Il ticket al pronto soccorso e la pirosi retrosternale


Il ticket sul pronto soccorso. Ma ci rendiamo conto? Il ticket sul pronto soccorso. Ma ci rendiamo conto? Il ticket sul pronto soccorso. Ma in Lombardia già c’è”!
giovedì 4 gennaio 2007, di rafael navio - 3987 letture

Una delle malattie più diffuse della nostra epoca, ma anche la meno conosciuta, è la pirosi retrosternale. Non entrerò nel tecnico della questione, anche perché non è mia competenza, ma quello che mi compete è avvicinarmi all’argomento dal punto di vista civico.

Insomma siamo in una civiltà evoluta? L’Italia è un paese evoluto?

Dovrebbe. Ma molte volte la cosa non è semplice. Punto fermo: in Campania e nelle regioni del sud c’è uno spreco che farebbe rabbrividire Camillo Benso di Cavour nella tomba, massone, che ha sempre guardato con sdegno queste terre e forse con molte ragioni. Questo spreco si concentra e manifesta il suo cancro peggiore soprattutto nella sanità. E chi ci è andato a lavorare nella sanità: gli amici degli amici, comparielli dei comparielli, …fratelli di strada…del tipo ti ricordi quando…che tempi quando….. Ora i comparielli hanno una tale forza che un dottore gagliardo, volenteroso, che ha voglia di arrivare, di aiutare, di mettere in atto il propria opera, si scoraggia. Perché il dottore se dice a questi paramedici, a questi inservienti “ ragazzi la sala operatoria è sporca, i laboratori sono sporchi, il corridoio è sporco” che gli succede al povero dottorino cresciuto con pane e pomodoro per pagarsi gli studi? Se gli va bene, gli tagliano le gomme della macchina! Quindi siamo arrivati al secondo punto fermo: i geni del sud diventano “ Cape di pezze” (teste vuote) perché hanno paura dei comparielli dei comparielli. E i presidenti del consiglio, man mano che si passano lo scettro, hanno intenzione di cambiare le cose. Ma in Lombardia le cose vanno meglio! E lo vieni a dire a noi della Campania che organizziamo gite di gran lusso: destinazione nord. Ti devi togliere un tumore? Brescia, Pavia, Milano. Tuo figlio è nato con qualche malformazione? Genova, Torino. Ora ci hanno dato anche l’Eurostar, ma prima il Reggio- Milano era uno spettacolo, quando tornavi a casa dovevi restare un giorno a mare per toglierti la puzza. Paghiamo le tasse in Campania, ma dobbiamo trasferirci al nord per curarci. Guardate io non voglio cambiare le cose, non sono un fissato di testa, ma almeno aiutate i nostri figli a vivere in salute. Cioè, parlo delle cose basilari, quelle cose insomma che tengono calmo il popolo, quelle cose insomma che non fanno scoppiare la testa, quelle cose, insomma, che non fanno scoppiare una rivoluzione. E voi cosa fate? Il ticket sul pronto soccorso. Ma ci rendiamo conto? Il ticket sul pronto soccorso. Ma ci rendiamo conto? Il ticket sul pronto soccorso. Ma in Lombardia già c’è”! E che cosa è l’amministrazione lombarda,….. è per caso ispirata da Dio? Ora se hai un dolore al petto, devi capire se è un codice rosso o un codice bianco. Codice rosso: hai un infarto. Codice bianco: ansia! Allora paghi il ticket. Infarto/ansia. Quindi un cittadino per non farsi fregare sulle tasse, deve avere una laurea in economia e commercio; per non farsi fregare dalle leggi, una laurea in giurisprudenza; per non pagare il ticket, una laurea in medicina. Ansia/infarto. Ma che succede se entra in gioco una terza carta? La famigerata PIROSI RETROSTERNALE. Poco conosciuta, ma diffusissima PIROSI RETROSTERNALE. Ha gli stessi sintomi dell’infarto. Dolore al braccio che si può prolungare al collo e alla mandibola, e dolcezza finale, ha origine al centro del petto, proprio dove pompa il cuore. Ma non è un disturbo del miocardio, bensì dello stomaco. Già dello stomaco. Una complicanza del reflusso gastrointestinale, della disfagia…..chiamatela come volete, a noi interessa sottolineare che può essere facilmente scambiata per un infarto. Allora, pari o dispari, vado o non vado al pronto soccorso? Scegliete voi! Infarto o venticinque euro (circa) di ticket. Come dicono i francesi:” Ah, gli italiani”.

Rafael Navio

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Il ticket al pronto soccorso e la pirosi retrosternale
23 marzo 2007, di : andrea pinnacolo

"caro navio quando leggo i tuoi articoli non so se ridere o piangere. E meno male che sei uno scrittore ed un poeta, o meglio ti spacci per scrittore e poeta. ..le ho lette le tue poesie....... sono vuote, i tuoi scritti non meritano neanche un giudizio.. navio ti capisci solo tu in questo articolo, parli al plurale come se volessi rappresentare tutti. ti prego smettila, sei un brutto esempio per la mia regione... semplicemente ridicolo.... cordialmente"
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