Il nuovo Espresso in edicola il 14 gennaio 2023

Chi ha fatto la foto a Berlusconi? – Vendite quotidiani: tutti male, si salvano solo tre testate – Protestano i collaboratori de La Sicilia – Chiudono diverse testate – Libertà per Assange – Cinque anni dall’assassinio di Caruana Galizia

di Adriano Todaro - mercoledì 19 ottobre 2022 - 2359 letture

IL NUOVO ESPRESSO ‒ Sarà in edicola il 15 gennaio 2023, domenica, il nuovo Espresso acquistato qualche tempo fa (era della Gedi-Repubblica) da Danilo Iervolino, già fondatore dell’Università Telematica Pegaso e proprietario del club calcistico Salernitana. Un personaggio di successo, ma anche di ombre per questioni fraudolente che l’ha fatto scontrare proprio con la testata di cui oggi è proprietario. Diretto da Lirio Abbate, il settimanale come afferma lo stesso Abbate «scompagina la sua foliazione, con un progetto grafico che punta sulle immagini: grandi ed esclusive, firmate spesso da grandi fotografi». Le fotografie non saranno «soltanto un corredo al testo, ma un vero e proprio racconto». A partire dalla copertina che «avrà una foto aperta, e metteremo in risalto i giornalisti, che ci mettono la faccia con la loro autorevolezza». All’interno ci sarà una impaginazione più pulita e «una sola immagine, e grande». Il giornale, prosegue il direttore, «continuerà a contenere inchieste giornalistiche graffianti, ma si aprirà sempre di più al mondo della cultura e dell’economia, guardando in particolare ai giovani. Il restyling grafico è molto innovativo rispetto ai canoni tradizionali della rivista, con grandi foto al vivo che avvicineranno sempre più L’Espresso ai grandi magazine internazionali. Cambieranno anche il formato, più lungo, la carta (scelta con grande attenzione rispettando i criteri della sostenibilità) e il metodo di stampa, che passerà da rotativa a roto-offset, con vantaggi sia industriali che per l’ambiente».

IL FOTOGRAFO DEL “PIZZINO” DI BERLUSCONI ‒ È Alessandro Serranò il fotoreporter che ha immortalato Berlusconi, il 13 ottobre scorso, mentre scrive il “pizzino” non proprio edificante nei confronti di Giorgia Meloni. Lui era in Parlamento per l’elezione del nuovo presidente del Senato e fotografa un po’ tutto, da Liliana Segre ai fiori di La Russa. «Alle 19,30 – racconta – sono tornato a casa e siccome ho due gemelli piccoli, ho rimandato tutto al mattino dopo». Al mattino dopo Alessandro Serranò riguarda le sue foto e scopre che ha fotografato il foglio con la famosa scritta. «È stato uno scatto di una frazione di secondo ‒ racconta il fotoreporter ‒ Berlusconi ha il foglio davanti, poi lo gira, poi lo fa vedere a Licia Ronzulli, che è al suo fianco. Ecco, io ho scattato in quell’attimo in cui il foglio si poteva leggere». Romano di origini calabresi, 43 anni, Alessandro Serranò, lavora per l’agenzia Agf di proprietà di Enrica Scalfari. Della foto diventata famosa, il fotoreporter chiarisce che «quella mia foto del foglietto di Berlusconi è così nitida perché è stata fatta con una macchina da 8.000 euro e un obiettivo da 7.000. E con prontezza di riflessi».

PER ASSANGE ‒ Si terrà giovedì 20 ottobre, presso la sede della Federazione nazionale della stampa, a Roma, il lancio della campagna internazionale “La mia voce per Assange”, promossa da un comitato formato da Paolo Benvenuti, Daniele Costantini, Flavia Donati, Giuseppe Gaudino, Laura Morante, Armando Spataro, Grazia Tuzi, Vincenzo Vita che ha accolto l’appello lanciato dal Premio Nobel per la pace, Adolfo Pérez Esquivel, per reclamare la liberazione di Julian Assange: «La liberazione di un giornalista detenuto per aver denunciato crimini di guerra e violazioni dei Diritti Umani. Nell’età della rete e degli algoritmi si sente l’urgenza di ripristinare il metodo dell’inchiesta e della ricerca delle fonti». Premi Nobel, personalità del mondo della cultura, dell’informazione e dello spettacolo hanno aderito a questa campagna registrando brevi video per affermare che la trasparenza è condizione irrinunciabile della democrazia. La campagna è sostenuta da Fnsi (Federazione Nazionale Stampa Italiana), Anac (Associazione Nazionale Autori Cinematografici), Articolo 21, Aamod (Archivio Audiovisivo del movimento operaio e democratico) e sarà seguita da Avvenire, il Manifesto e il Fatto Quotidiano.

A 5 ANNI DALL’ASSASSINIO DI CARUANA GALIZIA ‒ Sono passati cinque anni dall’assassinio di Daphne Caruana Galizia, giornalista d’inchiesta maltese. La settimana scorsa il tribunale maltese ha condannato a 40 anni di reclusione gli autori materiali dell’omicidio, i fratelli George e Alfred Degiorgio, che hanno ammesso la loro colpa per ottenere uno sconto di pena. Entrando in tribunale, uno dei fratelli ha affermato: «Non sapete chi ha ucciso Daphne? I vostri amici, quelli con cui eravate spalla a spalla... Andate a indagare su di loro!». Sembra ammiccare al fatto che i veri responsabili dell’omicidio di Caruana Galizia frequentino i piani alti dei palazzi del potere. L’inchiesta ha portato al coinvolgimento di un presunto mandante ancora da processare, l’uomo d’affari Yorgen Fenech, di cui la giornalista aveva rivelato gli affari illeciti e le complicità politiche. D’altronde, dopo il suo arresto, è emerso il ruolo di alcuni esponenti del governo di Joseph Muscat, accusati di aver favorito Fenech e di aver depistato le indagini. L’attuale primo ministro Robert Abela ha detto che non parteciperà alla commemorazione della giornalista.

QUOTIDIANI TUTTI GIÙ, SI SALVANO CORRIERE, VERITÀ, FATTO ‒ I dati Ads (Accertamento diffusione stampa) che riguardano la diffusione totale fra cartaceo e digitale fra agosto 2021 su agosto 2022 salvano solo il Corriere, La Verità e il Fatto quotidiano. Il Corriere passa da 255.888 a 256.599: La Verità da 29.984 a 37.807; il Fatto Quotidiano da 53.589 a 55.120. Comunque, in un giorno medio, il 21,8% egli italiani sceglie uno dei principali quotidiani su carta o digitale. Il quotidiano viene letto (sottolineo letto, non acquistato) da 16,6 milioni. Ovviamente la copia di quotidiano acquistata è letta da diversi componenti della famiglia, negli esercizi pubblici, bar, circoli ecc. Per quanto riguarda i periodici, questi sono letti da 14,3 milioni di persone

PROTESTA COLLABORATORI LA SICILIA ‒ È stato annunciato che la proprietà di La Sicilia passerà dalla Domenico Sanfilippo Editore Spa a una fondazione. Nel contempo, continua la protesta dei collaboratori della provincia di Catania contro i ritardi nei pagamenti, arrivati in alcuni casi a oltre un anno. Per questo motivo i corrispondenti si asterranno dall’inviare i loro articoli fino a quando non percepiranno dall’azienda almeno tre mensilità arretrate e non otterranno la garanzia di un realistico piano di rientro in tempi certi per tutto il pregresso.

CHIUDONO QUATTRO TESTATE + DUE ‒ «Nell’ultimo anno abbiamo avuto un aumento del 70% dei costi della carta e del 160% delle bollette energetiche. A luglio di questo abbiamo speso 68 mila euro per il mese di luglio. L’anno scorso erano 16 mila: insostenibile». Sofia Bordone, amministratore delegato, spiega così le motivazioni di tagli e licenziamenti. L’editoriale Domus ha deciso di non far uscire più il mensile Youngtimer, il trimestrale Auto Italiana, Meridiani cammini e lo specializzato in mezzi commerciali TuttoTrasporti. Inoltre il mensile Dueruote, dedicato a moto e scooter, avrà solo un’edizione digitale, rinunciando al cartaceo e integrandosi maggiormente con il settore Professional, mentre Ruoteclassiche, il mensile sulle auto d’epoca, verrà riassorbito nell’orbita di Quattroruote. Inoltre, sarà posta in vendita la grande sede alle porte di Milano, a Rozzano (17 mila e 500 metri quadri). Per quanto riguarda il personale si parla di utilizzare ammortizzatori sociali e prepensionamenti (una decina di persone sui 279 attuali). Domus rimarrà, comunque, un editore con un largo parco testate, a partire da Quattroruote e Ruoteclassiche, a Due Ruote (solo digitale), a Meridiani e Meridiani Montagne, allo storico Domus e al Cucchiaio d’argento.


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