Il quadro della settimana: “Fiumana” di Giuseppe Pellizza da Volpedo

Olio su tela, cm 255 x 438. 1895-1896, ubicato nella Pinacoteca di Brera in Milano
di Orazio Leotta - martedì 19 novembre 2013 - 5211 letture

Titolo originario della prima versione: “Ambasciatori della fame”, mutato nel meno retorico e più significativo “Fiumana”: la scena, infatti, raffigura una schiera di braccianti in sciopero, le cui fila, che s’ingrossano con ritmo costante, avanzano sicure e compatte, come le acque tumultuose di un fiume pronto a tracimare dagli argini. 59) Fiumana.jpg

La tela è l’esito dell’intenso lavoro di rielaborazione cui l’artista sottopose la prima versione: egli modificò più volte l’atmosfera luministica della composizione, e, di conseguenza, anche il modellato delle figure e il tono cromatico generale, come a realizzare un assoluto equilibrio di verità vera e di verità ideale, e per restituire – soprattutto attraverso la figura del capo della fiumana – un ritratto vero, ma al contempo nobilitato, della classe popolare.

Nonostante sia rimasto allo stato di abbozzo, il dipinto riveste un importante ruolo nell’ambito dell’arte italiana della fine dell’Ottocento: esso fu infatti l’imprescindibile modello per l’opera più celebre di Pellizza, “Il Quarto Stato”. Da notare il gioco di contrasti e riflessi sulle vesti delle figure, resi con pennellate a macchia o a lunghe filettature, ma anche sul terreno in primo piano, costellato di sassi redatti con colpi di bianco e di rosa. Come tutti i divisionisti, notevole è l’importanza data dunque ai valori cromatici: tonalità scure e forti quantunque dardeggiate dal sole.


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