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Ilvo Diamanti “Sillabario dei tempi tristi” (Feltrinelli)

Un libro agile per descrivere con felice intuizione la complessa realtà della società italiana.

di Emanuele G. - martedì 29 novembre 2011 - 3926 letture

Un paradosso. Mica abbiamo bisogno di corposi saggi sociologici per conoscere la realtà che ci circonda. Bastano libbricini di poche pagine che riescono a focalizzare meglio le questione sul tappeto. Il problema è che nel caso di “Sillabario dei tempi tristi” l’autore è un sociologo. Appunto un paradosso!

“Sillabario dei tempi tristi” è la nuova edizione aggiornata e ampliata della fortunata prima edizione uscita nel 2009. Sempre per i tipi della Feltrinelli. In quest’ottica trovo opportuno aver conservato la premessa della prima edizione che entrando in dialogo con quella della seconda ci permette di comprendere alcune cose delle dinamiche i nessere nella società italiana. E l’autore ha avuto il pregio di costruire le premesse e il resto del libro utilizzando non gli austeri canoni delle scienze sociologiche. Bensì il metro dell’esperienza personale. A partire dalla morte del proprio cane. Ciò ci rende il libro particolarmente affascinante e capace di rappresentare un’immagine alquanto fedele di ciò che siamo.

Il libro è costruito sulla falsariga dei sillabari ottocenteschi. Nel senso che ad ogni voce corrisponde un testo teso a spiegarla. Quindi, ad esempio, la voce “alluvione” da adito all’autore di descrivere la situazione del natio Veneto ferito da eventi climatici straordinari. Si parte da un particolare personale per svolgere un ragionamento che comporta una riflessione collettiva sullo stato del nostro ambiente. Oppure la voce “esami” dove il Prof. Diamanti parla della sua personale esperienza di studente al momento di affrontare le forche caudine degli esami. “Iperrealtà”, invece, gli fornisce l’occasione di discutere su alcune fisime della Lega in rapporto al tema fondamentale della sicurezza. Con “mostri” si affronta il problema degli omicidi in famiglia più eclantati che hanno scosso l’opinione pubblica negli ultimi anni. “Professori” è una voce amara poiché si percepisce chiaramente il dramma della scuola italiana di oggi. Dramma che parte dalla “diminutio” del prestigio della figura del professore. “Sillabario dei tempi tristi” – l’avete compreso – è costruito così: voce/testo. La voce è un qualcosa che ci identifica tutti poiché è un aspetto della realtà a cui noi tutti siamo molto interessati. Il testo, fuori dagli alvei scientifici, è diretto, molto reale, per nulla metafisico e aderenziale alla problematica di riferimento.

Un libro davvero prezioso. Ci fornisce una fotografia di un paese complesso e che via via ha perso alcune delle sue ataviche certezze perché è entrato in contatto con il mondo globalizzato. “Sillabario dei tempi tristi” è un viaggio nell’Italia senza illusione e senza prosopopee tecniche. Ne esce un’Italia come natura crea. Un’italia che in questi momenti di crisi acuta, grave avrebbe bisogno di ritrovare un senso comune di appartenenza. Partendo da cose semplici. Ad esempio dalle voci del sillabario…


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