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Il web parla cinese


Anche il web è invaso dai cinesi. Centodieci milioni di utenti, 75 milioni di indirizzi Internet, tassi di crescita di poco inferiori al 150 per cento annuo...
domenica 20 agosto 2006, di Vincenzo Raimondo Greco - 522 letture

Anche il web è invaso dai cinesi. Centodieci milioni di utenti, 75 milioni di indirizzi Internet, tassi di crescita di poco inferiori al 150 per cento annuo: sono i numeri, da capogiro, di una Cina che fa il boom anche in rete. E’ quanto rivela Focus.it, newsletter del Cnr, che ha pubblicato un dossier, arricchito dalle dichiarazioni del portavoce del Registro internet cinese, Yang Yu, sulla diffusione di Internet in Cina. Non solo, quindi, un gigante mondiale a livello economico ma, da oggi, anche una crescita esponenziale nel settore tecnologico: capace, da zero e in meno di un lustro, di superare di slancio buona parte dei paesi industrializzati e collocarsi al sesto posto nel mondo per numero di domini Internet registrati.

Il Drago cinese, attraverso il suo organismo di gestione della Rete (Cnnic), è in grado non solo di quantificare esattamente il numero di domini a targa cinese (.cn) registrati (circa 1.100.000 a gennaio 2006), ma anche l’utilizzo degli altri suffissi internazionali sul proprio territorio (1.202.497 domini a targa .com, 216.533 .net, 76.452 .org) per un totale di oltre due milioni e mezzo di nomi (in crescita del 153,9 per cento rispetto al 2005): la prima potenza dell’Asia, la sesta nel mondo. “Ugualmente impressionanti - si legge nel comunicato del Cnr -i numeri sulla crescita degli utenti: nonostante la Rete e le sue infrastrutture siano sviluppate solo nei centri urbani, escludendo quindi la stragrande maggioranza della popolazione che vive confinata nelle aree rurali, oggi la Cina conta 110 milioni di navigatori che crescono al ritmo del 20 per cento l’anno”.

Yang Yu, commentando le statistiche, evidenzia la forte capacità attrattiva del Registro cinese, che già oggi offre i propri servizi anche ai clienti stranieri dando loro l’opportunità di proteggere i propri marchi commerciali sulla rete .cn.

La rivista “Focus .it”, diffusa tra le circa tremila società italiane e straniere che registrano nomi a dominio italiani, riporta anche una dettagliata statistica sul profilo degli utenti cinesi, nonché delle principali limitazioni allo sviluppo della rete Internet cinese. A cominciare dalla censura, che coinvolge a pieno titolo i giganti dell’informatica mondiale: digitando “free Tibet” sui motori di ricerca internazionali si ottengono oltre 7 milioni di risultati, mentre sugli omologhi cinesi non si arriva alla decina.

La “radiografia” del Registro Internet cinese è accompagnata anche dai pareri dei rappresentanti di forze politiche e imprenditoriali italiane - tra gli altri il presidente della Piaggio Roberto Colaninno e il governatore della Regione Toscana Claudio Martini - e da quello, non meno significativo, degli immigrati cinesi che vivono in Italia e che hanno fatto della Rete il principale mezzo di comunicazione con i propri cari rimasti nel paese d’origine.

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