Lentini è stata esclusa dall’elenco dei comuni siciliani a vocazione turistica. Un’altra pesante sconfitta per la città.
Vorrei capire come mai Lentini, che ha ricevuto in regalo dalla storia uno dei più importanti siti archeologici della Sicilia, non sia stata inclusa nell’elenco dei comuni siciliani a vocazione turistica. E’ un paradosso le cui motivazioni di fondo non sono da ascrivere al caso, ma alla totale assenza di qualsiasi programmazione nel campo del turismo.
Già la programmazione. Molti si riempiono la bocca di questa parola magica per poi dimenticarsene con incredibile rapidità. Il professore Montemagno, docente dell’Università di Catania, ha speso tutta una vita per far capire in Sicilia che il turismo è una cosa seria. Il turismo, invero, non può essere governato mediante azioni estemporanee. Esso necessita di un approccio “industriale”. Ovverossia di un quadro organico di riferimento dove attori, risorse, dotazioni, infrastrutture, promozione e iniziative devono trovare un momento di sintesi programmatica.
A Lentini si è fatto tutto il contrario.
Prima di tutto, non è mai esistito un vero e proprio assessorato al turismo. Tale delicatissimo settore è stato incluso nel più generico ufficio “Sport-Turismo-Spettacolo”. Denominazione che dice assolutamente nulla perché fa capire che il turismo per il Comune di Lentini è solo offrire qualche spettacolo e nulla di più. Sarebbe stato più sensato accorparlo con l’assessorato alla cultura in quanto spesso la programmazione culturale e quella turistica vanno di pari passo. Inoltre, il settore non può vedere impiegate persone con semplici mansioni "impiegatizie". C’è bisogno di personale altamente specializzato e in grado di fare programmazione.
Le risorse destinate al turismo sono state del tutto inconsistenti. Non c’è mai stata un’appropriata politica di reperimento di adeguate risorse. Fase propedeutica fondamentale da sviluppare assieme agli altri attori istituzionali e a partner privati. Le poche risorse destinate al turismo sono state spese male. O le classiche manifestazioni di piazza dal respiro molto corto in termini di ricadute economiche e occupazionali sulla città. Non si possono confondere le saghe paesane con il vero turismo, ecco! Oppure inutili convegni sulle potenzialità turistiche del territorio (sic!). L’unica manifestazione davvero capace di far fare il salto di qualità al turismo nella città di Lentini appartiene oramai al passato. Si trattava del “Castrum Fest” ideato dal professore Gula. Quanti rimpianti!
Il territorio di Lentini è dotato di molti beni archeologici, monumentali e paesagistici di sicuro interesse turistico. Ma il loro stato di conservazione e/o la loro fruibilità è assolutamente deficitaria. Basti pensare alla zona archeologica di Leontinoi. Un prezioso gioiello abbandonato a se stesso. A parte i tombaroli. Da anni si parla di un fantomatico accordo fra i Comuni di Carlentini e Lentini con la Provincia Regionale di Siracusa e la Sovrintendenza. Esiste davvero? A tutt’oggi rimane chiuso ed inespresso in tutto il suo potenziale di attrazione turistica.
Il tema delle infrastrutture rappresenta un altro punto dolente nell’assenza di qualsiasi politica di programmazione turistica a Lentini. Come si può fare turismo in modo serio se la stazione di Lentini è in via di smantellamento o il servizio degli autobus non assicura un livello qualitativo decente? Vorrei capire come mai non si è mai pensato ad accorpare sia la stazione che gli autobus in un unico nodo di mobilità territoriale. A ciò aggiungasi una città del tutto impreparata al turismo. Un sistema turismo impone che gli uffici pubblici, vedi le poste, abbiano un orario lavorativo molto più esteso. Lo stesso dicasi per i negozi. Come si fa turismo se i negozi aprono, nella migliore delle ipotesi, alle cinque di pomeriggio? E cosa dire del fatto che anche l’ambiente è da ritenere infrastruttura decisiva nella programmazione turistica?
La promozione non c’è stata. Spesso si è ridotta a una mera scampagnata fuori porta per amministratori locali. Una scampagnata organizzata alla meno peggio senza la percezione di cosa andare a promuovere e come. La promozione è una fase essenziale in una corretta politica del turismo. Comporta l’individuazione degli attori responsabili, di risorse adeguate e disponibili, di una dotazione reale, di infrastrutture organizzate secondo standard internazionali e iniziative capaci di attrarre interesse e sponsor. Nulla di tutto questo è stato fatto.
Quali iniziative sono state poste in essere? Nessuna. A parte il già citato “Castrum Fest”. Le iniziative devono essere programmate con debito anticipo in modo da promuoverle in ambito nazionale e internazionale. Altresì per trovare sponsor capaci di aumentare i positivi benefici sul territorio. Le iniziative, poi, sono da organizzare tutte in un cartellone diviso per stagioni in modo da destagionalizzare l’offerta turistica. Un aspetto importante è la qualità delle medesime. Devono avere caratteristiche di assoluto valore e unicità.
Quindi, possiamo ritenere l’esclusione un atto di puro arbitrio immotivato? O la giusta conclusione di un percorso decennale di non-politica/non-scelta che contribuisce a deprimere oltre ogni modo la città di Lentini?
Fa pensare che tale esclusione sia metabolizzata dalla città e dalla classe “dirigente” in un silenzio quasi tombale. Come se la cosa non riguardasse nessuno. Come se ci si accontentasse di vivere di nulla e nel nulla. Già, meglio evitare affrontare i problemi. L’oblio è la terapia più indicata per non sentirsi responsabilizzati del proprio presente e futuro. L’unico ad aver espresso una chiara posizione al riguardo è stato il collega La Pera sul sito del suo periodico L’Informatore.
Il punto è questo. A voi cittadini lentinesi, “società civile” e classe politica interessa far decollare il turismo quale occasione irripetibile di rilancio della vostra città? Oppure avete qualcos’altro in mente? Visto l’andazzo temo che si continuerà a pregare l’afasia e l’atarassia.
Concludo l’articolo fornendovi un interessante link riguardo un meraviglioso esempio di promozione turistica del territorio. Ci troviamo in Francia e più precisamente in Vandea:
Puy du Fou
A Lentini si "parla" tanto per passare il tempo di turismo, in Vandea lo si fa sul serio. E con risultati davvero eccellenti.