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Immigrazione. A Milano i vigili urbani sperimentano le retate

Salgono sui pullman e bloccano gli stranieri. Chi non è in regola viene fatto salire su un altro pullman con sbarre ai finestrini e portato via. Plauso da parte di molti cittadini mentre la sinistra è in preda all’afasia

di Adriano Todaro - giovedì 5 giugno 2008 - 7067 letture

Nel bellissimo “Rocco e i suoi fratelli”, il geniale Luchino Visconti narra le vicende della famiglia Parondi, lucani trasferiti a Milano in cerca di fortuna. In una delle primissime scene, il maggiore dei figli si vede arrivare, all’improvviso, a Milano, tutta la famiglia, madre e quattro fratelli e non sa come sistemarli. Si reca, allora, dal guardiano del cantiere dove lui lavora e si sfoga con lui della situazione: “Ma come faccio. Senza casa, dove li sistemo?”. Il guardiano è un milanese vecchio stampo che un po’ in dialetto e un po’ in italiano per far capire al lucano come comportarsi, alla fine esclama: “Ma va là, che Milano non lascia nessuno per strada”.

Milano, inverno 1944. E’ un inverno freddissimo, sporco. C’è poco da mangiare e i pochi passanti camminano rasenti i muri. Squadre di fascisti, molti dei quali ragazzini di 14-16 anni, mitra imbracciato, fanno improvvise retate. Fermano i pochi tram in circolazione, salgono e quelli che hanno “la faccia da ebreo o da comunista” (?) sono presi e portati dove oggi c’è il Piccolo Teatro, in via Rovello. Saranno interrogati, seviziati, per poi essere portati a San Vittore e da lì sui treni per i campi di eliminazione.

Mi sono venuti in mente questi due episodi quando ho appreso di ciò che è avvenuto a Milano, la città “con il cuore in mano”, la città che non lascia nessuno per strada. “Rocco e i suoi fratelli” lo dovrebbero vedere tanti amministratori comunali. Delle vicende del 1944, invece, quegli amministratori fanno finta di non sapere nulla anche perché di quei razziatori sono degni epigoni.

Palazzo Marino ha formato una squadra specializzata in rastrellamenti nei confronti degli immigrati. Portano occhiali scuri, manganello, sono decisi, sicuri di fare il proprio dovere. D’altronde, come dice il loro comandante Emiliano Bezzon, “L’attività [dei vigili] sui mezzi pubblici non è certo una novità”.

Certo che no. Non è una novità. Ma quello che è avvenuto pochi giorni or sono è la sperimentazione delle retate di massa, esattamente come facevano, nel 1944, i fascisti. Cosa è successo? E’ successo che sono saliti sulla linea filobus 90 e 91 e hanno chiesto i documenti a tutti quelli che avevano la “faccia da immigrato”. Se non avevano il biglietto oppure il permesso di soggiorno, senza troppi complimenti venivano fatti scendere e caricati su un altro autobus, con le sbarre ai finestrini e portati via.

Felice e gongolante il vice sindaco, ex Msi, Riccardo De Corato: “In tre giorni gli agenti hanno fermato 33 clandestini di cui 2 con ordine di espulsione”. Tutto qua? No. Nel 2007 continua De Corato ci sono stati 8.051 controlli sui mezzi Atm; 6.811 sanzioni amministrative, 1.740 sequestri di merce abusiva, 173 denunce e 10 arresti.

E’ ormai uno scenario inquietante che dovrebbe far insorgere tutte le persone di buon senso. Invece non c’è reazione. La sinistra (comunque la si voglia chiamare) è balbettante, i campi rom vengono bruciati, le aggressioni agli stranieri si moltiplicano così come le ronde xenofobe. Gli amministratori di “sinistra” gettano benzina sul fuoco con dichiarazioni che starebbero bene in bocca a De Corato. Invece sono pronunciati, a Milano, dal presidente della Provincia Filippo Penati e a Bologna dall’ex sindacalista paracadutato a Bologna per non farlo più parlare, Sergio Cofferati. Ma nella Giunta della Provincia di Milano c’è anche la cosiddetta “sinistra radicale” che, imperterrita, continua a sorreggere Penati.

Il Corriere della Sera ha messo in piedi un forum e tantissimi hanno detto la loro. Anche quelli di sinistra (almeno così si autodefiniscono). Tutti ad affermare che “finalmente si vede qualcosa”, “Era ora”. E’ questo che preoccupa. Questa voglia di farsi giustizia da soli, di essere permeabili a chi mostra manganelli e muscoli e che inghiotte tutte le banalità che gli vengono propinate. Come quella del capo della polizia Manganelli (il nome vorrà pur dire qualcosa) il quale afferma che la più alta percentuale di reati è commessa da immigrati clandestini. E che scoperta è? Bisognava diventare capo della polizia per dire simili idiozie? Certo che è così e l’abbiamo sempre saputo come sappiamo che è proprio la clandestinità che porta a commettere reati. Se si riduce la clandestinità con le politiche dell’accoglienza e si permette l’ingresso per la ricerca di lavoro è possibile ridurre non solo il numero dei clandestini, ma anche i reati.

La scorsa settimana, a proposito della politica del governo nei confronti degli stranieri, don Luigi Ciotti ha scritto di vergognarsi come cristiano e italiano. Purtroppo sono pochi quelli che si vergognano. Ancora pochi quelli che riescono ad indignarsi di questi vergognosi episodi. Per risalire la china, c’è una strada molto lunga da compiere e non sarà facile. Per ora ha vinto, ancora, la cultura del “cosa me ne frega di loro”, la cultura della chiusura, la cultura dei “padroni a casa nostra”. La cultura di destra. Sì, bisogna proprio vergognarsi di essere italiani. La Milano di Visconti non c’è più. E’ tornata la Milano del 1944. E, speriamo, possa tornare anche la primavera del 1945.


- Ci sono 7 contributi al forum. - Policy sui Forum -
Immigrazione. A Milano i vigili urbani sperimentano le retate
7 giugno 2008

C’è un piccolo particolare:Rocco ed i suoi fratelli erano italiani.Uno Stato che non riesce a garantire quasi niente, o ben poco, ai suoi cittadini,che cosa può garantire agli immigrati clandestini? Costoro,a causa appunto della clandestinità,non pagano tasse,vivono al di fuori di quelle che sono le regole e le leggi di uno Stato,ma pretendono uguali diritti.Ho viaggiato molto( come studentessa o come turista mi era proibito assolutamente lavorare e rimanere "sine die" nel paese che in quel momento mi ospitava) e sono vissuta a lungo all’estero, ma se dimenticavo di rinnovare il permesso di soggiorno,l’indomani dietro la porta di casa c’era la polizia pronta a rispedirmi in Italia.Perchè l’Italia dovrebbe agire diversamente dagli altri Paesi? Perchè lo dice la Chiesa Cattolica?!!Il Vaticano ed i suoi preti perchè non costruiscono un bel campo nomadi a Piazza S. Pietro,così possono toccare con mano i vari problemi che tutto questo loro "buonismo"comporta ?!!.Ma ognuno tira acqua al suo mulino,spacciandosi falsamente per buono o idealista,ma in realtà mosso solo da interessi personali.Il problema dell’immigrazione va affrontato razionalmente e legalmente,senza false demagogie ed ideologie,se non si vogliono avere tensioni sociali.In nome di questa demagogia ci si dimentica o si fa finta di dimenticare,che tanti nostri meridionali sono disoccupati,ma questa politica fa comodo ai ricchi imprenditori del nord che, chiedendo manodopera straniera a basso costo, hanno meno costi e più profitti.Chi se ne frega del sud!! Forse noi Italiani dovremmo ancora una volta fare fagotto, o magari andare al WWF per farci proteggere come razza in via di estinzione, e lasciare il posto ai tanti clandestini che hanno più meriti e più precedenza di noi? Chi viene in Italia per delinquere, deve essere rimandato al proprio paese, perchè già di delinquenti nostri ne abbiamo fin troppi( vedi mafia,ndrangheta e camorra).Bisogna fare una seria politica del lavoro e dell’immigrazione,perchè tutti abbiamo bisogno di regole chiare e di legalità, per evitare futuri scontri sociali e problemi di xenofobia.Vincenza
    Immigrazione. A Milano i vigili urbani sperimentano le retate
    17 novembre 2008, di : oe

    completamente d accordo con te!
Immigrazione. A Milano i vigili urbani sperimentano le retate
7 giugno 2008, di : Davide

In Italia, come in molti altri Paesi dell’occidente opulento vince l’ egoismo familistico, vige la guerra dei poveri.

C’è chi sostiene, (soprattutto la destra più estrema) "prima gli italiani poi gli stranieri", anzi ancora meglio, "rispediteli a casa; a morire al loro Paese devono andare" questo è quello che da più parti ormai si sente dire.

E i nostri bravi governanti hanno capito che la demagogia del "dagli al negher", il fomentare un conflitto sociale tra gli italiani che vivono sempre di più facendo i conti con disoccupazione e crescita dell’ inflazione, perdita del potere d’acquisto, e gli immigrati che - pur versando in condizioni spesso di povertà assoluta e di disperazione - non possono ricevere alcuna solidarietà. Anzi loro, gli "stranieri", ci tolgono il lavoro (che invece scarseggia per la crisi economica globale e per una crisi italiana che rasenta la recessione), il diritto alla casa (mentre i "signori" con 3 o 4 appartamenti magari al centro possono permettersi di lasciarli sfitti, anzi magari ci speculano pure acquistandoli a prezzi stracciati e rivendendoli a caro prezzo), poi ci stuprano le nostre donne (mentre dati ISTAT dicono che il 90% delle violenze sulle donne è commesso da persone vicine, per lo più partner o amici italiani).

Insomma ma di cosa stiamo parlando.

Dovremmo invece individuare le vere responsabilità in capo a coloro che ci governano nelle istituzioni nazionali ed internazionali, nelle scelte di chi gestisce il mondo delle imprese e della finanza globale, questi sono i veri responsabili a cui dovremmo tutti presentare il conto, italiani e cittadini del mondo, qualsiasi sia la loro nazionalità.

Perchè se le cose vanno come vanno la responsabilità non è certo di chi emigra per migliorare la propria condizione economica e sociale ma di coloro i quali abbiamo delegato a decidere per noi, della nostra vita e di quella dei nostri figli.

Immigrazione. A Milano i vigili urbani sperimentano le retate
10 giugno 2008

Dalle mie parti se fai una retata in un bar nell’ora di punta ci arresti tre quarti della caserma dei vigili urbani (grossi bevitori di caffè e trangugiatori di pasticcini).
Immigrazione. A Milano i vigili urbani sperimentano le retate
2 luglio 2008, di : riki

vorrei vedere se ad uno che vuole gli irregolari zigari ecc. se gli picchiassero la figlia se dopo la pensano ancora cosi
Immigrazione. A Milano i vigili urbani sperimentano le retate
11 luglio 2008, di : Gio

Bisogna contrastare questo regime fascista e ipocrita, in ogni modo senza affidarsi ai modelli che ci propone una pseudo opposizione inesistente. L’altro giorno un paio di controllori alla fermata MM Duomo mi fermano per chiedermi il biglietto, temporeggio un pò, un pò tanto.. tantochè i due già se l’ammiccavano tra loro come per dire: "ehehe sgamata, è italiana ma la paga nò..".. Continuo a fargli perdere tempo facendo in modo che la folla dell’ora di punta scorra indisturbata, e dicendogli che sto facendo di tutto per fargli perdere tempo, di modo che chi non ha il biglietto possa facilmente transitare per la sua destinazione, indisturbato. Dopo avergli mostrato il biglietto gli ho augurato di prendere una manica di botte e magari un bel manganello proprio lì, ma magari no, perche forse gli piace pure. Per non parlare degli ultra pensionati con pettorina azzurra "Milano sicura" (GIURO! Li ho visti alla mm Rogoredo, colore migliore non c’era per gli anni azzurri, appunto..), alla cui vista prima divertita e poi schifata li ho guardati malissimo, un vecchio ha farfugliato qualcosa, gli ho domandato se aveva dei problemi particolari, e poi l’ho visto scomparire. Tornando dall’ufficio ho visto ferma un auto dei caraBBBBinieri, piu avanti un gruppo di stranieri, ho tirato giù il finestrinO e gli ho detto che il nemico era un pò piu avanti, di cambiare strada.. Questo è il mio contributo. Io li aiuto così e così contrasto ciò che non tollero. Oggi ci sono i rom, dmn ci saranno i musulmani, dopodomani gli omosessuali, poi i meno abbienti, poi ci sarai te.
Immigrazione. A Milano i vigili urbani sperimentano le retate
26 agosto 2008, di : Draven

No, poi non ci sarò io, e sai perchè? perchè a differenza di te e di tutti quelli che difendi con questo fare da rossa paladina, credo che in Italia, come in qualunque altro paese, le persone si debbano suddividere in base alla loro onestà; chi fa il furbo, non fa il suo dovere di cittadino, oppure cittadino non lo è proprio, ma vuole solo succhiare il sangue del nostro paese senza dare nulla in cambio, deve essere punito a norma di legge e se non è Italiano deve essere rispedito a casa assicurandoci che non ritorni. Piantatela comunistoni di riempirvi la bocca con parole come fascismo e razzismo, primo perchè il comunismo ha fatto di peggio e secondo perchè se in Italia siamo arrivati a dover fare le retate è per colpa vostra che avete attirato qui tutta la feccia del mondo illudendoli e illudendovi che l’Italia potesse sfamare tutto il terzo mondo.