Il quadro della settimana: “Cena in Emmaus” di Michelangelo Merisi, detto Caravaggio

1601 circa. Olio su tela, cm 141 x 196,2. Ubicato alla National Gallery di Londra
di Orazio Leotta - martedì 29 ottobre 2013 - 1812 letture

La Cena in Emmaus rappresenta un episodio tratto dal Vangelo di Luca: due discepoli camminavano lungo la strada per Emmaus, paese a poca distanza da Gerusalemme, quando furono raggiunti da uno sconosciuto che prese a informarsi delle vicende della vita di Cristo. Sedutisi per la cena in un’osteria, l’estraneo prese il pane, lo benedisse e lo spezzò passandolo agli altri due: “ ed ecco si aprirono loro gli occhi” e furono in grado di riconoscere il maestro.

Caravaggio Cena in Emmausmette in scena lo sconcerto dei discepoli al momento del riconoscimento: i gesti scomposti e l’uso consapevole della luce distinguono i seguaci di Cristo, illuminati dalla rivelazione divina, dalla condizione di oscurità in cui si trova l’oste. Il tema è legato all’istituzione dell’Eucarestia durante l’ultima cena, che in questo episodio viene rievocata per la prima volta: il pane e il vino sono infatti i simboli materiali attraverso i quali si rinnova il sacrificio di Cristo.

Sulla tavola le vivande raffigurate rimandano alle opere giovanili del Caravaggio (es. la famosa “Canestra di Frutta” della Pinacoteca Ambrosiana). La conchiglia sul manto del discepolo a destra è un simbolo tradizionale dei pellegrini e sembra evocare in questo caso il viaggio a Emmaus appena compiuto dai due seguaci di Cristo. Per la tipologia inconsueta del Cristo è probabile che Caravaggio abbia tratto ispirazione dal Cristo del Giudizio Universale di Michelangelo, sia per l’aspetto giovanile che per l’eloquente gesto delle mani.


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