e di coraggio, di competenze e di buona amministrazione.

Fare debiti ed emettere titoli di Stato senza sapere dove andare tarpa le ali a qualsiasi persone che vuole creare lavoro, mortifica saperi e intelligenze, preparare alla fuga. Con un paese di vecchi senza la creatività, la passione, il coraggio, la sfrontatezza e la spensieratezza dei giovane non si va da nessuna parte.



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