Il sorriso del leghista


Edouard Ballaman si è dimesso da presidente della Regione Friuli: è accusato di utilizzare auto blu e autista per motivi personali.
mercoledì 22 settembre 2010, di Adriano Todaro - 551 letture

Vi sono persone che nella loro vita terrena lasciano un segno. Ovunque vadano emerge sempre la loro personalità, la loro coscienza critica, il loro disinteressato impegno. E sono anche capaci, in certi casi, di abbandonare le brame del potere per dedicarsi, forse, ad opere di bene, volontariato o altro.

Edouard Ballaman è uno di questi. Di mestiere fa il leghista tutto d’un pezzo. In realtà è stato deputato per tre legislature e, sino a poco tempo fa, era anche presidente della regione Friuli. Ma non è tutto. E’ anche dottore commercialista questo fondista del pensiero lombardo, nato in Svizzera nel 1962.

E così pensa e ripensa, in testa tante idee forse confuse e approssimative sul ruolo che deve svolgere un uomo pubblico, ma certamente permeate da affettuosi sentimenti, il leghista svizzero-friulano ha pensato bene di usare l’auto blu per risolvere alcuni problemi di carattere personale. Piccole cose: andare a casa dei suoceri, accompagnare la fidanzata dal dentista, al mare a Caorle o alla Malpensa quando partivano per il viaggio di nozze.

Non sono forse questi atti, dimostrazioni di affettuosi sentimenti? In tutto, secondo la Corte dei Conti, sono circa 70 i viaggi con l’auto blu. I leghisti, si sa, ce l’hanno duro, ma questo non significa che siano pirla. Perché, cari lettori, Roma sarà pure ladrona, ma – come dicono nella capitale – quando ce vo’ ce vo’. D’altronde, un politico che non ha l’auto blu, l’autista o l’amante, che politico è? Ballaman aveva l’auto blu, aveva l’autista, non sappiamo se avesse o no l’amante.

Noi però lo immaginiamo duro e disinteressato, timorato di Dio, amante della famiglia: la domenica mattina a messa, i rituali pasticcini a pranzo, insomma un bel quadretto piccolo borghese. La moglie, comprensiva, lo guardava estasiata, ma sapeva che Edouard, nel suo intimo, fremeva perché desideroso di andare al raduno leghista. Massì, pensava, dopo una settimana di lavoro allo spasimo, è giusto che si sfoghi un po’. “Edouard – gli suggeriva – perché non telefoni all’autista e vai al raduno?”. E così Edouard arrivava con la macchina blu al raduno, gridava un po’ “Roma ladrona”, inveiva contro gli stranieri – ma non gli svizzeri – e di nuovo a mangiare salamelle, crauti e polenta. E se si alza il colesterolo? Niente paura pensava. Farò una bella legge per ristabilire i valori.

Ora, a rimarcare la sua “diversità”, il nostro Edouard ha dato le dimissioni da presidente della Regione. Un atto nobile, di indubbio coraggio. Si è ritirato nella sua casa a meditare. In realtà non ci sembra che abbia fatto qualcosa di terribilmente scorretto e ha anche dimostrato di saper rinunciare. Infatti, dal primo aprile 2010 ha rinunciato all’auto blu e ha chiesto solo 3.200 euro al mese in più per rimborso spese. Da aggiungere, naturalmente, al suo sudato stipendio da presidente che è di 16.500 euro ogni mese.

Le solite malelingue invidiose hanno fatto rimarcare che in Istria ha partecipato ad una speculazione immobiliare leghista ed è stato coinvolto in uno scandalo di favori con l’allora sottosegretario all’Interno Maurizio Balocchi. Tutti e due avevano fatto assumere le rispettive compagne aggirando così la legge che non lo permetteva e ha ottenuto anche, in concessione, una sala Bingo.

Che simpatico! Fra i tanti incarichi che ha avuto quando era parlamentare, è stato anche membro del Comitato per la tutela del patrimonio artistico e architettonico nonché del Comitato per gli affari del personale. Ora, io non so cosa facesse per tutelare il nostro patrimonio artistico e architettonico. Ma posso immaginare l’altro impegno, quello degli affari del personale.

Quest’uomo è di una forza d’animo eccezionale: egli sa di essere Ballaman, di essere stato un uomo pubblico, di aver usato l’auto blu e riesce ancora a sorridere.

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