Il novello Vate


Il ministro La Russa sale sull’elicottero e bombarda di manifestini gli afghani. Un’impresa memorabile di un combattente di cielo, terra e mare che eguaglia D’Annunzio
martedì 30 novembre 2010, di Adriano Todaro - 698 letture

La competenza professionale ed il sereno equilibrio nei confronti delle delicate questioni giudiziarie ne fanno, negli ultimi anni, il portavoce della destra per i problemi della giustizia. Ma è rilevante il suo impegno anche in altri temi, quali la sicurezza dei cittadini, l’immigrazione, la riduzione del peso fiscale, la tutela dell’identità nazionale, le libere professioni”.

Questa memorabile frase, questa descrizione lirica, questa apoteosi di capacità professionali sono state scritte da un ministro per se stesso. Si tratta di una delle menti più raffinate di questo governo, tal Ignazio La Russa che è diventato, non si capisce bene come, ministro della Guerra. Deve essere un prodigio del sistema e facciamo ammenda, nei nostri scritti, vuoi per la fretta e vuoi perché subissati da altri scadenze di non parlare spesso di lui. Oggi, però, vogliamo recuperare con un ripensamento doloroso ma liberatorio e interessarci dell’avvocato (perché è anche lui avvocato!) e restituirlo così all’ammirazione di tutti gli italiani.

D’altronde è il meno che possiamo fare considerato che in quella frase c’è l’ideologia di questo strenuo libertario. Ignazio ci vuole liberare dal peso fiscale e, infatti, quando, per strada, vede passare qualcuno ingobbito con un peso enorme sulle spalle, Ignazio prima ferma quella persona, s’informa se sta faticando per il fisco e poi lo aiuta. Non solo è molto interessato alla nostra sicurezza e invia militari nelle città, ma si preoccupa anche dell’immigrazione e pensa di cannoneggiare le povere carrette del mare. E l’identità nazionale? Quando la mattina vi alzate e siete tutti indolenziti e non avete voglia di andare a lavorare è perché non avete identità nazionale, non sapete neppure voi cosa siete. Inoltre c’è il problema delle libere professioni. Ignazio non le vorrà per caso ancora più libere? Ma la cosa migliore che fa capire il vero carattere di questa guglia democratica è “il sereno equilibrio” nei confronti della giustizia.

Bisogna dire che lui è sempre sereno ed equilibrato. Io lo ricordo il 12 ottobre 2009 quando a New York partecipava al Columbus Day. Con la moglie, sopra una macchina scoperta attorniata dagli uomini della sicurezza, sfilava per le vie. Una giornata stupenda e miracolosa soprattutto per il fatto che Ignazio era arrivato sin lì. Poi però le cose si sono guastate a causa di una pattuglia di guastatori che innalzavano cartelli contro il prode Ignazio che aveva firmato, come tutti i ministri, il lodo Alfano. Subito il servizio d’ordine (italiano) aveva cercato di bloccare la contestazione e subito il servizio d’ordine (americano) aveva bloccato il servizio d’ordine italiano perché negli Usa è normale innalzare cartelli di contestazione ai politici. Lui però, Ignazio, sereno ed equilibrato, aveva fatto le boccacce, cacciato fuori la lingua e gridato all’indirizzo dei contestatori: “Ti conosco! Sei un pedofilo, vai con le bambine!”. La moglie rideva a quattro ganasce, fiera, felice del suo uomo che anche a New York ha mostrato quando sia sereno ed equilibrato.

E ricordate quando ad una conferenza stampa di Berlusconi, quel tizio aveva fatto una domanda scomoda al laido vecchietto che ci governa? Subito Ignazio si era alzato, era andato a prendere il disturbatore per la collottola e lo spintonava per cacciarlo fuori. E’, insomma, anche uno che si presta ai bassi servizi pur di far contento il Sultano.

Classe 1947, nato a Paternò, provincia di Catania, a Milano è arrivato che aveva 13 anni. Ma la biografia fornita dallo staff del ministro ci informa che ha studiato a St. Gallen in un college della Svizzera tedesca e si è laureato in giurisprudenza all’Università di Pavia. Ora non è da tutti studiare a St. Gallen e noi poveri tapini che della Svizzera conosciamo solo Chiasso e che abbiamo studiato con modesti risultati in una scuola della Brianza, ci sentiamo piccoli di fronte ad un gigante del pensiero come Ignazio. E’ stato ufficiale di complemento, patrocinante in Cassazione, figlio di avvocato fascista e lui stesso fascista, animatore della “Maggioranza silenziosa” milanese ed infine ministro.

E proprio come ministro, ha compiuto una mirabile e pericolosa impresa. Si è messo la tuta mimetica e incurante delle suppliche della moglie che voleva prima stirargliela, è salito su un elicottero e ha lanciato manifestini sull’Afghanistan o meglio su il villaggio di Bala Murghab. Ma non pochi. Ben 11.000 volantini “ideati – come ha riferito lo stesso ministro ai giornalisti – per supportare la campagna di reintegrazione degli insorti nella società civile promossa ed attuata dal governo afgano”.

Quando è sceso dall’elicottero Ignazio era un po’ intronato ma pugnace come deve essere un vero combattente di cielo, terra e mare. E, infatti, ha dettato ai giornalisti un possibile titolo del pezzo per descrivere la sua pericolosissima impresa: “La Russa come D’Annunzio”. Ora voi dovete convenire che la modestia è tratto saliente di questi uomini politici. E non crediate che scrivere un volantino sia impresa facile. Ad esempio ad un certo punto, nel volantino, si parla dei pericoli delle mine inesplose ma non si dice che le fabbrichiamo noi, si dice che le usano gli insorti. Prima di gettarli dall’elicottero, Ignazio - che ha studiato in un college in Svizzera - ha sottoposto il volantino ad un focus group composto anche da analfabeti che hanno compreso il contenuto del messaggio. In Italia lo hanno sottoposto, sembra, a Gasparri e lui l’ha subito firmato credendo che fosse un’altra legge sulle televisioni del Sultano. Poi è stato informato che le Tv non c’entravano, si trattava di volantini per gli afghani. Gasparri non ha capito un cazzo ed è andato a bersi un caffè alla buvette.

Quando due soldati italiani, nel maggio di quest’anno, erano saltati su una mina, il ministro della Guerra aveva fatto, con faccia di circostanza, una breve premessa sui tragici fatti in Afghanistan poi, di sera, una lunga riflessione sul campionato di calcio, sulla “sua” Inter, sul Siena, sulla Roma a suo dire favorita. Era proprio il momento giusto per litigare sul pallone. Nel 2004 c’era stato un morto italiano in Afghanistan, nel 2010, ben 12. Ma il ministro parla di pallone e lancia manifestini dove ci sta scritto che “Il benessere proviene dalla pace”. Forse è per questo che qualche tempo addietro Ignazio voleva dotare di bombe gli aerei. Chissà per farne cosa. Forse per bombardare? Ignazio parla senza mirare, lasciando che le parole, come le bombe dei bombardieri, cadano a tappeto.

E così contenti, soddisfatti, nel sapere che abbiamo un ministro in tuta mimetica che ci protegge, siamo andati a dormire tranquilli, felici che la nostra Italia atlantica sia in mano a simili personaggi, un’Italia come tutti sanno affondata da una banda di pasticcioni che restano pasticcioni e un po’ ciarlatani anche se hanno studiato a San Gallo, anzi, pardon, a St. Gallen.

Rispondere all'articolo - Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -
Stampa Stampa Articolo
:.: Condividi

Bookmark and Share
:.: Articoli di questo autore
:.: Articoli di questa rubrica
:.: Articoli più recenti
Girodivite - Segnali dalle città invisibili è on-line dal 1994. Quotidiano telematico e cartaceo, registrazione presso il tribunale di Catania n.13/2004 del 14/05/2004. Redazione: via Antonino di Sangiuliano 147 - 95131 Catania. Contatti: giro@girodivite.it (mail max 200kb) ::: Puoi syndacare le nostre notizie attraverso il file backend.php (XML RSS 1.0 format). Tutti i contenuti originali prodotti per questo sito sono da intendersi pubblicati sotto le licenze Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike, che tutelano la possibilità di ripubblicarli, previa autorizzazione per fini commerciali.