Sei all'interno di >> :.: Primo Piano | Città invisibili |

Il vaccino che abbiamo scoperto

Un intervento di Giuseppe Civati sulle cose che (ri)scopriamo ai tempi del coronavirus
di Redazione - mercoledì 4 marzo 2020 - 857 letture

Abbiamo scoperto che non si vive soli. Che esiste una cosa chiamata società. Abbiamo scoperto a che cosa servono le nostre tasse, perché provate a curarvi da soli, spendendo di tasca vostra per procurarvi il vostro posto in terapia intensiva.

Abbiamo scoperto che la scienza non è una chiacchiera da bar, anche se hanno provato – anche alcuni scienziati – a trasformarla in una conversazione al bancone. Provano a curarci con il narcisismo, il loro.

Abbiamo scoperto che ci vuole rispetto, per la scienza e per gli scienziati. Commentare con leggerezza, avere la battuta pronta, assumere forti dosi di qualunquismo, non serve a guarire.

Abbiamo scoperto che la politica è necessaria. Può essere certo dannosa, tra gaffe globali tipo quelle offerte all’intero pianeta dai presidenti Mascherina e Mangiatopi, che sembrano figure della commedia dell’arte, tra soggetti non proprio autorevoli che trasformano ogni cosa, addirittura un virus per cui muoiono le persone, in una campagna elettorale. Però serve, la politica, perché mette in fila regole e interessi, perché cerca di comporre i contrasti, perché amministra tutto ciò che sta tra di noi.

Abbiamo scoperto che i localismi lasciano il tempo che trovano, che anche le zone più fortunate possono essere esposte – e in alcuni casi e sotto certi profili lo sono più di altre.

Abbiamo scoperto che un uso smodato della comunicazione, la paura da cavalcare, l’aggressività da diffondere, si rovesciano in un’ansia generalizzata. Ed è subito panico.

Abbiamo scoperto che se spari un titolo, poi ne devi sparare uno uguale e contrario per rimettere a posto le cose.

Abbiamo scoperto che il selfie come stile di vita non ci dice nulla degli altri e poco di noi stessi.

Abbiamo scoperto che ci sono flussi che si intrecciano, quelli migratori, quelli economici, quelli turistici. E non solo per decisione altrui, quasi sempre per decisione nostra, di chi fa affari, di chi cerca il costo più basso, di chi non si fa problemi. Con Marco Tiberi e con il Pojana una volta l’abbiamo chiamata «Lobby Schei». Scherzavamo, ma non è uno scherzo.

Abbiamo scoperto quello strano oggetto ancora poco identificato che si chiama clima, nel senso più largo e grande del termine.

Abbiamo scoperto che ci sono persone che se non lavorano, perché c’è il coprifuoco o la quarantena, rimangono senza stipendio, all’insegna di un modello economico che mostra ancora una volta la corda. Anzi, la corda non c’è proprio più.

Ecco, è questo il vaccino di cui abbiamo soprattutto bisogno. Di una nuova consapevolezza, anzi, di una consapevolezza rinnovata, perché da qualche parte lo sapevamo che le cose stavano così.

Scusate se è poco.


fonte: Ciwati



Rispondere all'articolo - Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -