Sei all'interno di >> GiroBlog | L’Uomo Malpensante |

Immanenza e struttura cellulare

Quali le caratteristiche del mondo contemporaneo? Proviamo a dare qualche risposta utilizzando le categorie dell’ "immanenza" e della "struttura cellulare"

di Emanuele G. - mercoledì 24 febbraio 2016 - 3497 letture

In che mondo viviamo? Che mondo è? Gli interrogativi posti non sono certo di facile risoluzione. Soprattutto da quando il bipolarismo non lo - mi riferisco al mondo - rappresenta più. Da quel momento si sono susseguite diverse teorizzazioni sul mondo contemporaneo. Teorizzazioni che appalesano un limite molto importante. Cercano di ricostruire un’identità del mondo utilizzando nuovamente categorie astratte. Nel senso che si intende costringere il mondo come lo vediamo oggi negli angustri parametri secolari di visioni aprioristiche. In breve, si inizia il processo di comprensione del mondo dalla fine. Ossia dalla sua definizione. Trattasi - palesemente - di un grave errore di procedura. A mio avviso. E’ necessario, al contrario, partire da una descrizione delle dinamiche del mondo per poi tentare di definirlo. Il definire ha un senso solo dopo aver analizzato la realtà che ci corre sotto gli occhi. Prima diventa un mero esercio intellettuale inutile e, in certi casi, pericoloso.

Nell’articolo che state leggendo vorrei appuntare la vostra attenzione su due aspetti del mondo attuale. "Immanenza" e "struttura cellulare".

A me pare che il chiedersi il perché degli "accidenti" sia venuto a noia. Non ci si chiede più la genesi di un fatto o di un evento. Il chiedersi sembra appartenere a categorie abbandonate nel passato. Se l’Ottocento aveva rappresentato il periodo d’oro delle ideologie capaci di spiegare tutto. Se il Novecento aveva innescato una feroce critica alle ideologie ottocentesche. Il nostro tempo ha deciso di sfoltire i ranghi delle categorie ottocentesche e novecentesche per giungere alla massima semplificazione possibile. Non si vuole più perdere tempo nel trovare spiegazioni. L’unica domanda che ci si pone è la seguente: il fatto "x" è utile a noi? Se lo è andiamo avanti perché crediamo che ci porterà giovamento. Altrimenti non ci interessa più. Ecco, dunque, la caratteristica "immanente" del mondo di oggi. Ci si occupa di quello che succede al momento e se riscontriamo nel fatto "x" un qualche livello di interesse lo accettiamo. Per certi versi il senso del pragmatismo tipicamente anglo-sassone ha prevalso sulle pesanti costruzioni culturali dell’Europa continentale. Pragmatismo che riceve ulteriore rafforzamento dalla diffusione del pragmatismo orientale. Anche le filosofie orientali non si preoccupano del perché delle cose. Sono piuttosto da considerarsi come ammonimenti per un vivere meno problematico e maggiormente pragmatico. La prevalenza di orientamenti pragmatici fa si che il mondo di oggi si occupi solo del presente e se tale presente è utile alla nostra vita. Da qui l’ "immanenza" come caratteristica peculiare dei tempi che viviamo.

Un altro aspetto considerevole del mondo di oggi è l’affievolirsi di una concezione verticale della vita. Cosa significa "concezione verticale"? Fino a pochi anni fa eravamo inseriti in una struttura sociale al cui apice vi era lo Stato. Uno Stato onnipresente. Allo stesso tempo erano particolarmente possenti i c.d. "corpi intermedi". Partiti politici. Sindacati. Associazioni. Movimenti. Così non è più. Tale costruzione "verticale" sembra essere crollata a causa di un mondo sempre più globale. Un mondo globale in cui gli Stati ed i "corpi intermendi" fanno un’enorme fatica ad essere attivi e a capire quanto stia succedendo. Il venir meno di una "concezione verticale" ha fatto sì che venissero meno le ragioni stesse dello stare assieme fra gli esseri umani. Persino le famiglie - anticamente fulcro della società - sono state aggredite con un’azione possente. Il risultato è che la società contemporanea orfana della "concezione verticale" e del senso in comune è simile a un tessuto lacero dentro il quel l’essere umano è solo. Rassomiglia a una monade incapace di comunicare con gli altri proprio perché le strutture di assieme si sono viepiù indebolite. O, persino, sono scomparse. In considerazione di tutto ciò è venuta emergendo una società basata su una strttura c.d. "cellulare". Una struttura costituita da un solo essere umano. Una struttura sociale che prevede un numero "n" di "strutture cellulari" quanto sono gli esseri umani. Ogni essere umano si organizza le proprie dinamiche in seno a tale struttura. Non per nulla si parla di famiglie composte da un "single". La "struttura cellulare" indica lo spazio vitale di un essere umano oramai privo di rapporti di comunanza con gli altri suoi simili. Una situazione francamente negativa e inquietante.

Un mondo che si regge sull’ "immanenza" e sulla "struttura cellulare" è un mondo fragile e debole. Un mondo non all’altezza delle sfide della modernità. Comprendere, invece dell’ "immanenza", e stare assieme, opposto alla "struttura cellulare", sono valori che dobbiamo recuperare. Non in seno a una visione conservatrice. Non si può e non si deve ritornare indietro! Il mondo è in fin dei conti uno solo e volenti/nolenti dobbiamo accettare tale dato di fatto.

Crediti fotografici: immagine tratta dal sito http://www.rsi.ch.


Rispondere all'articolo - Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -