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Immigrazione: alcune cose da rimarcare

Articolo pubblicato sul blog di VISION (Roma - Italia) in data odierna

di Emanuele G. - mercoledì 17 giugno 2015 - 1875 letture

Il mio intervento intende far comprendere alcuni meccanismi collegati alla tematica immigrazione che non sono mai stati presi in considerazione. Sarebbe utile sapere il perché di codesta dimenticanza. Forse per nascondere la reale portata di tale fenomeno che rischia di sfuggire a qualsiasi controllo? O, anche, per celare le responsabilità dell’Occidente su uno dei temi su cui si gioca l’avvenire dell’Europa? Non è questa la sede per tentare di rispondere ai succitati interrogativi. Andiamo, pertanto, a porre la nostra attenzione su quei meccanismi accennati poc’anzi. Essenzialmente gli ambiti sono due: riduzione delle tutele in Europa ed eventuale default del modello del welfare europeo.

RIDUZIONE DELLE TUTELE IN EUROPA – E’ chiaro che ci troviamo innanzi a un “terribile mercato degli uomini”. Un fenomeno non imprevisto e che si ricollega alla deriva sempre più liberista in termini di tutela dei diritti dell’uomo che i meccanismi dell’economia globale stanno appalesando da Reagan e Thatcher in poi. Uno degli obiettivi strategici è di sostituire chi ha un lavoro regolamentato da precise normative in materia con altre persone in possesso di poche garanzie se non nulle. Questo perché è necessario al liberismo contemporaneo innalzare al massimo la soglia del profitto. La logica conseguenza che cosa è se non diminuire le spese per il personale impiegato? Le strade per ridurre tali spese sono tre: tagliare i salari o licenziare oppure sostituire un lavoratore garantito con uno che non ha garanzie. Non è quello che sta succedendo in Europa? Più passa il tempo più diminuiscono le persone assunte con rigorose garanzie. Esse sono rimpiazzate da gente senza diritti e perciò facilmente ricattabili e schiavizzabili. E chi sono queste persone ricattabili e schiavizzabili se non tutti questi disgraziati che a costo della vita e di un salasso economico impressionante si mettono ad attraversare deserti e mari per sbarcare in Europa? Queste persone sono speculari a un orientamento che si sta sempre più affermando in Europa. In un certo senso si intende rendere le società europee più addomesticate facendo diminuire la platea dei lavoratori garantiti.

EVENTUALE DEFAULT DEL WELFARE EUROPEO – Un’immigrazione incontrollata alla fine farà saltare il welfare. Ossia la più grande conquista che i popoli dell’Europa moderna hanno ottenuto dopo decenni di dura e forte lotta. In che modo accadrà ciò? Abbiamo visto dell’interesse del liberismo internazionale a sostituire una persona garantita con un’altra che non lo è. Il nuovo assunto sarà pagato meno e persino al nero. Questo cosa significa? Che affluiranno sempre meno contributi versati agli stati europei in termini di contributi assicurativi, previdenziali e sanitari. Ovverossia la base finanziaria mediante cui lo stato assicura i servizi. L’Unione Europea e gli stati europei hanno pensato all’avverarsi di simile dinamica? Vorrei capire se tutti noi europei abbiamo elaborato una nostra idea in merito all’immigrazione incontrollata che stiamo subendo. E’ evidente di no in quanto ci si rifugia spesso in un “buonismo” stupido ed inquietante. Testimone di un continente che ha perso del tutto ogni contatto tangibile con la realtà.

In sede di conclusione è indifferibile che il dibattito sull’immigrazione esca al più presto dagli angusti steccati della contrapposizione “razzismo si”/“razzismo no” per affrontare sul serio un argomento epocale ed essenziale per il nostro stesso essere europei.

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