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Il più amato dagli Ungheresi

Carlo Verdone al Mittel Cinema Fest di Budapest

di Vincenzo Basile - sabato 17 novembre 2012 - 4908 letture

Carlo!, documentario sulla vita e le opere del più popolare attore-regista italiano, chiude in bellezza, insieme a Posti in piedi in Paradiso, penultimo di Verdone, la decima edizione del Mittel Cinema Fest.

Presente il protagonista che, prima e dopo la proiezione, si da senza risparmio al caloroso pubblico misto, italiano e ungherese, regalando a gentile richiesta uno dei gioiellini del suo ricco repertorio di personaggi: il prete cecato da un occhio e strabico dall’altro.

Ed è prendendo spunto dal film che il Carlo nazionale racconta emozionato gli aneddoti, i ricordi, gli scherzi ma anche le difficoltà, le fatiche e le delusioni e le risalite della ormai ultratrentennale carriera davanti e dietro la macchina da presa.

Dall’atroce rammarico di Sergio Leone, che lo aveva lanciato con i primi due film da lui prodotti (Un sacco bello e Bianco, Rosso e Verdone), quando deve assistere al successo di Borotalco , a cui non aveva creduto ma che nelle mani di Mario Cecchi Gori sbanca i botteghini, all’esilarante morte apparente dell’anziana psicoanalista del film Ma che colpa abbiamo noi, che non si riprende dalla scena del suo decesso e viene ricoverata in ospedale dove finalmente riacquista conoscenza, rivelando lo scherzo a cui aveva sottoposto l’intera troupe.

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Carlo Verdone
Carlo Verdone al Mittel Cinema Fest di Budapest. Foto di Vincenzo Basile.

E non mancano i frangenti malinconici insiti nella comicità scritta e filmata e nella vita privata del comico che confessa come il suo contegno privato sia umoralmente opposto a quello pubblico. E l’elenco delle persone che hanno contribuito in maniera determinante alla carriera, registi, produttori, amici di famiglia e naturalmente gli attori con cui ha lavorato, questi ultimi quasi tutti premiati per il loro contributo.

Non celebrativo nelle intenzioni dei realizzatori (Fabio Ferzetti e Gianfranco Giagni ) finisce comunque per esserlo suo malgrado dell’umiltà e della schietta sincerità del protagonista che insiste nel ridimensionare i propri meriti e talenti e nel valorizzare le cause esterne e i casi fortuiti che hanno contribuito al successo e alla longevità della sua permanenza nel mondo professionalmente più instabile per antonomasia.

E la storia di Carlo continua nell’attesa de La grande bellezza, in cui reciterà diretto da Paolo Sorrentino che vedremo ad Aprile nelle sale e il mese successivo al festival di Cannes.


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