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Il voto di oggi

La Costituzione che rimane l’avevano scritta proprio per evitare il ritorno del fascismo, così ci si dà tutti quanti una bella calmata. Ricordo peraltro che si tratta del 60% degli italiani... Un intervento di Giuseppe Civati
di Redazione - lunedì 5 dicembre 2016 - 2496 letture

Prima di tutto, la vera questione. La Costituzione che rimane l’avevano scritta proprio per evitare il ritorno del fascismo, così ci si dà tutti quanti una bella calmata. Ricordo peraltro che si tratta del 60% degli italiani, che hanno votato così. Prima di guardare le cose da «un solo punto di vista» e dare del fascista a tutti quanti. Anpi compresa. Che chissà perché l’Anpi doveva avercela con il Pd, essendo quasi tutta composta da persone vicine (o iscritte) al Pd. Misteri, vero? Poi una serie di considerazioni.

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costituzione

Chi mi conosce sa che quando la riforma è stata votata, ero convinto che il No fosse una campagna difficile e insomma perdente. Eppure abbiamo deciso che era una posizione da difendere, ancorché minoritaria. E di illustrare le nostre ragioni, nel merito, con pacatezza, con gli approfondimenti, con un libro, con le parole giuste, con i toni corretti. E non abbiamo mai derogato a questo stile, nonostante fosse partita una rissa indicibile.

Fare una riforma così non aveva e non ha senso, dicevamo, da prima che diventasse materia delle contrapposte propagande. Dall’inizio del 2014, quando non si mobilitava nessuno o quasi all’opposizione.

Il messaggio del governo era facile e il nostro messaggio più complicato, lo sapevamo. Però, ragionavamo allora come ragioniamo oggi, era inevitabile segnalare contraddizioni e mancanze di questa ’riforma’, votata in Parlamento (con un premio di maggioranza dichiarato incostituzionale) in modo aggressivo, a colpi di maggioranza, senza fermarsi di fronte alle obiezioni di alcuno, nemmeno di chi faceva parte della stessa maggioranza. Insieme alla ’riforma’, l’Italicum, nato al Nazareno, in profonda sintonia, come ricorderete, che poi hanno deciso di cambiare, perché non vincevano più con il ballottaggio premio.

Per il resto, se si vuole evitare l’avvento di qualsiasi populismo, si consigliano due cose: di non fare i populisti, perché è capitato anche questo (la hybris, anche), in una campagna a tratti surreale, smodata e eccessiva, sprecona e strumentale, che ha coinvolto malati e bollette elettriche, che ha adottato toni assurdi, con la casta che faceva l’anticasta, per dirne una; e di fare le cose bene, senza arroganza, senza schierarsi dalla parte del sistema sempre e comunque, in ragione di un’analisi della realtà troppo ottimistica, propagandistica e insomma autoreferenziale.

E poi gli errori di chi ha dettato i tempi e i modi di quella che è stata concepita irresponsabilmente come una «sfida».

Chi ha voluto costruire una ’riforma’ all inclusive, facendo quindi votare su un unico quesito, è stato il governo.

Chi ha deciso di prolungare fino all’ultimo giorno utile questa campagna è stato il governo.

Chi ha deciso di trasformarla in un voto politico, a prescindere da tutto e da tutti, è stato il governo.

Chi ha dileggiato l’«accozzaglia» (di cui facevano parte anche esponenti del partito del governo), è stato il governo.

Chi ha voluto mettere un leader contro tutti, sulla Costituzione (!), è stato il governo.

Chi ha voluto caricare la riforma di significati plebiscitari, fin dall’inizio del dibattito parlamentare, è stato il governo.

Chi ha voluto sostenere una riforma che non gli piaceva, perché c’erano altri motivi, era chi aveva la preoccupazione di sostenere il governo.

Da ultimo, ma per primo: quando c’è da votare qualcosa di importante e opzioni in campo diverse, le persone votano. Quando ci si appallottola su posizioni simili, destrasinistracentro, le persone si appassionano di meno. E le italiane e gli italiani hanno votato. Largamente. Senza equivoci. Hanno votato le persone, non i partiti. Come è ovvio che sia in un referendum, soprattutto un referendum costituzionale.

E fare paura alle persone, per l’ennesima volta, si rivela infondato, sbagliato, troppo vistosamente strumentale. Gli spauracchi sono controproducenti: il loro effetto si rovescia puntualmente. Bisogna fare le cose meglio, soprattutto se la popolazione si sente fragile. Se è già spaventata dalla realtà che vive.

Due note a margine: i giovani (sotto i 35 anni) hanno votato al 70% per il No. E anche la Campania delle «fritture» ha detto No. Son cose. Democratiche.


Articolo pubblicato sul blog di Civati.



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