Il rag. Filippetti


L’ex braccio destro di Bersani, Filippo Penati confluisce nel Gruppo Misto della Regione Lombardia. Farà il capogruppo anche perché c’è solo lui. Avrà, comunque, 215 mila euro da spendere ogni anno. Io, intanto, spero, di diventare amministratore del mio condominio
martedì 11 ottobre 2011, di Adriano Todaro - 489 letture

Sono stato declassato. Ero caposcala nel condominio dove abito e sono stato declassato ai "servizi tecnici". Definizione altisonante ma che nella pratica significa cambiare le lampadine delle scale quando si fulminano. Non mi lamento, anche se mi resta la rabbia di non essere diventato amministratore dell’intero palazzo. Non mi lamento perché vedo che in tanti, in questo periodo, sono declassati. L’Italia? Senza volare così in alto, vedo attorno a me personaggi con un grande avvenire dietro le spalle che sono stato declassati.

Prendiamo il caso del compagno P. cioè quel mostro di coerenza che è Filippo Penati. Una volta ho scritto un pezzo su di lui, quando era presidente della Provincia di Milano, e l’avevo titolato "Che pena quel Penati". Mi sbagliavo e faccio volentieri ammenda. Il compagno P., invece, si è mostrato un politico di razza. Quale razza? La razza barbona, quelli che comunque vadano le cose sono convinti di restare sempre a cavallo. Era vicepresidente di Comunione Roberto e Liberazione Formigoni, al Consiglio regionale e si è dimesso. Era il braccio destro del pugile suonato Bersani e si è dimesso dall’incarico e anche dal partito. Era consigliere regionale e si è ... No, non si è dimesso. Ritornare ad insegnare nelle scuole educazione tecnica per 1.200 euro al mese? Ex comunista sì, ma pirla no!

Il problema era dove si sarebbe seduto il Penati perché ormai era un ex Pd. E lui, con un colpo di genio, è confluito nel Gruppo Misto. Anzi è subito diventato il responsabile anche perché c’è solo lui in quel gruppo. Se c’è solo lui perché si chiama Misto? Dubbi amletici-politici. Comunque sia, essendo capogruppo di se stesso, può disporre di 215 mila euro ogni anno mentre il suo stipendio da consigliere regionale, continuerà ad essere di circa 10 mila euro il mese. Tempi duri, dunque, per il compagno P., quello che da presidente della Provincia aveva in odio venditori di false Vuitton e rom ma non Marcellino Gavio da cui aveva acquistato un ulteriore 15% delle azioni della Milano-Serravalle (240 milioni di euro). I giudici stanno indagando per capire se con questa mossa, Penati aveva dato la possibilità a Gavio di tentare di scalare, con Unipol, la Bnl. Saranno i magistrati a sbrogliare la matassa e per noi, il compagnuzzo Filippo, per ora, è candido e immacolato.

C’interessa maggiormente il comportamento del personaggio, così come di tutte le persone che rivestono cariche pubbliche, anche se non incappano in reati giudiziari. L’ex compagno P. è uno di questi. Lui pensa alla pagnotta e non si dimette, ma, magnanimo, pensa anche alla pagnotta dei suoi adepti. Al suo posto come vice di Formigoni, Sara Valmaggi, ex assessore di Sesto San Giovanni, dove Penati era sindaco, città medaglia d’oro della Resistenza, figlia di una funzionaria prima del Pci, poi del Pds, Ds e, infine, Pd. Ai loro posti anche tutta una serie di personaggi.

Fra loro anche una signora che è stata prima segretaria di Penati e poi sua compagna di vita. Lo stipendio a questa signora lo pagherà direttamente il gruppo regionale del Pd. Ma allora il Pd c’entra ancora, anche se Filippino il comunistino non fa più parte del Pd? Qualcosa non quadra ma a farla quadrare ci pensa Maurizio Martina che di mestiere fa il segretario regionale del Pd con una dichiarazione che sembra il "Candido" di Voltaire: "[il contratto alla signora] l’abbiamo prorogato. Non ci piace lasciare la gente a spasso".

Anche a noi. Né quelli della Fiat e neppure quelli dell’ultima fabbrichetta della Brianza. Questo Martina, che immaginiamo giovane e ambizioso e di cui non conosciamo la sua formazione politica di provenienza, farà carriera perché con una dichiarazione così pregnante, le vette dell’Olimpo del Pd diventano senza dubbio accessibili.

Tornando alla mia vicenda personale, per diventare amministratore avrei bisogno dell’appoggio del rag. Filippetti della scala C. Se mi dà il suo voto, così gli ho promesso, una volta diventato amministratore, farò in modo di dare l’appalto delle pulizie delle scale a sua moglie perché non mi piace lasciare "la gente a spasso". Preferisco vederla pulire le scale.

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