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Il pizzino di aprile de Le Galline Felici

di Redazione - giovedì 12 aprile 2018 - 1252 letture

il “pizzino” di aprile 2018 de Le Galline Felici

AMAZON ADDIO?

Il “nemico” non è Amazon

Il nemico è un sistema economico che ci vuole consumatori isolati

E inconsapevoli dei nessi che legano tutte le “cose” e le attività umane

Le nostre scelte quotidiane con la propensione all’emigrazione dei giovani africani

Il famoso battito d’ali della farfalla in Amazzonia con il tornado nell’Oceano pacifico…

Golia che ci espropria anche del vero significato delle parole, dove “ministro”, che viene da “minus” cioè meno, diventa uno che se ne va in giro, tronfio, con la scorta e ha strapotere sulle nostre vite (vedi “Ecologia della parola” di Massimo Angelini, Edizioni Pentagora)

E allora la nostra “guerra” non può che essere adoperarci costantemente per cercare di rafforzare la coscienza collettiva di Davide

E delle sue potenzialità, se unito

Certamente, in questo momento, non possiamo illuderci di sconfiggere, domani mattina, Golia, ma possiamo (e dobbiamo, secondo noi) esercitare il nostro spirito critico e compattare le fila di quanti non si rassegnano ad accettare l’insensatezza di questo sistema

È per questo che molto volentieri partecipiamo alla campagna AMAZON ADDIO, proposta da Massimo Angelini e rilanciata da Comune-info

E lo facciamo utilizzando le lucide parole di un prete militante, Paolo Farinella

Senza aggiungere altro

Paolo Farinella, prete, ad Amiche e Amici.

Faccio mia la proposta di alcuni amici, che stanno diventando “molti”, di fare una scelta di civiltà e di difesa della Democrazia, scegliendo da che parte stare con un’azione semplice, concreta e rivoluzionaria. Con tre piccoli gesti possiamo essere i nuovi Davide che affrontano i Golia di ieri, di oggi e specialmente di domani, perché se gli lasciamo campo libero ci sotterreranno, dominando la nostra libertà, svuotandoci le tasche e uccidendo il piccolo commercio artigianale.

Molti, moltissimi oggi si lamentano che non c’è lavoro, che i piccoli negozietti di prossimità chiudono, che la grande distribuzione avanza come una valanga e come una valanga produce solo distruzione e danni irreparabili. Occorre che ci difendiamo da una economia politica e finanziaria che privilegia solo la produzione di “merci” per produrre denaro che produce altre “merci” che ormai ci seppelliscono. Chi si lamenta, chi s’indigna, chi si addolora, chi piange per il figlio/figlia senza lavoro, può fare la differenza, passando dal concetto di “merce” a quello di “bene” che serve la vita, e la vita felice.

Nel panorama mondiale, AMAZON è l’emblema più atroce di quello che sta accadendo, nell’indifferenza di quasi tutti: da distributore di libri, in pochi anni è diventato l’universale padrone del commercio on line, guadagnando miliardi su miliardi, al prezzo osceno e immorale e anti-economico e anti-sociale della schiavitù dei suoi operai-schiavi, monitorati istante su istante, anche nelle esigenze più naturali, come i bisogni corporali.

Ogni giorno, ascolto persone che si lamentano, s’indignano e poi, comodamente seduti, davanti al pc o a Mc, esauriscono ogni indignazione con un “LIKE”. Ecco, i Like sono l’invenzione di chi vuole imbrigliare la nostra libertà, la nostra insopprimibile libertà di scelta e di decidere della nostra vita. Amazon e i suoi simili non solo vogliono farci schiavi, ma esigono anche che lo siamo “volontariamente”, come in modo lucido nel secolo XVI aveva descritto Ètienne de la Boétie nel suo splendido saggio “La servitù volontaria”. Per quanto mi riguarda cerco di essere un LIBERO VOLONTARIO E APPASSIONATO.

Chiudono le piccole librerie, i negozi di artigiani e commercianti a struttura familiare vicino casa nostra, con perdite di posti di lavoro di prossimità che erano pure presidi sociali d’incontro, cultura, informazione tradizione, conoscenza. La conseguenza è: dove chiudono questi “pilastri” del vivere quotidiano, si fa il deserto e cresce l’abbandono. Chi può competere con il prezziario di Amazon che fa risparmiare qualche euro, ma uccide la vita? Chi può competere con uno che fa lavorare gli altri come schiavi, senza tempo e senza dignità, ricavando ricchezza dalle loro fatiche, dalla loro povertà e disperazione di avere uno straccio di possibilità di vita. Chi può competere con chi alimenta la guerra tra poveri perché oggi per avere il minimo necessario per sopravvivere bisogna attrezzarsi per fare tre o quattro lavori, escludendo qualsiasi progetto di vita?

Ecco, RESISTERE, RESISTERE, RESISTERE, oggi ad AMAZON, domani ad altri suoi simili, significa riappropriarsi di FONDAMENTALI INDISPENSABILI per progettare il presente e il futuro dei vostri figli e nostri nipoti: a) sostenibilità ambientale; b) equità sociale che deve essere estesa anche sia alle generazioni future sia a tutte le specie viventi (animali, vegetali e al territorio che non è inanimato, ma vive e respira).

È finito il tempo di stare alla finestra a guardare il genocidio di massa cui stiamo assistendo passivamente. È arrivato il tempo, ed è questo, di alzare lo sguardo al cielo, raddrizzare la schiena, risorgere dall’ignavia e urlare con la forza della nostra dignità che non abbiamo paura dei Golia di tutti i tempi perché con la sola fionda della nostra coscienza possiamo ribaltare le sorti dell’umanità tutta. Non più un solo Davide, ma 10, 100, 1000, migliaia, milioni di Davide si ergono sulle gambe della loro dignità di persone che convivono con altre persone e dicono “NO” ai nuovi aguzzini, agli schiavisti, al furto del lavoro e dell’anima di ciascuno di noi.

Mi fermo qui. Potete leggere l’appello che stiamo facendo e divulgando e credo e penso e spero che ciascuno sappia valutare sulla bilancia della vita se comprare qualcosa da Amazon, risparmiando qualche euro, valga la candela della schiavitù allargata. No, Parigi non sempre vale una Messa.

Questo passo potrebbe essere il “principio” di azione più ampia, di grande portata politica per un progetto organico, strutturato di azione civile e sociale che possa incidere e possibilmente anche entrare nelle stanze delle decisioni economiche e politiche per riprendere il filo che in questi anni di stravolgimento di valori e principi si è spezzato. Ogni cosa a suo tempo. Ne riparleremo perché da Amazon parte un processo che non si arresterà.

Il 25 Aprile è l’anniversario della LIBERAZIONE DA CUI EBBE ORIGINE LA COSTITUZIONE NOSTRA. TORNIAMO AD ESSA, ASSUMIAMOLA ALLA LETTERA E RICOMINCIAMO A RESISTERE, RESISTERE, RESISTERE PER COSTRUIRE INSIEME NON UN GOVERNO DI TRANSIZIONE E PROVVISORIO, MA UNA VISIONE DI VITA, UN MONDO, UNA PROSPETTIVA DOVE OGNUNO HA DIRITTO DI ESSERE FELICE E NON SOMMERSO DA MERCI INUTILI E ANCHE DANNOSE ALLA TERRA E ALLE ANIME NOSTRE. In questo Internet può essere strumento potente e gradito.

Se seguite passo passo l’Appello accluso, avrete anche modo di interloquire con il gruppo, cui potete iscrivervi, che sta al principio di questa iniziativa che non esito a definire rivoluzionaria perché fondata sulla coscienza spirituale di ogni singola persona. A tutte e a tutti un abbraccio affettuoso.

Paolo Farinella, prete

INVITO

Amazon sta guadagnando una posizione di monopolio mondiale straordinaria e pericolosa: la sua crescita, accompagnata da una progressiva concentrazione e automazione dei processi di distribuzione, sempre più di frequente viene associata:

- alla chiusura di negozi e librerie, e alla conseguente perdita di posti di lavoro;

- a una riduzione della qualità del lavoro, sempre più misurato, controllato, malpagato, precario, e meno tutelato;

- all’elusione della tassazione nei paesi dove opera, compresa l’Italia.

In questo scenario, chiude il piccolo commercio, si perdono posti di lavoro, si erodono garanzie per quelli che restano, si mette a rischio la posizione dei lavoratori del commercio e della logistica, ma anche quella dei produttori ai quali, in progresso di tempo e crescendo la posizione di monopolio, più facilmente il prezzo di uscita delle merci potrà essere imposto al ribasso. Mentre alcuni si compiacciono dell’efficienza, della comodità e del relativo risparmio – perché è vero che i prodotti inviati attraverso Amazon arrivano presto e spesso sono venduti a un prezzo ribassato – c’è una parte di mondo che diventa più povero, meno tutelato, ricattabile: se a un risparmio di tempo e denaro individuali corrisponde un maggior costo sociale (oltre che personale) in termini di dignità dei lavoratori e posti di lavoro, allora il bilancio è certamente negativo. E lo è per tutti, anche per chi persegue i soli propri interessi individuali, perché una società più povera, in termini economici, morali, di sicurezza è un costo per tutti.

Per chi voglia approfondire, sulla posizione di monopolio di Amazon e le sue conseguenze, esistono articoli e analisi facilmente reperibili in rete.

Poiché i monopoli – tutti – generano maggiore povertà, favoriscono la concentrazione dei capitali e contribuiscono ad allargare la forbice che separa una minoranza progressivamente più ridotta e più ricca da una maggioranza più allargata e sempre più povera, proponiamo un gesto di resistenza e di schieramento a partire dalla dissociazione da quello che oggi si presenta come il monopolio in più ampia e rapida espansione e commercialmente più aggressivo: Amazon.

Per aderire, bastano tre azioni:

1. Evita di acquistare attraverso Amazon e cancellare, per chi l’ha fatta, la propria iscrizione su https://www.amazon.it (e, magari, riscoprire i negozi sotto casa e le librerie indipendenti);

2. Comunica pubblicamente la tua adesione a questa iniziativa attraverso il sito del quotidiano Comune-info, così:

a. vai a https:comune-info.net;

b. nella pagina di apertura, cerca lo spazio “AmazonAddio”, e qui inserisci semplicemente nome, cognome e email); oppure vai direttamente a https://comune-info.net/2018/04/amazon-addio/

3. Diffondi l’iniziativa e invitare a diffonderla attraverso la posta elettronica e, per chi li usa, i propri profili sui social.

QUESTA azione collettiva non incide su un processo mondiale apparentemente inarrestabile: ma, intanto che la foresta brucia, noi scegliamo di gettare sull’incendio la nostra goccia d’acqua, non perché possa sperabilmente spegnerlo, ma per dignità e testimonianza.

TI RINGRAZIO PER L’ATTENZIONE

Massimo


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