Il quadro della settimana: “L’esecuzione di Lady Jane Grey” di Paul Delaroche

Olio su tela
 cm 246 x 297
 1833
 Ubicato alla National Gallery di Londra
di Orazio Leotta - martedì 26 febbraio 2013 - 8254 letture

Vittima delle circostanze politiche e degli intrighi di corte, Lady Jane Grey fu sovrana d’Inghilterra per soli nove giorni. Nel 1553, poco dopo la sua ascesa al trono, un gruppo di cortigiani sostenitori di Maria di Scozia depose la legittima erede di Giorgio VI, incarcerandola nella torre di Londra. Il 12 Febbraio 1554, all’età di 17 anni, la fanciulla, accompagnata da due damigelle, costrette ad assistere all’atroce spettacolo, venne decapitata nelle carceri della fortezza.

33) L\'esecuzione di Lady Jane GreyIl momento raffigurato è quello che precede l’esecuzione della donna, evidentemente provata dagli effetti del tumultuoso intrigo politico a causa del quale lei, pur essendo del tutto innocente come è simbolicamente sottolineato dal bianco del suo abito, deve pagare con la vita. Il comandante della torre, Sir John Brydges, conduce la giovane regina verso il patibolo, mentre il boia, aspettando soltanto di svolgere il proprio compito, osserva impassibile la commozione della vittima. Intorno al luogo dell’esecuzione il pavimento è coperto dal fieno destinato ad assorbire il sangue che verrà sparso.

Ne emerge il carattere fortemente teatrale della pittura di Delaroche, testimoniato dal panno nero che ricopre il proscenio su cui si svolge l’esecuzione della giovane regina: la drammaticità dell’evento storico viene accentuata dalla grande semplicità della composizione, e dal numero ridotto dei personaggi, le cui pose sono il frutto di intensi studi preparatori. Nell’ambientazione dell’episodio, il pittore ripropone fedelmente i modelli dell’architettura religiosa anglosassone, come dimostrano gli archi normanni e le decorazioni scultoree sullo sfondo del dipinto.

Hippolyte Delaroche comunemente noto come Paul Delaroche pittore francese, nasce a Parigi il 17 luglio 1797.

Figlio di un collezionista e mercante d’arte, orgoglioso del precoce talento artistico del figlio, gli aveva trasmesso la sua cultura artistica. Paul Delaroche entra nella École des Beaux-Arts nel 1816 dove è seguito dal pittore paesaggista Louis-Étienne Watelet (1780-1866) che dipingeva in stile romantico. Nel 1817 concorre, senza successo, al Prix de Rome per il paesaggio, deluso abbandona il paesaggismo per dedicarsi alla pittura storica.

Come maestro in questo particolare tipo di pittura Paul Delaroche sceglie Jean-Antoine Gros, alunno a sua volta di Jean Louis David. Alla sua prima partecipazione al Salon del 1819 i suoi dipinti di soggetti del Vecchio e Nuovo Testamento ottengono alcune lodi per i colori drammatici, caratteristica presa dal suo maestro Gros. Dopo la caduta di Napoleone che aveva influenzato l’arte verso rappresentazioni mitologiche che dovevano sottolineare la sua gloria, il restaurato regime Borbonico prommuove la pittura religiosa, soggetti morali e sociali.

Nel 1822, il giovane pittore realizza la sua prima grande opera, intitolata Josabeth che salva Joas, chiaramente influenzato dall’opera degli amici Théodore Géricault e Eugène Delacroix con i quali Delaroche forma il nocciolo centrale di un gruppo piuttosto numeroso pittori storici. Visto le limitazioni poste ai pittori storici in Francia, Paul Delaroche si specializza in personaggi ed eventi della storia inglese.

Il primo di questi dipinti, La morte della regina Elisabetta d’Inghilterra (Musée du Louvre, Parigi), viene esposto al Salon del 1827-28, ottiene in grande successo grazie al loro verismo, successo che si ripete al Salon del 1831 dove espone Cromwell guarda nella bara di Charles I (Musée des Beaux-Arts, Nîmes) e I Figli di Edward IV (Musée du Louvre, Parigi).

Paul Delaroche è un perfezionista, egli realizza le sue opere solo dopo una preparazione molto lunga e meticolosa: compie sperimenti con modelli, figurine di cera, acquarelli e disegni, per simulare l’effetto delle pose, dei raggruppamenti, della luce e delle ombre. Il suo stile, attento ai dettagli, è espressione tipica del suo tempo; Delaroche non è un innovatore, ma è strettamente legato ai suoi contemporanei che amano un classicismo raffinato.

Dopo il trionfo al Salon del 1831, Delaroche viene nominato professore alla École des Beaux-Arts e riceve una commissione per affrescare la vita di Maria Maddalena nella chiesa della Madeleine a Parigi. Per quest’ultimo progetto, il pittore, volendo emulare gli affreschi rinascimentali, si recò in Italia per studiare in loco gli affreschi, ma al ritorno, per incomprensioni con i committenti Paul Delaroche rinuncia all’incarico.

Dopo le critiche negative della sua Santa Cecilia al Salon del 1837, Delaroche viene incaricato della decorazione dell’emiciclo (Auditorium), della Ecole des Beaux-Arts; il pittore sceglie come soggetto un gruppo di famosi pittori, posti nel portico di un tempio ionico. La realizzazione dell’opera lo impegna per ben quattro anni. Questo lavoro, considerato un successo dalla critica più conservatrice e moderata e il suo aspetto distinto, gli riaprono i salotti parigini e la possibilità per la sua vita artistica nella ritrattistica.

L’Atelier di Delaroche attira parecchi giovani artisti, desiderosi di imparare la sua tecnica come ad esempio Thomas Couture e Millet, ma per una disgrazia che ha causato la morte di uno dei suoi studenti, chiude lo studio nel 1843.

Paul Hippolyte Delaroche, muore a Parigi il 4 novembre 1856.


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